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"Gocce di storia capoliverese"

di Maurizio Pagni


Presentazione del libro "Gocce di storia capoliverese" IL 14 AGOSTO 2012 ORE 21,30 A CAPOLIVERI, PIAZZETTA VANTINA, ISOLA D'ELBA. interverrà L'EDITORE FRANCESCA PAPARELLA PARLERANNO L'AUTORE MAURIZIO PAGNI DOTT.OMERO PAPI , PROF. UGO BALDINI, DOTT.ROMANO FIGAIA CON LA COLLABORAZIONE DELLA BANCA DELL'ELBA NELLA PERSONA DEL PRESIDENTE LUCA BARTOLINIE CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI CAPOLIVERI. INTERVERRANNO VOCI STORICHE DEL PAESE.

Il libro. Maurizio Pagni, comandante dei Vigili Urbani di Capoliveri, è un serio ed appassionato cultore della storia locale.La sua ricerca "Gocce di storia capoliverese" (dal 1900 al 2000), costituisce un'interessante testimonianza sugli avvenimenti che hanno caratterizzato la vita del paese del secolo scorso.La documentazione fotografica, corredata da brevi didascalie, ci fa apparire, come in una visione cinematografica, squarci del passato, con l'apparire di personaggi ormai caduti nell'oblio, di cui si riscopre l'esistenza.Significativo è l'episodio del Baiolato, il ricco possidente Giuseppe Martorella, così soprannominato per gli effetti provocati nel suo corpo dal vaiolo, una malattia che sul finire dell'Ottocento ed i primi anni del Novecento, colpì gran parte della popolazione.La partecipazione al suo funerale, con tanto di cappa, di gran parte della popolazione, attratta dalla proposta fatta in vita dal Martorella, di ricevere quale compenso due candele, rappresenta un quadro significativo delle condizioni di miseria e di indigenza in cui versava la popolazione in quel periodo.

Un altro avvenimento rievocato è la spedizione al Polo Nord, guidata dal Duca degli Abruzzi, che vide la partecipazione del concittadino Giacomo Cardenti, che ottenne sul campo i gradi di Capitano.L'anarchico Nicola Quintavalle, oggetto dell'attenzione della stampa nazionale, in quanto indiziato di concorso dell'omicidio del Re Umberto I°, da parte del suo compagno di fede Gaetano Bresci.Le dispute e le polemiche tra Porto Azzurro e Capoliveri, che giustamente chiedeva l'autonomia amministrativa, realizzata nel 1907 con la creazione del nuovo comune.Singolare la divisione dello stemma municipale, che non teneva in alcun conto le caratteristiche dei due comuni.L'inaugurazione nell'anno 1921 della lapide a Pietro Gori, "il dolce poeta dell'anarchia", insigne avvocato difensore degli umili e dei diseredati, oggetto di venerazione ed ammirazione, da parte dei minatori di Capoliveri.Per arrivare ad anni a noi più vicini, la deliberazione da parte dell'amministrazione comunale negli anni 1970 di demolire la casa Fungo, per ampliare la Piazza Matteotti, che fu oggetto di vivaci polemiche.

La testimonianza della profonda fede dei capoliveresi, trova riscontro nella documentazione fotografica che attesta la partecipazione di massa alle processioni, in occasione delle solenni festività religiose.Un altro avvenimento, a volte un po' grottesco, fu la decisione presa dall'amministrazione di sinistra, di installare attorno agli anni settanta, una fontana in Piazza Matteotti.La deliberazione, tenuto conto dello spirito polemico e della faziosità che caratterizzava la vita politica del tempo, fu oggetto di vivaci contestazioni, tanto è vero che la stessa venne successivamente rimossa, per essere collocata in altra sede.La cosa non andò nei modi previsti, dal momento che durante lo smontaggio, vennero distrutte alcune parti, tali da impedire un nuovo collocamento.

La documentazione fotografica allegata al testo, rievoca inoltre le accese partite di calcio che, a partire dagli anni 1930 fino al 1960, si svolgevano nel ridotto campo sportivo di Mola, tra Capoliveri e Porto Azzurro, che si concludevano abitualmente tra risse, contestazioni ed invasioni di campo, a causa dell'acceso campanilismo fra i due comuni.La ricerca di Maurizio ha inoltre il merito di fornirci una visione del modo di vivere del tempo, quando la socializzazione avveniva in occasione dello "struscio" nella Via Roma, luogo di incontro fra i più giovani, mentre i più anziani seduti nelle panchine di Piazza dei Murelli, rievocavano con nostalgia i ricordi del passato, in perfetto stile felliniano.Negli anni più vicini alla fine del secolo, si assiste ad un imperioso sviluppo turistico, che offre occasioni di vita e di guadagno soprattutto per i più giovani, penalizzati dalla chiusura della miniera di Calamita che, fino agli anni settanta, aveva costituito la principale fonte di sostentamento per l'intera popolazione.Il richiamo delle parti più significative di un articolo, apparso sulla rivista locale "Lo scoglio", costituisce un doveroso ricordo dei i nostri minatori, della loro fatica nell'affrontare il duro lavoro, spesso non adeguatamente retribuito.Capoliveri è oggi considerato uno dei paesi più sviluppati dell'Elba dal punto di vista turistico.Il testo ci fornisce pertanto una documentazione degli spettacoli musicali, quale il Festivalbar, organizzati durante il periodo estivo, che hanno richiamato l'attenzione di un numeroso pubblico proveniente da altre parti dell'Elba.Maurizio nella sua breve introduzione, richiama un pensiero del grande scrittore e giornalista Idro Montanelli, che ammonisce che le nuove generazioni non possono sopravvivere senza la memoria di quanto avvenuto in passato.La lettura del libro costituisce pertanto uno strumento prezioso per stimolare i giovani a scoprire il modo di vivere, gli usi e costumi dei propri antenati, per mantenere viva la memoria. (TRATTO DALLA PREFAZIONE DI ROMANO FIGAIA)

articolo pubblicato il: 12/08/2012

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