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taccuino di viaggio
"Nel deserto algerino"

Spedizione in tenda e fuoristrada nell'Hoggar e Tassili N'Ajjer. 4° giorno

di Sergio Gigliati

Spedizione in tenda e fuoristrada nell'Hoggar e Tassili N'Ajjer. 3° giorno
Alla scoperta delle meraviglie del deserto algerino, ai confini del mondo, dove inizia il nulla e si ha sempre l’impressione di essere in altre dimensioni. Tra dune e deserto, oasi e montagne, animali allo stato brado e piante spesso poco conosciute, con gli abitanti e padroni di questa parte del modo: i tuareg.
Continua il diario di viaggio della spedizione effettuata in tenda e fuoristrada nell’Hoggar e Tassili N’Ajjer : 3° giorno – Da Wadi Hamais a Agalat
Sveglia alle cinque. Non abbiamo dormito a causa del forte vento che durante la notte sembrava far volar via la tenda il cui interno è ora pieno della immancabile sabbia. Orme di topi del deserto sono visibili intorno alla tenda. Giornata discreta, temperatura normale, cielo caliginoso. Dopo colazione smontiamo il campo e dalle sette alle otto ci arrampichiamo sulle dune; poi con i fuoristrada ci dirigiamo verso lo Wadi In-Djeran. Sul percorso facciamo una sosta presso una tomba solare molto grande e particolare, formata dal solito cerchio di pietre ma con due corridoi di entrata che sono allineati perfettamente a Est e Nord (ho fatto i rilievi con la bussola).
Raggiungiamo poi delle rocce con splendidi graffiti di giraffe. A In-Uxum scopriamo numerosi graffiti e pitture rupestri rosse e bianche. Qui c'è una splendida grotta frequentata sin dall'antichità con due differenti entrate. Proseguiamo verso l’area di Ti-Sittka, famosa per le rocce ricche di gasteropodi e pitture rupestri. Qui ci sono maestosi picchi con canali naturali tra alte pareti rocciose nei quali è possibile entrare: l’area viene chiamata “La piccola Petra” e in effetti, entrando in uno di questi corridori, sembra di essere in un silk in miniatura dove i colori e la formazione delle rocce ci ricordano quelli di Petra in Giordania. Proseguiamo con le nostre fedeli Jeep attraverso una specie di viale tra le dune costeggiato dai soliti alberi velenosi Calotropis.
Alle 12 organizziamo il campo base davanti ad una distesa che sembra un lago. Appena pranzato, con i classici vassoi di insalata, patate, peperoni, cipolle, rape rosse, pomodori, olive e pane, facciamo un briefing sull'arte rupestre del Tassìli. Si riparte verso le 14.30 percorrendo uno Wadi laterale. Varie soste per pitture e graffiti: siamo nella zona di Buevien. Qui entriamo in un grande Wadi che porta nella famosa area delle dune rosse di Tin Merzuga. Il posto è da togliere il fiato anche se il cielo è un po' plumbeo. Campo base sotto le dune, cena con cous-cous a base di verdura e discussione sulla storia dell'Algeria e sulla politica internazionale in generale. Durante la cena è iniziato a piovere leggermente. Il cielo è coperto ma la notte per fortuna è trascorsa senza il solito vento.
Oggi abbiamo percorso 95 km. Durante gli spostamenti con gli automezzi siamo stati molto a contatto con i nostri Tuareg. Viaggiando in compagnia di Djaba abbiamo notato alcune espressioni che usa spesso quando parla: c’est Garanti! e Yes, we can: sono due modi di dire che acquisiremo e adopereremo tutti nella nostra permanenza nel deserto. Dal canto suo Axum spesso emette un simpatico grido di euforia (che tutti impareremo) che non perde occasione di gridare in ogni circostanza: Ahiooouuuuuu!

articolo pubblicato il: 12/07/2012

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