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teatro
"Satyricon"

al Teatro Vascello di Roma


Teatro Vascello Direttore artistico Manuela Kustermann Stagione Teatrale 2011-2012 Dal 13 al 29 aprile 2012 orari: dal martedì al sabato ore 21 - domenica ore 18.00 – dal 27 al 29 aprile, ore 19 Prezzi: 20,00 euro intero, 15,00 euro ridotti di legge e nostri convenzionati. Teatro Ragazzi ridotto studenti € 10,00 più omaggio al professore accompagnatore in matinée. € 12,00 serali o pomeridiane

Compagnia Verdastro Della Monica in collaborazione con TSI La Fabbrica dell'Attore

SATYRICON una visione contemporanea

ideato e diretto da Massimo Verdastro spettacolo in cinque Capitoli dal Satyricon di Petronio

I - LA PINACOTECA DI EUMOLPO, II - TRA SCUOLA E BORDELLO, III - QUARTILLA, IV - LA CENA DEL NULLA, V- NELL’ANNO DI GRAZIA POST- NAUFRAGIUM

Info http://www.teatrovascello.it/2011_12/schede/satyricon.htm

Dal 13 al 19 aprile 2012 Capitolo I - La Pinacoteca di Eumolpo di Antonio Tarantino, con un prologo - La guardiana di Luca Scarlini Capitolo II – Tra scuola e bordello di Marco Palladini Capitolo III – Quartilla di Letizia Russo

Dal 20 al 26 aprile 2012 Capitolo IV – La cena del nulla di Massimo Verdastro e Andrea Macaluso, con due monologhi – Il lupo mannaro di Magda Barile e Fortunata di Letizia Russo Capitolo V - Nell’anno di grazia post-naufragium di Lina Prosa

27-28-29 aprile 2012 , ore 19 Capitolo I – Capitolo II – Capitolo III- Capitolo IV - Capitolo V

TESTI di: Antonio Tarantino, Luca Scarlini, Marco Palladini, Letizia Russo, Magda Barile, Lina Prosa coordinamento drammaturgico di Luca Scarlini e Massimo Verdastro

REGIA: MASSIMO VERDASTRO SCENE E COSTUMI: STEFANIA BATTAGLIA

con Massimo Verdastro, Alessandro Schiavo, Luigi Pisani, Giuseppe Sangiorgi, Marco De Gaudio, Andrea Macaluso, Tamara Balducci, Giovanni Dispenza, Valentina Grasso, Giusi Merli e con la partecipazione di Silvio Benedetto, Francesca Della Monica, Charlotte Delaporte, Anna Moroni

Drammaturgia musicale: Francesca della Monica Movimenti di scena: Charlotte Delaporte Azione pittorica: Silvio Benedetto Luci: Valerio Geroldi, Tommaso Checcucci, Marcello D'Agostino Ritratti video: Massimo Verdastro, Marzia Maestri Opera video ‘Carmen in Fine’: Theo Eshetu Consulenza filologica: Monica Longobardi Organizzazione e comunicazione: Stefania Battaglia Collaborazione alla promozione: PAV Aiuto regia: Andrea Macaluso

Produzione: COMPAGNIA VERDASTRO DELLA MONICA - TSI LA FABBRICA DELL’ATTORE in collaborazione con: Festival Internazionale Fabbrica Europa di Firenze, Fondazione Pontedera Teatro, Fondazione Sipario Toscana/La Città del Teatro di Cascina, Teatro delle Donne e Avamposti/Calenzano Teatro Festival, Società Dante Alighieri di Firenze, Palermo Teatro Festival, Centro Amazzone di Palermo, Associazione ArtistiperAlcamo e con il Patrocinio del Comune di Prato - Officina Giovani

Nel foyer del Teatro Vascello, si terrà la mostra di Silvio Benedetto "Disegni per un Satyricon" .

Progetto Satyricon o l’elogio del plurale
Il Progetto Satyricon inizia il suo viaggio nel 2008, con un laboratorio teatrale di indagine sul grande romanzo della latinità: il Satyricon di Petronio. A questa prima tappa di lavoro, con attori giovani e meno giovani, ne sono seguite numerose altre, in diverse città italiane. Il periodo di studi e verifiche preliminari ha rafforzato la mia intenzione di trasferire sulla scena quella materia letteraria così affascinante e così sorprendentemente contemporanea. Per trasformare la scrittura petroniana, le sue vicende frammentarie e il suo impasto di stili, in scrittura teatrale, creando un trait d’union tra il suo e il nostro tempo, ho pensato di coinvolgere alcuni drammaturghi, per me tra i più significativi in Italia, chiedendo a ciascuno di loro di rivisitare un episodio del romanzo. L’incontro con gli autori ha prodotto sette testi inediti che sono andati a costituire il tessuto drammaturgico di un Satyricon contemporaneo, articolato in cinque momenti teatrali, denominati Capitoli. Ogni autore ha esplorato quelle pagine antiche, interpretandole in modo personale, pur aderendo all’intento comune di non tradire mai lo spirito di Petronio. Una pluralità di voci, quindi, ognuna diversa dall’altra per lingua e stile, così come diversi sono le lingue e i generi del Satyricon, ma anche un’opportunità rara che ha messo la mia Compagnia in stretto contatto con coloro che scrivono per il teatro, i quali, in questa occasione, hanno scritto su invito di chi il teatro lo pratica costantemente, consentendo una relazione viva, sempre incentrata sul confronto e sulle necessità concrete della pratica scenica, non solo dell’attore ma anche di chi crea le scene e i costumi, le musiche, le luci, i video. Un viaggio appassionante, parallelo al viaggio sfrenato dei giovani protagonisti di quel capolavoro che qualcuno ha definito “il romanzo crudele della giovinezza” e non a torto perché le avventure di Encolpio, Ascilto e Gitone ci riportano prepotentemente a quella condizione umana dove tutto è permesso e dove si ha la convinzione di essere “sani, eterni, invincibili”, per usare le parole di Nino Gennaro, un altro autore da me tanto amato. Petronio però ci ricorda che quella stagione è destinata a finire come la vita del resto, e allora, nel romanzo, tutti i personaggi corrono, corrono sfrenatamente contro il tempo, con l’illusione di sconfiggere la morte. Il Progetto Satyricon è nato lontano da logiche di potere o da spartizioni di torte più o meno appetibili; è il risultato di uno sforzo produttivo, non privo di difficoltà, per lo più della mia Compagnia, supportata dalla condivisione e dall’accoglienza di strutture amiche, come Pontedera Teatro, Fabbrica Europa, Fondazione Sipario Toscana/La Città del Teatro e il suo Metamorfosi Festival, Officina Giovani/Comune di Prato, il Teatro delle Donne, ArtistiperAlcamo, PalermoTeatroFestival. Ma soprattutto il nostro Progetto è stato, è possibile, grazie all’entusiasmo e alla generosità del numeroso e infaticabile gruppo di lavoro: gli attori e i collaboratori tutti, all’insegna di una spericolata e appassionante avventura. Il nostro viaggio continua.
Massimo Verdastro

Lo specchio della vita
Il Satyricon è un’opera-mondo, uno di quei lavori che racchiudono all’interno l’esperienza umana, il tutto e il contrario del tutto. I frammenti intensissimi che ce ne sono giunti illustrano creature ansiose che non sanno il loro domani, che vivono alla giornata, di espedienti. La crisi economica rende tutti instabili; fa saltare equilibri forse immaginari, che pure scandiscono la vita quotidiana. Sperduti nel buio dei mutui non concess, della delocalizzazione e delle ipoteche-capestro, ci aggiriamo in una realtà che è sempre più inconoscibile, misteriosa, in cui gli dèi della statistica e della politica ci tengono in scacco e ci manipolano a loro piacimento. Fantocci nelle mani del gran burattinaio, Encolpio, Ascilto, Trimalcione vagano come foglie in un gran turbinare di vento. Il rumore assordante della Storia rende la loro clamorosa protesta vitale flatus vocis, come se fossero emuli della Sibilla, che nella sua ampolla chiede solo di morire, di sparire infine come corpo per divenire suono, placando una memoria che troppo ha visto e sentito. Il progetto Satyricon creato insieme a Massimo Verdastro e a tutti gli altri che hanno contribuito in una nomade serie di produzioni, ha avuto una lavorazione stratificata. In cinque anni circa siamo passati dalla prima elaborazione di una possibile progettazione, alla creazione di un kolossal da camera, che mette in scena i testi di molti autori italiani contemporanei. Roma è il ricordo colorato della Suburra, declinata nei fantasmi dell’avanspettacolo e del latino maccheronico, tra scene corali e monologhi accorati. La città è madre e matrigna, sembra dar ricetto a tutti coloro che le domandano asilo, ma basta poco per avere l’esilio. Fuori dal limite dell’urbs infatti accadono gli incantesimi e le magherie; nel vicino mare infesta la triremi pirata di Lica e Trifena, che vuole rendere tutti schiavi. Nell’isola azzurra Tiberio celebra il proprio mito di dissolutezza e il sentire è quello di una caducità senza scampo. L’avventura del Satyricon in questo progetto è stata in primo luogo viaggio nelle molteplici lingue del presente, avventura nella babele del qui e ora che nell’antico riecheggia. L’idioma di oggi, frammentato, scheggiato, iridescente è insomma lo specchio della vita, che altrettanto sfugge, cambia di stato e di natura.
Luca Scarlini

COMPAGNIA VERDASTRO DELLA MONICA – E’ stata fondata a Firenze nel 1999 nell’ottica di coniugare l’esperienza attoriale con quella musicale. Parallelamente alla realizzazione di spettacoli, la Compagnia svolge attività didattica e formativa. Nel corso di questi anni, Massimo Verdastro e Francesca Della Monica hanno portato in scena diversi spettacoli, segnando l’incontro con autori quali: Wilde, Joyce, Pound, Artaud, Gadda. Alcuni titoli: De profundis – una ballata per Oscar Wilde, Molly B e le rose di Gibilterra, Cantos – omaggio a Ezra Pound, SuperElliotGabbaret - Bestiario Romano, Eros e Priapo. La compagnia ha ottenuto il sostegno produttivo di numerose Istituzioni e Festival: ETI, Festival di Santarcangelo, Teatro Garibaldi di Palermo, Ass. alla Cultura del Comune di Palermo, Armunia Festival Costa degli Etruschi, Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo di Napoli, Fondazione Pontedera Teatro, Festival Internazionale Fabbrica Europa, Fondazione Sipario Toscana - La Città del Teatro, Teatro delle Donne, Comune di Prato/Officina Giovani, Museo Nazionale del Bargello di Firenze, ArtistiperAlcamo, PalermoTeatroFestival, La Fabbrica dell’Attore, Accademia di Brera, Festival internazionale di Teatro di Tolosa, Casa Laboratorio di San Paolo (Brasile), SESC CE di Fortaleza (Brasile), Gruppo Galpao di Belo Horizonte (Brasile).

articolo pubblicato il: 01/04/2012 ultima modifica: 12/04/2012

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