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editoriale
una lista fantomatica ma Monti non c'entra
di Ada

Non è facile capire quel che sta avvenendo in Italia in un momento che viene definito critico, ma potrebbe anche finire nel drammatico. Nessuno se lo augura naturalmente, anche perché tutto sommato il Paese – vogliamo dire la gente- in gran parte ha capito la situazione e reagisce positivamente alla richiesta di sacrifici da parte del governo: un governo anomalo senza alcun dubbio, come imprevedibile e grave era la situazione che l’ha visto nascere. Detto questo augurandoci di non essere smentiti poi, insomma speriamo bene, c’è qualcosa che non funziona nei meccanismi della vita politica (al momento commissariata) che sfocia nel ridicolo e non ci riferiamo all’ultimo ripensamento di Berlusconi che ora avverte che si ripresenterà alle prossime elezioni, ma alla nomina (una donna) del nuovo presidente della RAI, uno dei “poteri forti” più forti e che è stato assegnato naturalmente ad un altro tecnico, questa volta proveniente dalla Banca d’Italia. Si è sempre detto che l’ente radiotelevisivo pubblico è il massimo organismo culturale che raggiunge tutta la popolazione italiana, i ricchi e i poveri, gli istruiti e i non, i derelitti e i fortunati. La Banca d’Italia ha sfornato capi di Stato e di Governo certo culturalmente elevati, ma che mai si sono occupati - scegliendo per gli altri – di spettacoli, di giornalismo moderno, di cinema e così via. La signora presidente salverà certamente l’economia dell’azienda, ma il resto?

Non ridicola, ma addirittura grottesca è invece la faccenda della lista (s’intende elettorale) che porta il nome dell’attuale presidente del Consiglio. Voi credete che il prof. Mario Monti già si stia preparando alle elezioni dell’anno prossimo, non è così. Il tecnico dei tecnici ha smentito di volersi presentare al corpo elettorale. In effetti è un po’ stanco (ha ceduto infatti la carica di ministro del Tesoro che aveva sin dall’inizio del suo governo e che l’obbligava a molti impegni anche internazionali) e vorrebbe tornare alla sua università. Ed allora cos’è questa “Lista Monti”? Non esiste e mai, sembra, esisterà. Ma se qualcuno vorrà presentarla dovrà fare i conti (nel senso di denaro) con un signore specialista di queste cose , forse per qualcuno anche spiacevoli, che possono accadere solo in Italia. Nella fattispecie si è premurato di presentare all’ufficio brevetti nazionale la dicitura “Lista Monti” e nessuno la potrà utilizzare senza il suo permesso. Sembra che in altri settori della vita sociale e specialmente commerciale abbia fatto molti soldi rivendendo poche parole . Non è una truffa, è tutto regolare in base alle leggi. Tanto di cappello.

articolo pubblicato il: 12/07/2012 ultima modifica: 13/07/2012

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