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l'ingegnoso patafisico

il pittore granadino Miguel Mochón de La Torre

di Yenalia Huertas

C’è una scienza denominata patafisica che si dedica allo studio delle soluzioni immaginarie e alle leggi che regolano le eccezioni. A Granada c’è un Istituto Patafisico ed uno dei suoi membri è Miguel Mochón, alias Mi-Guel: metà persona, metà artista.

Mi-Guel, insegnante di scuola primaria e direttore della scuola San Isidro Labrador di La Malahá, è pittore autodidatta e si sente particolarmente orgoglioso di essere patafisico, un modo di essere che lo prende completamente quando si pone davanti ad una tela, un pannello o a qualsiasi superficie sulla quale possa fare esperimenti con le forme, i colori, i materiali e le idee.

Nel suo biglietto di presentazione confessa che vive con umorismo e che si mantiene lontano dalle convenzioni del mondo artistico tradizionale e che questa lontananza è più avvertibile nella sua ultima mostra: Mi-Guel Secolo XXI (2000/2012). In essa svela ciò che è nascosto nella sua mente attraverso diciannove opere pittoriche senza scarti, o meglio con alcuni scarti, dato che tra i materiali impiegati ci sono vecchie scatole di medicine, stoffe da campionario, CD e finanche un pezzo di una Mercedes.

“Ho anche impiegato le vecchie spine della luce di quando ristrutturammo casa o una lastra di una distributrice automatica dei Recreativos Franco trovata nei rifiuti”, spiega.

Mi-Guel, che cominciò ad addentrarsi nel mondo dell’arte ai tempi della scuola ed ha già realizzato circa duecento opere, dimostra inventiva anche nel dare un titolo alle sue creazioni. Alcuni dei suoi titoli sono: “Il suicidio dell’arte (Quando l’ispirazione l’abbandona, l’arte ha una sola opzione)”;”Kunst macht frei (l’arte di rende liberi)”; “Elegante Polifemo (Dove sta la normalità?)” o “Gli ipocondriaci (Personale versione del famoso quadro di Velázquez, Gli ubriachi)”.

“Il linguaggio artistico, che si suppone sia molto ambiguo, io lo realizzo superpreciso”, commenta Mochón e fa un esempio con un altro dei suoi titoli. Si tratta dell’opera “Chi strofina oggi qui?”, realizzata sul coperchio di una lavastoviglie bianca e sulla quale ha precisato finanche il modello dell’elettrodomestico. “Perché? Per questo, perché la gente resti sorpresa”, sottolinea.

La sua originale personalità si riflette chiaramente nei suoi quadri. “Se hai occhi puoi scoprire colui che fa ciò che fa” ammette. In effetti, tra le sue opere ne figura una, intitolata “nella mia mente” nelle quale mette praticamente a nudo l’interno della sua testa e lascia che il visitatore si affacci al suo particolare mondo interiore. In questo appaiono varie porzioni perfettamente definite e separate nelle quali irrompono lo spazio, l’imprevisto, i pesci, la gente, il denaro, le medicine ed anche un petto che emerge timidamente da un mucchio di petali di fiori.

Durante gli anni Ottanta si lasciò attrarre dal surrealismo, ma a partire dai Novanta Mochón si è immerso nell’oceano delle tecniche, che mescola a suo piacere con risultati brillanti.

“Nella mia mente c’è anticonformismo, ricerca di tecniche nuove e ricerca di piacere personale”, dice il pittore, che consiglia a tutti di dipingere, perché è convinto sia curativo. “Lo consiglio alle persone che hanno problemi”, aggiunge.

Per lui, che dipinge in “ore di risulta”, la libertà è fondamentale e si traduce in creatività. Non gli piace utilizzare sempre le stesse tecniche e le muta frequentemente. Nel suo ultimo lavoro, firmato da pochi giorni, ha usato una pittura tipo graffiti.

L’umorismo, così importante nella sua vita, oltre che essere un ingrediente di base dei suoi quadri, è “il miglior vaccino contro la trascendenza”, un’infermità che a suo giudizio è molto diffusa nel mondo dell’arte. “L’umorismo è ciò che rende sopportabile la vita sul pianeta. È ciò che fa in modo che tu possa alzarti ed andare a lavorare e che sia un giorno stupendo. È ciò che fa in modo che tu viva bene con i tuoi amici e nella coppia. È fondamentale. Se non c’è umorismo c’è musoneria”.

La nuova mostra di Mi-Guel (la sua arte si è espressa in diverse esposizioni a Granada ed Almeria fin dagli anni Ottanta) si può visitare nella galleria Casa García de Viedma di Armilla, dal mercoledì al sabato la mattina e la sera e le domeniche solo al mattino.

Mochón sarà presente fino al trenta giugno e, come lui stesso dice, “se qualcuno va, passi e osservi”.

Gallerie personali
www.sanesociety.org/es/Mimoto
www.artmajeur.com/miguionguel
http://www.saatchionline.com/Mi-guel
http://www.galerie-com.com/artiste/mi-guel/849/

Blog personale:
http://defensadelopubico.blogspot.com

Per gentile concessione di Granada Hoy

articolo pubblicato il: 25/05/2012

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