torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

opinioni e commenti
lezioni di democrazia
di Domenico Massa

La Germania ha potuto impartire all’Italia una lezione di democrazia con grande facilità e universale comprensibilità. In altre parole, i tedeschi non si sono dovuti impegnare troppo e sono stati compresi da tutti. E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che Mario Monti non abbia mai partecipato ad una competizione elettorale, e resta difficile perfino immaginarlo eletto nella sua classe alle elementari o medie come capoclasse. Ma torniamo alla lezione che i tedeschi ci hanno impartito proprio perché Mario Monti ha dato loro la possibilità e loro hanno colto l’opportunità. I tedeschi dicono che non esiste nessuna circostanza nella quale la democrazia deve cedere il passo, quindi la favoletta che ogni Stato Membro dell’Unione Europea debba cedere una parte di sovranità propria in vantaggio della sovranità dell’Unione diventa insostenibile. Significa che la lenta agonia che avrebbe portato sicuramente alla miseria in ordine sparso gli Stati Membri indeboliti dalla struttura dell’Unione Europea, si trasformerà o in un riscatto o in una catastrofe annunciata.

L’Italia al pari della Spagna e gli altri porcellini, come vengono chiamati in gergo finanziario, (PIIGS) non hanno economie strutturate in modo tale da poter sostenere una valuta forte ed una bassa inflazione. Non serve un economista ; ricorrere ad un archivista è una esagerazione, ma basterebbe una persona di buona volontà e sufficientemente curiosa per scartabellare i dati degli ultimi quaranta anni di storia economico-finanziaria dei vari Stati che oggi calcano il palcoscenico europeo.

Tutto filava liscio fino a quando è iniziata a circolare l’idea che per affrontare le sfide del moderno mercato internazionale era necessario diventare “grandi”. Cioè di grandi dimensioni. La teoria del vaso di terracotta di manzoniana memoria. A quel punto è iniziato un processo con un approccio dall’alto verso il basso e purtroppo non viceversa. Significa che, mentre le banche avviavano processi di accorpamento, la struttura produttiva non adeguava le proprie dimensioni ai desiderata dei trailer della politica economico-finanziaria. Purtroppo si tratta di accademici che non si sono accorti che le dimensioni dell’industria italiana non sono casuali, ma sono causali. Se gli imprenditori preferiscono avere tre aziende piccole piuttosto che una grande un motivo c’è e sicuramente per l’imprenditore è un buon motivo. Le Banche sono diventate di grandi dimensioni mentre le aziende sono rimaste piccole; dall’alto della grande dimensione e con le normative che venivano emanate ( a ripetizione)da Basilea si è perso il contatto tra banca e cliente. La dimensione della Banca era sinonimo di solidità, “troppo Grande per fallire”.

E’ arrivata la “CRISI”. Una crisi che è cangiante e che è stata chiamata in diversi modi a seconda della situazione: oggi la chiamerei “crisi di fiducia”, cioè nessuno si fida più di nessuno, le Banche non si fidano dei clienti , i clienti non si fidano delle banche, le banche non si fidano della altre banche, i Governi non si fidano delle banche e le banche non si fidano dei Governi, i Governi non si fidano degli altri Governi. A questo punto c’è qualcuno che afferma: per mettere ordine in questo caos è necessario rinunciare in parte alla democrazia. Cerchiamo di fare luce sul soggetto. Domandiamoci: precisamente chi deve rinunciare in parte alla democrazia? Potrebbe essere un gesto veramente democratico consentire agli stessi soggetti la scelta - se vogliono o non vogliono rinunciare ad una parte di democrazia-. Ma sicuramente non è questo che hanno in mente gli accademici appassionati di politica economico –finanziaria. L’accademico è convinto di poter far apprezzare la bontà delle proprie idee a coloro che sono stati scelti dal popolo.

articolo pubblicato il: 10/08/2012 ultima modifica: 31/08/2012

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it