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teatro
Monologhi di fine anno

al Teatro Studio di Ancona


La Scuola di Teatro dello Stabile quest’anno si è rinnovata ampliando i propri orizzonti progettuali e confini territoriali: il nuovo corso è costituito da un anno propedeutico partito già dal gennaio scorso, per preparare gli allievi tra i 17 e i 28 anni alla selezione nelle Scuole e Accademie Nazionali italiane. Il progetto didattico è di Nicoletta Robello. Il percorso della propedeutica è dedicato esclusivamente ad allievi giovanissimi che vogliano intraprendere il mestiere del teatro attraverso lo studio nelle scuole di recitazione nazionali nelle sezioni di recitazione, regia o drammaturgia.

Gli allievi del secondo anno della Scuola del Teatro Stabile delle Marche diretti da Rosetta Martellini presentano sabato 19 e domenica 20 maggio al Teatro Studio di Ancona alle 21.15, per il saggio di fine anno, una serie di Monologhi.

In scena: Silvia Paglini è “Elena” da Il bello degli animali è che ti amano senza chiedere niente del colombiano Rodrigo Garcia, un testo in cui si discute della vita, della morte e delle relazioni umane; Laura Pontoni è “Nina” da Il gabbiano di Anton Cechov con un testo che racconta del mito del successo, della scoperta della propria vocazione con “tonnellate di amore” non corrisposto; Michele Mattioni è “Un giovane” da Selfprotait di Oscar De Summa e porta in scena un animale d’amore, un lamento intimo che oscilla tra i buoni propositi e la paura di scivolare nel baratro. Sara Bianchi è “Anemone” da Manola di Margaret Mazzantini dove rappresenta una donna sessualmente appagata che si abbandona al racconto dei suoi piaceri con la “maga” Manola. Alessia Patrignani è “Virginia” da Senza polvere di Paola Conte monologo ispirato alla scrittrice britannica Virginia Woolf che in una fase della sua vita accusa problemi di esaurimento nervoso, disturbi alimentari e crisi depressive. Stella Allegrezza è “Una creatura” da Io sono sangue di Ian Fabre: un io parlante, un corpo in movimento che si contamina con gli elementi e ne trae forza per la sua trasformazione.Barbara Servadio è “Betty” da Il ventottesimo giorno di Catherine Barry Betty, moglie e madre, racconta una sua giornata tipo sotto l’influsso della luna; Francesca Berardi è “Bitch” da Natura morta in un fosso di Fausto Paravadino dove una straniera forzatamente trapiantata in Italia la scopre diversa da come la sognava e si culla sul ricordo del suo paese lontano. Alessandra Penna è “Sylv” da East di Steven Berkoff, un testo che descrive la periferia londinese: lotte tra bande, violenza e sesso. Sylv è la ragazza di uno dei teppistelli alla ricerca della sua dimensione.Emily Bernabei è “Una ecologista” da Sex drugs & rock and roll di Eric Bogosian il monologo “Spazzatura” è incentrato sullo sfogo di una ragazza stanca dell’indifferenza di molti di fronte alla spazzatura. Lorenzo Bovio è “Un uomo” da La crisi del teatro di Achille Campanile Un uomo oramai stufo di sentir parlare di crisi del teatro ipotizza una soluzione alquanto impraticabile.

Insegnante Rosetta Martellini, gli insegnati con i quali gli allievi hanno lavorato sono: Sonia Antinori, Andrea Caimmi, Isabella Carloni, Michele Casarin, Cristian Giammarini, Simona Lisi, Giorgio Lupano, Alessandro Sciarroni. I costumi sono a cura di Stefania Cempini. L’ingresso è ad offerta ed è gradita la prenotazione al numero 335.7550082 www.stabilemarche.it

articolo pubblicato il: 19/05/2012

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