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taccuino di viaggio
"Nel deserto algerino"

Spedizione in tenda e fuoristrada nell'Hoggar e Tassili N'Ajjer 6° giorno

di Sergio Gigliati

Spedizione in tenda e fuoristrada nell'Hoggar e Tassili N'Ajjer. 6° giorno
Alla scoperta delle meraviglie del deserto algerino, ai confini del mondo, dove inizia il nulla e si ha sempre l’impressione di essere in altre dimensioni. Tra dune e deserto, oasi e montagne, animali allo stato brado e piante spesso poco conosciute, con gli abitanti e padroni di questa parte del modo: i tuareg.
Continua il diario di viaggio della spedizione effettuata in tenda e fuoristrada nell’Hoggar e Tassili N’Ajjer : 6° giorno –Mulinaga - Alidemmà
Sveglia alle 530.
Il paesaggio all'alba è stupendo. Facciamo una passeggiata di mezz'ora nel deserto; a quest’ora è un piacere passeggiare sulla sabbia. Alle 7.30 prendiamo i fuoristrada in direzione Alidemmà. Attraversiamo il Tadrat Acacus per ritornare nella valle tra i due Tassìli e prendere il c.d. Tassili N-Ajjer. Nel tragitto ci fermiamo per osservare splendidi graffiti di pesci e una scena con un elefante che calpesta la gamba di un uomo. Qui mi cade per terra la Nikon D300, per fortuna senza alcun danno.
I graffiti che osserviamo sono molto belli e vari: raffigurano magnifici elefanti, giraffe, scene erotiche e c.d. Gatto Mammone. Ulteriore pit-stop su rocce che hanno una forte concentrazione di alghe fossili. Il terreno è molto roccioso e la traversata con il fuoristrada è difficoltosa; alle 9.50 usciamo dal Tadrart e arriviamo nell'area tra le due catene montagnose. Una sorta di erbetta ricopre parte del fondo di questo Wadi dove volteggiano basse centinaia di rondini. Sono le 11 quando arriviamo sul Tassili. Il terreno è difficile: 10 km a passo d'uomo attraverso un paesaggio lunare, dantesco. Fa molto caldo e c'è foschia. La sabbia si sente nell'aria portata dal vento che domina perenne in quest'area. Poi dune meravigliose intorno a montagne. Alle 12.30 sosta penetrando nei pressi dell'arco di Alidemmà.
Abbiamo percorso 111 km da questa mattina oltre a ulteriori 13 km per cercare legna. Pranzo con riso e tonno, poi Gianna ci svolge sul tavolo una serie di carte geografiche militari illustrandoci tutto il territorio che abbiamo attraversato e quello che pensiamo di vedere nei prossimi giorni. Dalle 15 alle 17.30 facciamo un giro nel deserto passando attraverso canaloni e archi naturali rocciosi. Le guglie di pietra si innalzano incombenti tutto attorno. Visitiamo il grande arco che si staglia solitario in una parte dello Wadi e attraverso il quale si intravedono acacie e mimose che si scorgono a perdita d’occhio. Cena con minestra, vino e prosciutto. Il campo è sotto una roccia che si staglia alta nel cielo; tutt’intorno un labirinto di gole che si intrecciano fra loro. Noi siamo in un piccolo slargo dove convergono quattro Wadi ed il paesaggio e veramente inquietante. Stanotte c'è la luna piena il cielo è pieno di stelle: da togliere il fiato.
La luna stanotte è il soggetto più fotografato. La notte sarà comunque molto movimentata; per tutto il tempo abbiamo sentito il vento che si insinuava nelle gole con un sinistro rumore e dopo alcuni secondi le tende venivano colpite con una furia a mo' di tempesta: notte quasi in bianco. Nel pomeriggio le nostre jeep sono partite alla ricerca di legna per farne un piccolo rifornimento : sarà molto difficile trovarla nei prossimi giorni nello Wadi.
Oggi abbiamo raccolto alcune rose di Gerico che tappezzano il fondale dello wadi dove ci troviamo; ce ne sono migliaia. Sono secche e restano in questo stato di “ibernazione” per anni fino a sbocciare non appena piove. I Tuareg adoperano il loro infuso per far partorire donne.
Oggi abbiamo percorso 124 km. Ci prepariamo psicologicamente per la grande traversata del Ténéré di domani: oltre 300 km di nulla.

articolo pubblicato il: 21/08/2012

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