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benzina casareccia
di Vittorio Sordini

Una notizia diffusa nel contesto di commenti di carattere borsistico ci fa cogliere l’opportunità di apprezzare il lavoro del Ministro dello Sviluppo. Per maggior chiarezza si riporta il testo oggetto del commento: “ .....concorre la notizia che il governo sta studiando l'introduzione di forti limiti all'importazione di benzine prodotte da Paesi non appartenenti all'Unione europea a partire dal 2013. La norma figura in due diverse bozze del decreto con le "misure urgenti per la crescita" messo a punto dal ministro Corrado Passera e all'esame del Consiglio dei ministri odierno”.

Così recita il testo del provvedimento: "A decorrere dal primo gennaio 2013 l'importazione di prodotti petroliferi finiti liquidi da Paesi non appartenenti all'Unione Europea è soggetta ad autorizzazione del ministero dello Sviluppo economico, sentita l'Agenzia delle Dogane, rilasciata sulla base di criteri determinati con decreto del ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio, da adottare entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, nel quale sono individuati i requisiti minimi per l'ottenimento dell'autorizzazione, tenendo anche conto dell'aderenza dell'impianto estero di produzione dei prodotti petroliferi oggetto di importazione alle prescrizioni ambientali, di salute dei lavoratori e di sicurezza, previste dalla disciplina comunitaria per gli impianti produttivi ubicati all'interno della Comunità".

Agli occhi del mondo potrebbe sembrare una misura protezionistica. Al contrario questa è la via maestra per uscire dalla recessione cui è stata condannata l’Italia a causa delle distorsioni create dalla “GLOBALIZZAZIONE”. In buona sostanza deve valere il principio secondo il quale i soggetti che aspirano ad esportare verso l’Italia, meglio se in tutta Europa, devono certificare il pieno rispetto, nella produzione dei beni e/o servizi ,delle normative vigenti nel nostro Paese. Quindi pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, dei requisiti minimi di sicurezza e salute, delle norme sull’inquinamento ed impatto ambientale.

Il perseguire i propositi contenuti nel testo del decreto che è allo studio del Governo rappresenterebbe un sostanziale passo in avanti nella direzione dello sviluppo ed annullerebbe per sempre i vantaggi della delocalizzazione delle imprese italiane ed europee.

Alcuni importanti ed ascoltati economisti nostrani per decenni hanno affermato che per conquistare i mercati asiatici ed in via di sviluppo era necessario delocalizzare e produrre in quei Paesi. Questi soggetti fautori della dottrina denominata “mercatismo” ancora sostengono: il mercato quando non è condizionato da regole imposte dagli Stati si sublima nell’efficienza degli scambi e diventa perfetto. Come si suol dire non fa una grinza, ma a guardar bene c’è un errore che non è di sintassi. Nella frase non è chiaro il soggetto, più precisamente manca la condivisione del soggetto. Per i “mercatisti” al centro c’è il mercato; il soggetto è il mercato. In realtà il mercato non può essere un fine, ma è un mezzo. In effetti la convinzione che sia un mezzo è univoca.

Purtroppo è sulla leva che innesca la necessità di un mercato efficiente che si distanziano le convinzioni. L’errore dei mercatisti è considerare il mercato al servizio della ricchezza: qui si perpetra un grave errore e non solo di sintassi: manca il soggetto che non può essere la ricchezza, ma deve essere la ricchezza dei popoli. Quindi il soggetto non può essere il mercato, ma deve essere l’uomo. Il vero progresso si ottiene solo nel rispetto completo della dignità dell’uomo “senza se e senza ma” tanto per usare una frase tanto cara ad uno dei più attivi mercatisti nostrani, Romano di Bologna.

Non possiamo rinunciare alle conquiste di decenni di negoziazioni sociali ed ai risultati ottenuti, perché incalzati da disperati senza alcuna tutela, il cui unico scopo è la sopravvivenza e per questa si prestano a effettuare lavori in qualsiasi condizione ed a qualsiasi prezzo.

articolo pubblicato il: 05/07/2012 ultima modifica: 20/07/2012

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