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arte e mostre
"Quadri_cromia di bianco e materia"

Alfonso Borghi a torino


LA CONTEMPORANEA Studio | Art Gallery , in collaborazione con la Galleria San Carlo, presenta

quadri_cromia di bianco e materia

Personale di Alfonso Borghi

Vernissage giovedì 12 Aprile alle ore 19.00

presso LA CONTEMPORANEA Studio | Art Gallery via della Rocca 36b, TORINO
Tel./Fax +39 011 0746769 - Cell.+39 335 6233779 lacontemporaneatorino.com info@lacontemporaneatorino.com

L’universo pittorico di Alfonso Borghi trasmette messaggi espressivi, dove l’aggressività informale rivela una inaspettata poetica solare.

Ci vengono incontro grandi tele, dai cui margini il territorio della visione tende a esorbitare, sconfinando verso altri mondi di splendore materico, in un gioco delle parti cromatico diretto verso un indefinibile altrove. Il magma cromatico è qui un grido, una sonorità musicale che si impone allo sguardo e allo spirito, in un coinvolgimento che non consente di sottrarsi a questi sgretolamenti tellurici, a questi getti esplosivi, a questa serie di eventi indicibili ma densamente emotivi. Borghi è costante portatore di vibrazioni la cui espressività implica i nodi concettuali di una coscienza inquieta; sicché, in un modo squisitamente astratto egli crea forme informi, che riflettono scoramenti, amori, passioni contrastanti, e il dolore interrogante di un monologo rivolto a un interlocutore forse indifferente. Proprio per questo motivo la ricerca di Alfonso Borghi deve considerarsi esistenziale e proiettata in una dimensione metafisica. Nei suoi lavori il colore sostituisce la parola; gli spessori dell’impasto cromatico sono attraversati dal rosso o dal nero, dove non c’è bisogno di traduzione in un linguaggio più esplicito per comprenderne il senso profondo.

Il suo istinto lo porta verso un itinerario di astrazione logica, senza compromessi dialettici, ma comprensibile soprattutto a chi ha la consapevolezza dei territori invisibili che si nascondono dietro la facciata del quotidiano e del contingente, possedendo la libertà interiore di percorrerli, senza timore di esserne sopraffatto.

A questo mago del colore – i suoi lavori sono un atto creativo quasi esoterico, da antico alchimista la volontà e l’autocoscienza hanno dato il coraggio di oltrepassare i limiti della gestualità, lasciando al colore il potere della parola, e al segno il ruolo di tramite provvisorio, capace di obbedire al mutare dei toni per lasciarne intatta la forza discorsiva. La libertà coniugata al coraggio del gesto inarrestabile fa di Alfonso Borghi un importante protagonista dell’informale italiano. Anche se con un’espressività diversa rispetto ad Alberto Burri, col quale Borghi condivide però la capacità di considerare il colore come patria dell’anima e di immetterlo sulla tela senza mediazioni apparenti.

Alfonso Borghi inizia a comporre, ogni mattina, con la felicità di chi ama misurarsi per la prima volta col colore. Conosce l’artifizio di liberarsi, con istintualità, di tutte le energie interiori che gli si sono accumulate nel sonno rigeneratore, apportando, sul supporto innocente e passivo, una serie di accensioni pittoriche cariche di sentori onirici. Ogni lavoro rappresenta la sinfonia cromatica di un pittore di talento che conosce l’arte di guidare, o meglio, di dirigere lo sgorgare delle sue generose emozioni. La sua vitalità genera dialogo di forme inarrestabili, creando territori tonali e atonali, ed improvvisi silenzi. Evocatore di apocalissi, egli riesce ugualmente a consegnarci frammenti di pace, tra tanta moltitudine di situazioni dalla spazialità inquietante. L’artista è ben cosciente di svolgere un ruolo di severo messaggero, entro un territorio dove la traccia di pittura trasmette una sua purezza incontaminata, forse perché antica, come è antico lo spirito del nostro autore. Alfonso Borghi è narratore di concetti visuali fuori dal tempo e dalla storia, un portatore di utopie, di luoghi ideali, che rivelano un pensiero sofisticato.

Il suo agire può essere individuato attraverso una generosa partecipazione emotiva alla esecuzione del quadro, che enuncia, in tutta la sua emblematicità, il senso nascosto della passionalità del suo autore. Ogni composizione è riflesso di pulsioni e di segnalidi lettura variabile. Alfonso Borghi nulla lascia al caso; è un espressionista informale che ama la materia per enunciare la sua verità in quel certo vuoto, in quel certo pieno, in quel certo passaggio.

Per questo i suoi lavori sono paesaggi dell’anima, composizioni non programmate, ma nel contempo preesistenti, come un archetipo junghiano. Per Alfonso Borghi la pittura rientra nella sfera di un’inevitabile e incontrollabile pulsione interiore, ma poi prevale la razionalità quando il colore siposa con sensuale bellezza, come se la finalità del suo operare fosse mettere ordine nel caos, e certezza plausibile nell’incerto.
Paolo Levi

articolo pubblicato il: 29/03/2012 ultima modifica: 12/04/2012

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