torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

editoriale
lacrime di coccodrillo
di Carla Santini

Con il decreto Salva Italia del dicembre scorso era stato stabilito che ogni consiglio provinciale dovesse avere dieci consiglieri più il presidente, indipendentemente dalla consistenza della popolazione. Venerdì 24 febbraio il governo ha invece stabilito una nuova architettura; le ventiquattro province sopra settecentomila abitanti avranno sedici consiglieri, le cinquantuno sopra i trecentomila ne avranno dodici, mentre i dieci consiglieri stabiliti dal decreto di dicembre restano solo per le province più piccole, quelle che già il precedente governo voleva tagliare, ma che, come si sa, alla fine evitò di fare, per la contrarietà della Lega.

I consiglieri provinciali, che con il decreto di dicembre erano stati ridotti a 1.100, salgono ora a 1.376, con un aggravio notevole dei costi. La novità più eclatante sta nel fatto che i consiglieri potranno essere eletti solo tra i sindaci e i consiglieri provinciali del territorio, così che un sindaco non potrà decadere fino alla fine della consiliatura provinciale, così che il suo mandato potrà essere allungato di anni, se per una qualsiasi ragione i due consigli dovessero avere tempi differiti. Più che semplificazione si tratta di arzigogoli.

L'abolizione di un ente che doveva scomparire nel 1970, con l'istituzione delle regioni, sembra che non debba mai aver luogo, nonostante che l'abolizione delle province abbia fatto parte dei programmi elettorali di diverse forze politiche. Il numero delle province è andato crescendo negli ultimi anni in molte regioni, per non parlare della Sardegna, dove, grazie all’autonomia, si possono fare quante province si vogliono. Ma la Costituzione è stata cambiata in molti punti, compresa quella falsa autonomia fatta dal centrosinistra tanti anni fa; non si vede perché non si possa togliere alle regioni autonome la potestà di costituire nuove province.

Ma, al di fuori del discorso province, la realtà è che questo governo, quando si è trattato di colpire i soliti noti con la scusa che addirittura non si sarebbero potute pagare le tredicesime – con appendice di pianterello – l’ha fatto in pochissimi giorni, senza guardare in faccia nessuno. Quando si tratta di colpire le banche, le assicurazioni e i petrolieri tutto cambia, tutto il rigore si annacqua. Ma la deferenza del governo non si limita ai tradizionali poteri forti, prosegue con i tassisti,i notai,i farmacisti, i professionisti in genere.

Lo statale può essere tranquillamente bastonato, tanto è tradizionalmente considerato un fannullone, il pensionato a millecinquecento euro è considerato un riccone, per tutti c’è l’obbligo del conto corrente, anche per coloro che non sanno come gestirlo. Ma di che vogliamo parlare?

articolo pubblicato il: 26/02/2012

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it