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spettacolo
Archeo, S festival

programma


Al via Archeo.S Festival il 28 giugno alle ore 21.30. La manifestazione prosegue poi fino all’8 luglio tra Ancona e Sirolo con 14 spettacoli di produzione in debutto internazionale tra prosa, danza, musica e teatro-circo. In questo momento tutti gli spettacoli sono in prova, 4 nelle Marche, prodotti dal Teatro Stabile, gli altri nei diversi territori dei partner del progetto Archeo.s. Il progetto Archeo.S System of the Archeological Sites of the Adriatic Sea cofinanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Cross-Border Cooperation IPA-Adriatico mette insieme 6 partner: il Teatro Stabile delle Marche, il Comune di Fier (Albania), il Comune di Pazin (Croazia), il Comune di Igoumenitsa (Grecia), la Regione Abruzzo, il Teatro Pubblico Pugliese (Lead Beneficiary). I Paesi coinvolti si affacciano tutti sulle sponde del Mare Adriatico e sono legati dal comune obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico e storico dei propri territori attraverso speciali iniziative e attività di spettacolo dal vivo.

Italia, Croazia, Grecia e Albania, 4 quindi le nazionalità delle produzioni dei 14 spettacoli che debutteranno negli 11 giorni di Archeo.s festival che vede coinvolti 12 Enti di produzione: il Teatro Stabile delle Marche con 4 produzioni, il Teatro Pubblico Pugliese con 3 produzioni affidate a Cantieri Teatrali Koreja, ResEstensa e Unità C1, Armamaxa Teatro, poi La Regione Abruzzo che ha coinvolto per le sue 3 produzioni: L’Ente Manifestazioni Pescaresi, La Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli”, L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione e poi le Mucipalità di Igoumenitsa con 1 produzione , 2 del Comune di Pazin in Croazia e 1 del Comune di Fier in Albania. Archeo.s Festival si apre giovedì 28 giugno alle ore 21.30 alla Corte della Mole. Gli spettacoli saranno tutti ad ingresso libero e si svolgeranno nelle suggestive location della Mole Vanvitelliana (Corte della Mole e Teatro Studio), dell’Anfiteatro romano di Ancona e presso l’Area dei Pini di Sirolo.

Archeo.S festival si apre il 28 giugno alla Corte della Mole alle ore 21.30 con Il Crazy Paradis, Dolce vita, Circo, Jazz, finanziato dalla Regione Abruzzo e prodotto dall’Ente Manifestazioni Pescaresi. Il Crazy Paradis, Dolce vita, Circo, Jazz è uno spettacolo di Raffaele De Ritis, la coreografia di Guido Silveri, le scene i costumi di Elisabetta Gabbioneta, la consulenza drammaturgia di Adrian Schvarzstein, il disegno luci di Andrea Ginestra. In scena la Compagnia Circus Blues con: Ilaria Cappelluti, Andrea Ginestra, Mercedes Martin, Max Masciello, Francesca Persico, Pablo Raffo, Guido Silveri, Esther Slanzi, Jonas Slanzi, Philippe Tordeaux. Partecipano i musicisti del Pescara Jazz Ensemble: Carmine Panieri sax, Michelangelo Del Conte batteria. Il Crazy Paradis, tre parole in tre lingue per uno spettacolo senza testo: minuscola babele la cui arte di sopravvivere è nell’estetica della finzione, l’invenzione di realtà posticce, l’esaltazione ingenua di esotismi ed erotismi fuori misura, il culto di un rigore senza logica a cui sono costretti i corpi. Il meraviglioso come rimedio al naufragio. Schegge di un mondo fragile in cui gli acrobati si fondevano con le orchestre e i comici non parlavano: quelle “attrazioni” un tempo sovrane dei teatri, poi relegate a prologo dei film, infine rifugiate nell’ombra dei night-clubs; prima di sparire nella voragine di cimeli del Novecento.

Il programma prosegue venerdì 29 giugno alla Corte della Mole alle ore 21.30 con FOLK-S will you still love me tomorrow? di Alessandro Sciarroni, prodotto da Teatro Stabile delle Marche e Corpoceleste_C.C.00# e con Inteatro, Amat-Civitanova Danza per “Civitanova Casa della Danza”, Centrale Fies, ChoreoRoam Europe: Centro per la Scena Contemporanea - Comune di Bassano del Grappa, The Place/London, Dansateliers/Rotterdam, Dance Week Festival/Zagreb e Certamen Coreográfico de Madrid. Gli interpreti: Marco D'Agostin, Pablo Esbert Lilienfeld, Francesca Foscarini, Matteo Ramponi, Alessandro Sciarroni, Francesco Vecchi. Il suono è curato da Pablo Esbert Lilienfeld, il video e le immagini da Matteo Maffesanti, il disegno luci da Rocco Giansante, gli abiti da Ettore Lombardi. Folk-s è una pratica performativa e coreografica sul tempo che nasce da una riflessione sui fenomeni popolari di danza folk antica. Lo Schuhplattler è un ballo bavarese e tirolese che consiste nel battere le mani sulle proprie gambe e calzature. In Folk-s, questa danza viene eseguita come indicazione di una forma preesistente e primitiva di pensiero. Il ballo come regola, dittatura, flusso di immagini che seguono il ritmo e la forma, non il contenuto.

Sabato 30 giugno appuntamento con un’altra produzione del Teatro Stabile delle Marche, alla Corte della Mole alle ore 21.30 va in scena Sik Sik l’artefice magico di Eduardo de Filippo con Carlo Cecchi, Angelica Ippolito, Tommaso Ragno, Dario Iubatti, regia Carlo Cecchi. Le scene e i costumi sono di Titina Maselli, il disegno luci è di Paolo Vinattieri. Sik-Sik l’artefice magico, atto unico scritto nel 1929, è uno dei capolavori del teatro del Novecento. Sik-Sik è un illusionista maldestro e squattrinato che si esibisce in teatri di infimo ordine insieme con la moglie Giorgetta e Nicola, che gli fa da spalla. Una sera il compare non si presenta per tempo e Sik-Sik decide di sostituirlo con Rafele, uno sprovveduto capitato per caso a teatro. Con il ripresentarsi di Nicola poco prima dello spettacolo e con il litigio delle due “spalle” del mago, i numeri di prestigio finiranno in un disastro e l’esibizione si rivelerà tragica per il finto mago.

Maria de Buenos Aires, opera tango, finanziata dalla Regione Abruzzo e prodotta dalla Società della Musica e del Teatro “Primo Riccitelli”, va in scena domenica 1 luglio alla Corte della Mole alle ore 21.30. La musica di Maria de Buenos Aires è di Astor Piazzola e il libretto di Horatio Ferrer, la regia è di Marco Chiarini e la direzione musicale di Mauro De Federicis. Maria de Buenos Aires è uno dei momenti più felici ed efficaci della sintesi creativa di Astor Piazzolla, scritto nel 1967 insieme al poeta Horatio Ferrer. Sapiente commistione tra sacro e profano e ispirata a una leggenda metropolitana del primo ‘900, è la storia di Maria, operaia prima, prostituta poi, che muore e rinasce dalle sue ceneri, metafora allegorica della fondazione e rifondazione della città di Buenos Aires nel 1600.

Il 2 luglio alla Corte della Mole alle ore 21.30 il Comune di Igoumenitsa, Grecia presenta Prometheus Unbound, dramma lirico con la regia di Thomas Liolios. In scena Vassilios Dosis, Prometheus, Thomas Liolios, Kouros & Zeus, Eyaggelos Koliousis Kratos, Antonios Georgioy Via, Dimitrios Theoxaris Hermes, Eleni Ntesika Io. Nel coro Katerina Papadimitrioy, Eleni Ntetsika, Marina Liolioy. Prometheus Unbound è una trasposizione moderna del terzo atto della trilogia delle Prometheia scritta da Eschilo e basato su un romanzo scritto da Konstantinos Bouras. Prometeo è l’archetipo eterno e il simbolo della sfida all’autorità e per la sofferenza subita. In questa trasposizione moderna del dramma antico gli aspetti principali sono presentati in modo molto rilevante. Concetti come “stato”, “violenza”, “intrigo”, “punizione” e “potere”, presentati da Eschilo nell’opera originale, condividono le stesse caratteristiche nella società moderna.

Il 3 luglio doppio appuntamento: all’Anfiteatro Romano alle ore 21.30 va in scena Anima_Il respiro del Mediterraneo (dance performance) e a seguire alle ore 23.00, alla Corte della Mole ci sarà il concerto di world music Veja - ethno group. Anima_Il respiro del Mediterraneo è finanziato dal Teatro Pubblico Pugliese e prodotto da ResExtensa e Unità C1. Anima_Il respiro del Mediterraneo è danza, video, luce e spazio che si intrecciano e fondono. La danza troverà una nuova atmosfera attraverso uno studio particolare delle proiezioni immersive ed interattive, e le leggi del corpo e della luce saranno unificate per creare una nuova visione. La sfida è completamente nuova: la tecnologia informerà il corpo, ed il corpo segnerà una nuova via per la tecnologia. Immagine corporea e immagine virtuale saranno messe sullo stesso piano e ciascuna lavorerà al servizio dell’altra. Le coreografie sono di Elisa Barucchieri, la direzione il visual design è Ezio Antonelli, i danzatori sono Anna Moscatelli, anche assistente alle coreografie, Claudia Cavalli , Vito Cassano, Gabriele Montarli. A seguire alla Corte alla Mole alle ore 23.00 il concerto con l’ethno group Veja prodotto dal Comune di Pazin, Croazia. Il gruppo etno Veja viene da Pazin e si occupa di ricerche sulla musica folk tradizionale istriana, rimettendola in scena con arrangiamenti modificati, utilizzando vari strumenti tradizionali provenienti da tutto il mondo. La produzione presenterà melodie e musica tradizionali provenienti da tutta l’Istria, adattate con arrangiamenti moderni. Veja presenterà inoltre strumenti tradizionali come: mih, roženica, violino, šurle e bajs, assieme a melodie tradizionali istriane e ai costumi tradizionali nazionali dell’Istria centrale. I componenti di Veja sono: Goran Farkaš alla voce e cornamusa, Saša Farkaš alle percussioni e chitarra, Marko Pernić seconda voce, fisarmonica e chitarra, Sebastijan Demark alla chitarra basso, Ljuban Rajić al cajon e alle percussioni. Marijan Jelenić è il sound designer, Dario Marušić etno-musicologo.

Il 4 luglio all’anfiteatro romano alle ore 21.30 la Regione Abruzzo presenta lo spettacolo di teatro-danza Thalassa…Stay human… prodotto da L’Uovo Teatro Stabile di Innovazione onlus. La drammaturgia e la regia sono di Maria Cristina Giambruno, collaborazione ai testi Maurizio Cerini. In scena gli attori Fabrizio Croci, Barbara Esposito, Ana Karina Rossi Barra ed i danzatori Silvia Bertoncelli, Chiara Guglielmi, Alberto Munarin, e l’acrobata Elena Bidoia. Il mare, come l’acqua di cui si nutre, come i grandi capolavori del pensiero, dell’arte e della letteratura, è polisemico e polisemantico. Thalassa, avvalendosi della potenza evocativa del teatro, proprio questo tema intende esplorare abbracciando gli spettatori in un viaggio oniricamente reale attraverso i sentieri dell’acqua… dalla placenta, alla goccia di pioggia, dal fiume al mare, ma anche attraverso clamorosi esempi di ciò che è accaduto e potrà accadere quando questa insostituibile risorsa in luogo di essere strenuamente protetta venga sprecata, contaminata e violentata. Così gli attori daranno voce e corpo a canti e procelle e profondissime quieti e ballate e fremiti da Omero, Eraclito, Baudelaire, Whitman, Kipling, Neruda, Shakespeare, Leopardi, Melville, Goethe, Lorca, Kavafis, Cordeschi…. Attori, danzatori, acrobati in scena e fuori scena in felice alchimia con lo spazio, con il pubblico e con il luogo della rappresentazione, a comporre un’unica visione.

Sempre all’anfiteatro romano alle 20.30 il 5 luglio va in scena L’assemblea da Aristofane prodotto dal Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Strutture Primarie e con AMAT nell’ambito del progetto TAU/Teatri Antichi Uniti, con la regia e drammaturgia curata da Luciano Colavero, con Chiara Favero, Andrea Pangallo, Francesco Villano e con la partecipazione degli allievi della Scuola del Teatro Stabile delle Marche: Valentina Fulvio, Matteo Moretti, Silvia Paglioni, Arianna Primavera, Matteo Principi, Nicola Santini, Nicholas Tiranti.

Nelle sue commedie Aristofane pone un problema degno di essere preso in considerazione: la democrazia, se non è già fallita, è sull'orlo del fallimento. Oggi sono molti i Paesi, fuori e dentro il bacino del Mediterraneo, che lottano per la democrazia. A volte la democrazia non c'è, spesso non è reale, altre volte non è affatto rispettata. Forse l'uomo non può essere un animale democratico. È un problema di governo o un problema costitutivo dell'uomo? Forse abbiamo bisogno di qualcuno che pensi e scelga al nostro posto. Forse l'unica libertà che ci renderebbe felici è quella dello schiavo. È una tragedia. D'altronde la comicità più alta, la più utile all'uomo, nasce sempre dalla tragedia, perché proprio nella giostra folle di una comicità in cui tutto rovina e si distrugge risorgeranno dalle proprie ceneri la ragione, la coscienza critica, il pensiero.

Il 6 luglio tre gli appuntamenti: al Teatro Studio alla Mole alle 19.00 il Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Belteatro presenta La dodicesima notte o quel che volete, di William Shakespeare con la regia di Valentina Rosati, il disegno luci è di Camilla Piccioni, le scene e costumi sono di Marianna Peruzzo. Le scene sono ideate e realizzate in collaborazione con L’Accademia di Belle Arti di Macerata - Dipartimento di Scenografia, Professor Enrico Pulsioni e Professor Pierfrancesco Giannangeli. In scena vedremo: Vincenzo Giordano, Barbara Ronchi, Daniele Sala, Elisa Di Eusanio, Elsa Bossi, Simone Francia, Lino Musella, Gabriele Portoghese. Viola, naufragata in Illiria, è convinta di aver perso per sempre nel gorgo del mare Sebastian, suo fratello gemello. Travestendosi da maschio, sotto il nome di Cesario, serve il duca Orsino, pazzamente innamorato della contessa Olivia, la quale, a sua volta s’innamora di Cesario. Fin qui, tutti gli ingredienti per una perfetta commedia degli equivoci. Ma La dodicesima notte è molto di più. Si tratta, semmai, di una commedia ambigua in cui tutto quello che è, non è. E quello che non è, è. A seguire alle ore 21.30 all’anfiteatro romano va in scena La Parola padre prodotto dai Cantieri Teatrali Koreja e finanziato dal Teatro Pubblico Pugliese, la drammaturgia e regia sono di Gabriele Vacis, in scena Irina Andreeva, Alessandra Crocco, Aleksandra Gronowska, Annachiara Ingrosso, Maria Rosaria Ponzetta, Simona Spirovska, il coordinamento artistico è a cura di Salvatore Tramacere. Sei ragazze. Sei giovani attrici selezionate durante un giro di seminari nell’Europa centro orientale. Sei giovani donne si incontrano in uno dei tanti crocevia del presente. Quei non luoghi che frequentiamo senza vedere. Ola, Annachiara, Simona, Irina, Alessandra, Rosaria. Tre sono italiane, una è polacca (Aleksandra Gronowska), una è bulgara, Irina Andreeva, una è macedone (Simona Spirovska). Tutte parlano più o meno inglese. Quali sentimenti coltivano sei ragazze di nazionalità diverse, che si parlano attraverso una lingua comune superficiale? Hanno memorie comuni? Che storie possono raccontarsi e raccontare? E, soprattutto hanno una storia comune da raccontare? Immagini, danze, musiche, racconti che frullano identità impossibili, mobili, fluide. Scintille di senso imprevedibili.Tutte hanno conti in sospeso con la loro patria, tutte hanno conti in sospeso con i loro padri. Sempre alle ore 21.30 il 6 luglio all’Area dei Pini di Sirolo va in scena Racconto d’oltremare (teatro per le famiglie) sostenuto dal Teatro Pubblico Pugliese e prodotto da Armamaxa teatro. Racconto d’oltremare è un progetto di Micaela Sapienza ed Enrico Messina, con la regia di Micaela Sapienza, con Giuseppe Ciciriello, Cilla Palazzo, Ferdinando Filomeno, costumi di Lisa Serio, musiche di Mirko Lodedo, disegno luci di Fausto Bonvini. Racconto d’oltremare è ispirato alla fiaba tradizionale pugliese di Redelìa, una fiaba tradizionale quella della Principessa d’Oltremare, che ha il respiro universale delle grandi fiabe, che sanno raccontare attraverso il tempo storie di amore, viaggi, crescita e libertà. La storia dell’incontro di due ragazzi che appartengono a paesi diversi affacciati sull’Adriatico e incarnano gli ideali più puri della giovinezza: i sogni, le illusioni, il viaggio e la scoperta, il gioco, la magia e la fatica di diventare grandi. Attraverso il linguaggio del corpo, della musica e delle immagini, che creano un alfabeto universale, lo spettacolo ci porta nel mondo di Franco e Redelìa: proiezioni, dissolvenze, giochi di luce e costumi capaci di trasformarsi e trasformare, per raccontare ai bambini la semplicità della magia, la bellezza delle immagini e la potenza della fantasia.

Il 7 luglio doppio appuntamento alle ore 19.30 al Teatro Studio alla Mole replica La dodicesima notte o quel che volete di William Shakespeare con la regia di Valentina Rosati, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Belteatro. Contemporaneamente all’Area dei Pini di Sirolo alle ore 21.30 va in scena Decontext, prodotto da Robert Rudan e dal Comune di Pazin, Croazia. Decontext, è uno spettacolo al limite tra l’arte performativa e l’arte visiva, con un focus particolare in due aree di esplorazione. La prima area è quella in cui arte e psicologia si uniscono. La seconda area è quella tra arte visiva e performativa. Dal momento che gli autori dello spettacolo sono performer con diversi background, la forma espressiva comune sarà il movimento e la danza. Inoltre, a causa della specifica natura del progetto, un’attenzione particolare sarà prestata alla comprensione dello spazio in quanto tale. Invenzione e regia David Belas, autori e performers Noel Šuran, Josip Pino Ivančić, Helena Minić, Šandor Slacci Junior, Ida Skoko, Elda Kosanović Radovik, Sara Kiršić, Šandor Slacki Senior, David Belas, visual artist Ida Skoko, disegno luci e tecnico luci Marko Bolković.

Archeo.S Festival chiude l’8 luglio con due appuntamenti: al Teatro Studio alla Mole alle 21.30 la replica de La dodicesima notte o quel che volete di William Shakespeare con la regia di Valentina Rosati, prodotto dal Teatro Stabile delle Marche in collaborazione con Belteatro. Alle 21.30 all’Area dei Pini di Sirolo va in scena la produzione del Comune di Fier: Johan Padan and the the discovery of the Americas di Dario Fo, regia Milto Kutali,con Arben Derhemi. Johan Padan and the Discovery of the Americas é la commedia del Premio Nobel Dario Fo. Il protagonista è Johan Padan, un fuggitivo dall’Inquisizione che accompagna Cristoforo Colombo nel suo quarto viaggio verso il Nuovo Mondo.

Tutti gli spettacoli sono ad ingresso libero fino ad esuairmento posti, si consiglia la prenotazione.

In caso di maltempo gli spettacoli previsti ad Ancona si terranno al Teatro delle Muse (Il Crazy paradis, Maria de Buenos Aires, Anima_Il respiro del Mediterraneo, Thalassa…stay human…, Veja) e al Teatro Sperimentale (Folk-s, Sik Sik l’artefice magico, Prometheus Unbound, L’assemblea, La parola padre) e al Teatro Cortesi di Sirolo (Racconto d’oltremare, Decontext, Johan Padan and the the discovery of the Americas).

Patrocinatori del festival sono: Regione Marche, Iniziativa Adriatico Ionica, Provincia di Ancona, Comune di Ancona, Comune di Sirolo, Comune di Numana e la Rassegna estiva del Comune di Ancona/Assessorato alla Cultura Amo La Mole.

PER PRENOTARE I POSTI (max 10 posti a persona) 071 5021611/ 071 5021631 / 392-1909020 info@stabilemarche.it / www.stabilemarche.it / www.archeosystem.org

articolo pubblicato il: 28/06/2012

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