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cronache
Cyber crime a Viterbo

come difendere i nostri figli dalle devianze della rete


Il valore ed il potenziale che la Rete Internet offre non può che farci progredire positivamente nella nostra esperienza di vita ed allora suggerimenti e regole di condotta divengono parte esenziale per navigare in tutta sicurezza sul web.

Di questo e di come Internet sia una risorsa fondamentale, soprattutto per i giovani si è parlato nella Sala Regia del Palazzo dei Priori di Viterbo, nel corso degli eventi in programma per Medioera 2012, il festival della cultura digitale. L’incontro "Cyber crime and young generation: come difendere i nostri figli dalle devianze della rete" è stato organizzato dalla Dr.ssa Rita Giorgi , responsabile scientifico del CSC – Centro per gli Studi Criminologici e dall’Avv. Giovanni Bartoletti responsabile del LAPEC - Sezione Tuscia .

Stimolati dalle domande ed osservazioni del giornalista Daniele Cammilli, che ha condotto l’incontro, gli esperti presenti hanno fornito un quadro articolato e completo sia degli aspetti positivi che delle possibili minacce che computer, telefonini, collegati ad internet possono rappresentare per i più giovani, considerando che di molto si è abbassata la soglia d’età del loro utilizzo.

Un’occasione di crescita culturale e sociale e uno strumento di aiuto Internet, ma questa realtà richiede che i ragazzi sappiano gestirla con consapevolezza e responsabilità ha detto la Dr.ssa Antonella Pomilla, psicologo clinico e criminologo.

Si è visto infatti che i genitori non dialogano affatto, o sufficientemente, con i loro figli rispetto a ciò che fanno in rete e in molti casi ritengono altamente improbabile che i propri figli possano imbattersi in situazioni spiacevoli. I ragazzi non ascoltano gli interventi restrittivi dei genitori, che vengono aggirati e ignorati, pertanto è molto importante fornire ai genitori la conoscenza adeguata per consigliare in modo efficace e pertinente ai figli cosa poter fare per navigare in sicurezza.

Ma se il genitore deve essere di supporto ai figli per una navigazione consapevole e sicura, ha proseguito la criminologa, non può essere così all’oscuro del mondo che il proprio figlio vive quotidianamente. Sempre più i bambini e i ragazzi tendono ad educarsi attraverso la rete e tra loro, tanto più quindi è importante che i genitori sappiano e conoscano il mondo di internet non solo per poterli consigliare, indirizzare e tutelare, ma anche per rendersi conto delle conoscenze e delle informazioni che i loro figli acquisiscono, per poter realizzare un utile e proficuo confronto di valori. L’esperienza condivisa, anche nell'uso delle nuove tecnologie, è capace di rinsaldare un rapporto genitori-figli che se basato essenzialmente sulla fiducia reciproca, non potrà che favorire una crescita ricca di consapevolezze per bambini ed adolescenti.

Il Dr. Paolo D’orazio, Ispettore Capo e responsabile dell’ Area Analisi File e Identificazione delle vittime CNCPO - Polizia Postale, ha con delicatezza e grande competenza affrontato l’ argomento della pedopornografia on line, dando uno spaccato di questa tremenda realtà e di come la Polizia Postale quotidianamente è impegnata nel contrasto di queste attività illecite, presentando anche alcuni filmati pubblicitari realizzati dalla Unità in cui presta servizio, per la sensibilizzazione alla problematica. I pedofili on line sono dei veri e propri collezionisti di immagini di bambini ed adolescenti e come tali operano gli scambi attraverso la rete. Difficilissimo prendere in fragranza di reato un pedofilo che materialmente ha scattato le foto. In oltre è complicato tracciare un profiling di questi soggetti, ha spiegato il Dr. D’Orazio, in quanto per lo più anonimi ed insospettabili: non hanno infatti età definita, appartengono a qualsiasi classe sociale, dimorano in ogni parte del mondo, non hanno caratteristiche culturali determinate. Difficile tracciare anche un profilo geografico, in quanto si muovono velocemente in rete, facendo rimbalzare su diversi server i loro collegamenti. Le operazioni di identificazione avvengono per lo più attraverso una minuziosa l’analisi scientifica delle serie di foto, che possono portare alla identificazione degli autori degli scatti.

L’esperto della Polizia Postale ha sottolineato quanto la condivisione di informazioni e banche dati con realtà investigative europee e d’oltre oceano abbia accelerato di molto le fasi investigative. Sono proprio queste sinergie che consentono di ottenere risultati fino a qualche anno fa insperati.. Un sincero plauso a questi operatori che riescono con le loro applicazioni e capacità investigative non comuni, a sventare traffici illeciti di immagini di minori ed a far si che, in molti casi, gli autori di tali pratiche, siano assicurati alla giustizia.
Marcello Cevoli

articolo pubblicato il: 22/07/2012

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