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spettacolo
"Duetto 1989/2011"

al Teatro Lauro Rossi di Macerata


Sono due le “ricerche in corso” che attendono gli spettatori del Teatro Lauro Rossi di Macerata nel mese di maggio: l’8 protagonista è la danza di Duetto 1989/2011 (l’importanza della trasmigrazione degli ultimi sciamani) di Parco Butterfly/Fattoria Vittadini e il 17 è la volta di Teatro Rebis con Io non so cominciare. Requiem per Danilo Dolci regia di Andrea Fazzini. Con questi due spettacoli Macerata torna ad ospitare gli appuntamenti di Ricerche in corso, erede della rassegna Altri percorsi e contenitore per promuovere le attività teatrali (teatro e danza) nelle sfaccettature più rappresentative della sensibilità contemporanea promosso dal Comune di Macerata e dall’AMAT con il contributo della Regione Marche e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

L’8 maggio in occasione di Duetto 1989/2011, il Teatro Lauro Rossi ospita alle ore 17.30 l’incontro (ad ingresso gratuito) dal titolo Mettiamo in moto la memoria. Progetto RIC.CI. Reconstruction Italian Contemporary Choreography realizzato in collaborazione con Sferisterio Cultura al quale interviene Marinella Guatterini (critico di danza e direttrice artistica del progetto) intervistata da Pierfrancesco Giannangeli (critico teatrale e docente di Storia dello Spettacolo Accademia di Belle Arti di Macerata).

Duetto indimenticabile coreografia di Alessandro Certini e Virgilio Sieni ora messa in scena con intatta abilità performativa e ironia da una delle più vivaci giovani compagnie del panorama della danza italiana, Fattoria Vittadini, è il primo risultato del progetto RIC.CI. Da qualche tempo e in ambito internazionale è in atto una tendenza a recuperare le più significative, o riuscite, coreografie del passato. Nato da un osservatorio a carattere internazionale e da queste generali premesse, il per ora quinquennale progetto RI.CI punta a dare risalto e dunque a (ri) mettere in moto la memoria della danza contemporanea italiana dall’inizio degli anni Ottanta sino agli inizi dei Novanta. Scriveva Marinella Guatterini nel 1989 in occasione del debutto di Duetto: “È un condensato racconto gestuale dove i due autori-danzatori, in abiti ricchi, dorati, di foggia indiana, suggeriscono con le sole mani e un gioco di teste il tema epico, ma fortemente ironico, del loro pezzo. Ovvero, il confronto, l’inseguimento e la lotta di due improbabili guerrieri del Bhagavadgītā. Dopo levigati e strategici assolo, segue una disputa metaforicamente cruenta, in realtà ieratica e poetica: a colpi di leggiadri petali bianchi. Alla fine, ciò che colpisce è l’urlo popolare “ehi, ehi”, inciso con vigore sul movimento all’unisono e sopra il più concitato ritmo russo della Sagra della primavera. Duetto lega con intelligenza ed eleganza la danza pura, narrativa e il folklore. Disperde eventuali influenze del teatrodanza indiano in un flusso continuo, occidentale, alla maniera di Merce Cunningham, per coagularlo in una struttura a quadri rigidi, creati dal solo alternarsi di buio e luce.”

Duetto 1989/2011 è ispirato a Bhagavadgîtâ dal VI parvan del poema epico Mahābhārata. Le musiche sono di Igor Stravinskij, Johann Sebastian Bach e Giancarlo Cardini. La danza è affidata a Mattia Agatiello e Riccardo Olivier. La produzione è di Fattoria Vittadini in collaborazione con Torinodanza, AMAT, Arteven, Fabbrica Europa per le arti contemporanee, Fondazione Milano Teatro Scuola Paolo Grassi, Teatro Comunale di Ferrara e Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito di RIC.CI Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni Ottanta – Novanta ideazione e direzione artistica Marinella Guatterini.

Il secondo appuntamento di Ricerche in corso il 17 maggio - Io non so cominciare - è un progetto dedicato alla figura di Danilo Dolci, personalità tra le più significative della storia italiana del 900. Mosso da un’urgenza etica Dolci ha condiviso la vita dei poveri di un paesino siciliano, lottando con loro per conquistare pane e dignità e combattendo senza violenza l’indifferenza, la mafia, la cattiva politica. Una storia esemplare, però quasi del tutto dimenticata; un’omertà culturale che ha spinto tre anni fa il Teatro Rebis - ensemble artistico diretto da Andrea Fazzini e nato nel 2003 a Macerata - a investigare, artisticamente, sui motivi e sugli effetti di questa amnesia sociale intorno a una delle più alte espressioni del senso civico.

Info e biglietti (10 euro, ridotto 8 euro): 346 0956050 – 071 2072439. Inizio spettacoli ore 21.

articolo pubblicato il: 03/05/2012

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