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speciale Cernobyl nel Mediterraneo
caddero bombe e il ministro fece il bagno

Dal 1961 gli USA tenevano in aria ventiquattr'ore al giorno due bombardieri B 52 caricati con bombe termonucleari con l'incarico di sferrare il primo attacco atomico in caso di guerra con l'URSS. Uno dei due bombardieri seguiva la rotta del nord, attraverso il Canada e la Groenlandia, l'altro quella sud, attraverso l'Atlantico, la Spagna, il Mediterraneo e la Turchia.

Dopo cinque anni di voli, le missioni erano diventate routine quotidiana e questa abitudinarietà fece sì che diversi piloti americani persero la vita e ci fosse il rischio che quattro bombe di potenza complessiva di 18 megatoni (900 volte la bomba di Hiroshima) esplodessero in Andalusia, la mattina del 17 gennaio 1966.

Il B 52 denominato Tea 16, al comando del capitano Wendorf stava rientrando alla base di Seymour Johnson, in North Carolina, quando si incontrò a diecimila metri di altezza con l'aereo cisterna Trobadour 14, del maggiore Chapla, che aveva l'incarico di riforniere il bombardiere in volo.

Forse per la fretta, o perché si trattava di un'incombenza eseguita centinaia di volte, il comandante Chapla ordinò al bombardiere di aumentare la velocità. Il B 52 si avvicino' troppo in fretta e l'impatto con l'aereo cistarna fu inevitabile.

Erano le 10.20 quando il bombardiere si spezzò in tanti frammenti e passarono solo pochi secondi prima che l'aereo cisterna si tramutasse un una grossa bolla di fuoco. Dell'equipaggio del maggiore Chapla non si salvò nessuno.

Ando' meglio ai militari del B 52: cinque dei sette membri dell'equipaggio riuscirono a lanciarsi con il paracadute, ma uno mori' durante la discesa.

Un'ora e mezza dopo dalla Casa Bianca il presidente Johnson ordinava di ritrovare al piu' presto le quattro bombe sganciate con il paracadute e le agenzie di stampa lanciavano la notizia dell'incidente, sorvolando tranquillamente su carico del bombardiere.

In pochi giorni fu approntato un accampamento nei pressi di Palomares, non distante da Almeria, e centinaia di miliatri americani si dettero alla ricerca delle bombe.

La prima bomba ad essere ritrovata era atterrata perfettamente con il paracadute e non dava segni di contaminazione nucleare. Altre due, ritrovate il giorno seguente, facevano rilevare radiazioni di plutonio, anche se, furtunatamente, non erano esplose, nonostante che, per le modalità di caduta, sarebbero potute tranquillamente scoppiare.

I tecnici americani dettero inizio all'operazione Freccia rotta (Broken Arrow). In una relazione al Congresso si affermo' che la raccolta di materiale contaminato fu ristretta alle zone che presentavano una radiazione superiore a 31,5 Ci x m-2 (1,17 Mbq x m-2) che corispondeva allo 0.97% dell'area colpita, che era di 226 ettari circa; la terra fu raccolta in oltre cinquemila barili e portata negli USA. Il resto del terreno fu arato, irrigato e ricoperto di terra non contaminata. In seguito si provvide ad interrare in un pozzo quantita' sconosciute di terra con radioattivita' superiore a 3,15 Ci x m-2 x cm-2 (1,17 x 10.1 Bq x cm-2). Per anni, nonostante le affermazioni tranquillizzanti, nella zona si provvide a bruciare i raccolti.

Non si trovava la quarta bomba, malgrado un'equipe di specialisti tracciasse le possibili traiettorie di caduta. Forti raffiche di vento che erano state segnalate nella zona quella mattina facevano ipotizzare che la bomba scomparsa potesse essere finita in mare.

Solo dopo diversi giorni apparve sulla stampa la notizia della bomba perduta, pur con molte cutele e senza mettere in risalto il fatto che potesse essere radioattiva. Fu allora che si fece avanti il pescatore Francisco Simo' Orts, da allora chiamato "Paco della bomba" che, senza essere dapprima creduto, affermo' di aver visto cadere in mare una specie di bombola del gas.

A quarantadue giorni dall'incidente (il primo marzo), un minisottomarino avvisto' la bomba a 765 metri di profondita', sulla costa di un burrone che scendeva fino a 1.800 metri. Finiva per il presidente Johnson l'incubo che la bomba potesse essere rubata dai russi e si credette che il ripescaggio fosse questione di poco.

Il 7 marzo l'attuale, anziano presidente della regione Galizia, Manuel Fraga Iribarne, allora ministro spagnolo dell'Informazione e Turismo, si tuffava nel mare di Palomares in compagnia dell'ambasciatore americano Angier Biddle-Duke per dimostrare che le acque non erano radioattive.

Fu solo 80 giorni dopo l'incidente che la U.S. Navy riusciva e recuperare la bomba.

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