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editoriale
Assad non farà la fine di Gheddafi?
di Ada

Quante volte abbiamo sentito che un Paese produttore di petrolio è fortunatissimo. Spesso è vero, vedi Arabia Saudita, Emirati e via dicendo. In altri le cose vanno, anche se i vertici politici locali non si possono mai lamentare, per loro fino a quando dura va bene. Non è però accaduto per Gheddafi che colpevole di delitti atroci nei confronti del suo popolo, ha fatto una fine altrettanto atroce, trucidato barbaramente alla fine della rivoluzione. Il petrolio non gli ha portato fortuna anzi è stato la causa e il motivo primo dell’intervento dell’Onu e dei Paesi Occidentali. Così è stato tolto di mezzo. Ed è stato facile.

L a stessa cosa non sta accadendo per La Siria anche perché non ha petrolio: i motivi per un intervento per far cessare la durissima repressione del regime dittatoriale al potere, non mancano. Anzi sono forse più evidenti e drammaticamente impressionanti.

L’ONU non interviene a causa dei veti di Russia e Cina, da sempre vicine come l’Iran, al rais di Damasco. I Paesi della Nato puntano sulla diplomazia per far cessare lo sterminio dei rivoluzionari, che vengono ora cercati casa per casa. Assad è comunque armatissimo (sembra addirittura che abbia armi micidiali chimiche) ed è al centro del Medioriente dove basterebbe un cerino per incendiarlo tutto. L’Europa lancia intanto anatemi.

articolo pubblicato il: 31/08/2012

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