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taccuino di viaggio
"Nel deserto algerino"

Spedizione in tenda e fuoristrada nell'Hoggar e Tassili N'Ajjer

di Sergio Gigliati

Nel deserto algerino.
Spedizione in tenda e fuoristrada nell’Hoggar e Tassili N’Ajjer
Alla scoperta delle meraviglie del deserto algerino, ai confini del mondo, dove inizia il nulla e si ha sempre l’impressione di essere in altre dimensioni. Tra dune e deserto, oasi e montagne, animali allo stato brado e piante spesso poco conosciute, con gli abitanti e padroni di questa parte del modo: i tuareg.
Un viaggio di pochi giorni, che lascia tuttavia un segno indelebile nel cuore di tutti i partecipanti, in un’area meravigliosa del nostro pianeta purtroppo sempre più preclusa al mondo occidentale a causa degli ultimi avvenimenti drammatici che stanno investendo questa parte del nord Africa ai confini del Niger e del Mali in terra algerina, dove ancor oggi è difficile inoltrarsi.
Proprio mentre scriviamo apprendiamo la bella notizia di queste ultime ore della liberazione di Maria Sandra Mariani, la fiorentina di 53 anni rapita il 2 febbraio 2011 nei pressi dell’oasi di Djanet nel sud dell’Algeria da un gruppo di Al Qaeda del Magreb islamico, mentre è ancora prigioniera nel Mali settentrionale o in qualche zona franca limitrofa, Rossella Urru (la cooperante italiana di 30 anni rapita anch’essa il 23 ottobre 2011 in Algeria).
Ciò naturalmente riporta all’attenzione dei media il problema, che sembrava in via di definizione, della sicurezza in queste zone.
Il turismo che si stava in questi ultimi anni formando e consolidando rischia di essere completamente bloccato imponendo alla già stremata economia dell’area una involuzione difficile se non impossibile da superare nel breve e medio termine. Anche l’aggravarsi della situazione nel Mali, dopo il colpo di stato avvenuto lo scorso marzo, non può che riflettersi negativamente in tutta l’area magrebina. Centinaia di migliaia di sfollati sono tutt’ora in movimento nelle regioni confinanti con il Niger e il Burkina Faso in fuga dagli scontri che nel Nord del paese vedono le forze armate in guerriglia con i vari movimenti indipendentisti.
Tutta l’area del Tassili e dell’Hoggar, dal 1985 nella lista UNESCO dei siti patrimonio dell’umanità con i suoi graffiti rupestri ed il Tenerè più in generale, deserto per eccellenza famoso a sua volta per i dinosauri fossili e per l’immaginario collettivo del “nulla”, rischiano di divenire fogli di carta da studiare nei libri o da rivedere e rivivere solo attraverso le immagini documentaristiche e fotografiche dei pochi fortunati che sono riusciti a recarvisi in questi ultimi anni.
Nei capitoli seguenti verrà pubblicato un diario di viaggio di una recentissima spedizione fotografica, effettuata nei luoghi citati, che si è incentrata sulla ricerca dei graffiti rupestri del Tassili N’Ajjer e nel Tenerè. La spedizione doveva essere una prima avanscoperta in previsione di successivi viaggi annuali programmati in tutta l’area del profondo sud algerino mirati alla ricostruzione fotografica di alcune zone particolari ricche di storia ripercorrendo le orme della spedizione archeologica che Henry Lhote affrontò negli anni ’50 e toccando punti di estremo interesse come l’eremo che Charles Eugène de Foucauld costruì nel 1916 nei pressi di Tamanrasset e dove lo stesso anno perse la vita durante un assalto dei predoni del deserto.

articolo pubblicato il: 18/04/2012 ultima modifica: 02/05/2012

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