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editoriale
lor signori
di G. V. R. M.

“Ho conosciuto un bambino che era sette bambini.”
”Abitava a Roma, si chiamava Paolo e suo padre era un tranviere.”
Inizia così una delle più famose “Favole al telefono” di Gianni Rodari, letta da generazioni di bambini e ragazzi.
”Però abitava anche a Mosca, si chiamava Juri, come Gagarin, e suo padre faceva il muratore e studiava matematica.”
Juri era l’unico dei sette di tutto il mondo il cui padre lavorava e studiava.

Gianni Rodari era un comunista e con sottile perizia letteraria fece in modo che molti giovani restassero affascinati dalla figura del padre di Juri. La realtà dell’URSS non era precisamente quella e bisognerà aspettare diversi lustri perché tanti se ne rendessero conto.

In Italia ci sono persone vere, non costruzioni letterarie, che effettivamente studiano di sera perché vogliono migliorare. Con le disposizioni del decreto legge conosciuto popolarmente come spending review vengono aumentate del 25 per cento minimo le tasse universitarie ai fuoricorso, fatti salvi gli studenti lavoratori , salvati in extremis da un emendamento forse presentato da qualcuno non più giovane che aveva letto la poesia di Rodari in anni lontani ed ha ritenuto di fare una gran cosa.

Ma le motivazioni per cui si finisce fuori corso sono le più disparate e qualcuna anche meritevole di essere presa in considerazione. In primo luogo lo studente può essere sì un lavoratore, ma in nero, cosa tutt’altro che infrequente in questo nostro Paese, può aver subito un’operazione con relativa chemioterapia, magari anche con ricaduta, può aver anche tralasciato gli studi per depressione conseguente ad un lutto, può aver temporaneamente abbandonato gli studi per correre dietro ad una ballerina di tango figurato… Le motivazioni possono essere le più strane, anche se valide, ma Governo e maggioranza si sentono la coscienza a posto perché sono stati salvaguardati i fuoricorso lavoratori (con regolare contratto).

Nello stesso periodo il Viminale ha prenotato per due mesi e dieci giorni nove camere d’albergo ad Orbetello per ospitare la scorta del Presidente della Camera (dei Deputati). Certamente l’onorevole Fini di ferie ne fa pochissime, ma le camere (d’albergo) devono essere sempre disponibili per la scorta nel caso dovesse fare un week end, lungo o corto che sia. Fini ha minacciato querele a destra e a manca, dicendo che gli ottanta milioni di euro di spesa sono una decisione della struttura degli Interni che si occupa di sicurezza alle alte cariche istituzionali e non sua. Effettivamente è così.

Queste due notizie, la soprattassa ai fuoricorso e la scorta di Gianfranco Fini rappresentano l’Italia di oggi, quella dove ai cittadini si impongono tagli, tasse ed accise mentre “lor signori”, come li chiamava un altro comunista, Mario Melloni detto Fortebraccio, seguitano a vivere come se la crisi non ci fosse. A ben vedere, per alcuni, in effetti, crisi non c’è proprio.

articolo pubblicato il: 14/08/2012

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