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teatro
"Godot"

al Teatro Ygramul di Roma


Sabato 31 Marzo e Domenica 1 Aprile 2012 alle ore 21.00 al Teatro Ygramul in Via N.M. Nicolai, 14 a Roma in collaborazione con ArteACatena in scena

Godot

Liberamente ispirato ad Aspettando Godot di Samuel Beckett Regia di Vania Castelfranchi

Spettacolo di Terzo Teatro, Godot parte dal testo di Samuel Beckett per narrare l’esperienza della compagnia teatrale Ygramul in Mongolia. Lo scorso anno gli attori si sono impegnati in un progetto teatrale di studio relativo alla difficoltà di conciliare la vita nomade con la nascita delle metropoli, dicotomia che cercano di rappresentare con questo spettacolo. Martina Vecchione e Valentina Greco interpretano Estragone e Vladimiro, due nomadi mongoli giunti in città con la loro Gher (tipica tenda mongola) che desiderano integrarsi e uscire all’aperto. Si sono vestiti e preparati per essere accettati e incontrare Godot. La loro tenda è piena di ritualità, danze, gesti, oggetti e monili antichi, mentre l’esterno, il fuori rappresenta un luogo affascinante, ma allo stesso tempo spaventoso. In tre diversi cicli (atti), Vladimiro ed Estragone attenderanno Godot. Tre volte lo nomineranno, per tre volte lo vedranno provando timore e stupore e ogni volta ne fuggiranno rintanandosi nella loro tenda in un’infinita e ripetitiva attesa. Tre volte: un passato, un presente e un futuro.

NOTE DI REGIA Alla base di tutto c’è l’enigma, doloroso e irrisolto, dell’incontro tra l’universo nomade, dipendente dalle divinità e dalla natura imprevedibile (in cui l’individuo sembra privo del libero arbitrio, ma è immerso in un meraviglioso, vivo e dolce processo naturale, ripetitivo e universale ) e la nascita delle metropoli, della cultura globale, con tutti i vantaggi di un società di massa libera di scegliere e di modellarsi in una produzione superflua, ma continua e varia. Due universi tragici che in Mongolia, come nel resto del mondo, si vanno sempre più scontrando, portando enormi migrazioni di popoli nomadi o esuli verso le città alla ricerca di nuove vite e fortune. Queste due realtà hanno presupposti e radici profondamente diverse, sono mondi che si osservano, si analizzano e allo stesso tempo si temono a vicenda poiché contengono al loro interno l’uno il disagio dell’altro. Da ciò nasce l’imbarazzante attesa, lo stupore e lo spavento, la castrante e grottesca inattività del pensiero e dell’agire di Estragone e Vladimiro nella speranza che sia Godot a fare un passo verso di loro. Vania Castelfranchi

IL VIAGGIO E LO SPETTACOLO La ricerca antropologica del Gruppo Ygramul giunge con questo spettacolo alla quarta elaborazione teatrale dei viaggi compiuti. Dopo le opere Ongussu (viaggi in Brasile tra Mato Grosso e Amazzonia), Edzi Re (Malawi, in centro Africa), Affabulazione (Isola di Bali, in Indonesia), nasce ora Godot (Mongolia). Motivazioni politiche e sociali hanno dato origine ai viaggi e si sono sviluppate e approfondite in essi, eseguendo linee di ricerca teatrale. Quest’ultima esperienza ha elaborato una dinamica estremamente visibile e forte nella Mongolia moderna: l’inurbamento sempre maggiore di famiglie nomadi che abbandonano le campagne e migrano verso le metropoli, attratte dal miraggio di una vita occidentale. Negli enormi insediamenti in periferia, zone povere, malfamate e pericolose, dilagano alcolismo, prostituzione, fame, malattie, illegalità e violenza. Qui cresce la piaga dei bambini abbandonati o sfruttati per accattonaggio e diventa stridente il contrasto con l’armoniosa natura che avvolge il 90% della Mongolia. Da un lato la faticosissima e imprevedibile vita nomade, rituale ed eternamente uguale a se stessa, in totale sottomissione con il difficile clima mongolo, dall’altro la città, pullulante, veloce e ammaliante, ma anche più vivibile, indipendente, sana e meno tragica. Questo dualismo, questa sfida tra universi della vita, non comporta obbligatoriamente un evento tragico, ma certamente un imbarazzante blocco, un’attesa anche surreale, grottesca e comica, per l’appunto l’attesa di Godot, di un possibile incontro, di una sperata riunione.

Interpreti: Valentina Greco (Vladimiro), Martina Vecchione (Estragone) Video-proiezioni: Gabriele Tacchi Scenografie: Fiammetta Mandich Costumi: Valentina Gualandri Studio drammaturgico e Regia: Vania Castelfranchi

Date: Sabato 31 Marzo e domenica 1 Aprile 2012 Orario: 21.00 Luogo: Associazione Culturale - Teatro Ygramul in via N. M. Nicolai, 14 - Roma Durata: 80 minuti Costo: Tessera associativa annuale 1 euro; quota associativa per l'evento 10 euro Per info e prenotazioni: 3271974360 - ufficio@ygramul.net

Associazione Culturale - Teatro Ygramul Via N. M. Nicolai, 14 Roma www.ygramul.net Tel. 3271974360 ufficio@ygramul.net

articolo pubblicato il: 26/03/2012

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