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musica
Bill Carrothers Trio

allo Ueffilo Jazz Club


Un altro prestigioso appuntamento per la seconda parte dell’ Ottava stagione della “Rassegna Jazzitalia” del Jazz Club Ueffilo (Via Donato Boscia 21 – Gioia del Colle), sempre con la direzione artistica di Marco Losavio e Alceste Ayroldi.

Domenica 19 febbraio approderà una terna di fuoriclasse direttamente dagli States: Bill Carrothers Trio. Il pianista di Minneapolis (che ha collaborato con Buddy DeFranco, Lee Konitz, Gary Peacock, Dewey Redman, Billy Higgins, Toots Thielemans, Dave Douglas) sarà affiancato dal contrabbassista Drew Gress (ha fatto parte dei gruppi di Ralph Alessi, Tim Berne, Uri Caine, Ravi Coltrane, Marc Copland, Fred Hersch, John Hollenbeck) e dal batterista Bill Stewart (che condivide progetti con Joe Lovano, Dave Holland, Pat Metheny, tra gli altri). Bill Carrothers e i suoi sodali presenteranno un eccellente tributo al leggendario trombettista Clifford Brown.

Ingresso ore 19,00. Inizio concerto: ore 20,00.
Ogni appuntamento sarà arricchito dalla degustazione di prodotti tipici.
Ticket Food & Music: 25 euro.
Lo Ueffilo – Cantina a Sud è in Gioia del Colle(Ba)-via Donato Boscia 21. Info: 339/8613434 – 080/3430946 - web: www.ueffilo.com. info@ueffilo.com

Bill Carrothers
Attivo professionalmente al piano da oltre vent'anni, nel corso della sua carriera Bill Carrothers si è esibito negli Stati Uniti e in Europa, toccando locations quali il Village Gate, Knitting Factory, Birdland, Blues Alley a New York, l'Audi Jazz Festival a Bruxelles, il Montreal Jazz Festival, e il New Morning, il Nevers Jazz Festival, Jazz Middelheim e il Marciac Festival in Francia. Nell'ottobre 2000 ha effettuato tournée in Austria, Germania e Svizzera nell'ambito del circuito Rising Star Tour. Bill Carrothers ha al suo attivo come leader di propri progetti oltre dieci incisioni, che hanno ricevuto notevoli apprezzamenti di critica. Come sideman è stato accanto a numerosi grandi nomi del jazz tra cui Joe Beck, Scott Colley, Buddy DeFranco, Dave Douglas, Curtis Fuller, Eric Gravatt, Drew Gress, Tim Hagans, Billy Higgins, Lee Konitz, James Moody, Matt "Guitar" Murphy, Gary Peacock, Dewey Redman, Charlie Rouse, James Spaulding, Bill Stewart, Ira Sullivan, Toots Thielemans, e Benny Wallace. Solitario, colto, studioso di storia, il pianista di Minneapolis vive sulle fredde rive del lago Superiore e si contraddistingue per la sensibilità del tocco e per un pianismo romantico che non si lascia tuttavia trascinare nell’intimismo ermetico di taluni pur acclamati suoi colleghi, rivelando invece un’estrema comunicatività e suscitando un suggestivo trasporto nell’ascoltatore. Traendo ispirazione da leggende quali Lennie Tristano e Keith Jarrett, Bill Carrothers si è esibito in vari contesti, tanto europei che d’oltreoceano, a fianco di autorevoli nomi del jazz contemporaneo, Joe Beck, Buddy DeFranco, Lee Konitz, Gary Peacock, Dewey Redman, Billy Higgins, Toots Thielemans, e di quello più moderno, Bill Stewart, Scott Colley, Dave King, Dave Douglas, Seamus Blake, Larry Grenadier, presentandosi sia in veste “ortodossa” che in chiave elettrica, e ottenendo inoltre vari prestigiosi riconoscimenti (il francese Diapason d’Or nel 2000, il tedesco Schallplatten Preis) e numerosi apprezzamenti che lo hanno visto in vetta alle classifiche specializzate della critica francese. Da evidenziare gli elevati livelli di discorsivo interplay raggiunti nella sua intensa collaborazione con il batterista Bill Stewart ("Snide Remarks" ’95, "Telepathy" ’97, e “Duets” '00), nonché "Ghost Ships" '02, con il sassofonista Anton Denner, e la sua produzione in versione elettrica ("The Electric Bill" '01), con Michael Lewis, David King e Reid Anderson). Nel 2004 ha realizzato un lavoro di notevole complessità e profondità di concezione, "Armistice 1918", nato a partire dalle vicende della Prima Guerra Mondiale, una lunga suite contro l'orrore della guerra e l'annullamento dell'umanità che essa porta con sé, che ha ricevuto notevoli apprezzamenti presso la critica specializzata di tutto il mondo. Il suo più recente trio, Shineball, comprende il contrabbassista Gordon Johnson e il batterista Dave King, entrambi originari, come Carrothers, di Minneapolis.

Drew Gress
Nato a Trenton, New Jersey, nel 1959, contrabbassista e compositore, ha fatto parte dei gruppi di Ralph Alessi, Tim Berne, Uri Caine, Gerald Cleaver, Ravi Coltrane, Marc Copland, Fred Hersch, John Hollenbeck, Tony Malaby e Mat Maneri. Ha inoltre dato vita a numerosi progetti come leader, tra cui Joint Venture, un quartetto con cui ha inciso nei primi anni '90 tre cd per la Enja: "Joint Venture", "Ways" e "Mirrors", e il quartetto Jagged Sky con cui ha inciso nel 1998 "Heyday" per la Soul Note. Ha inoltre inciso a proprio nome nel 2001 "Spin & Drift", e nel 2005 "7 Black Butterflies" per la Premonition Records, ottendendo notevoli riscontri di critica. Si è esibito in tutto il mondo ed è stato Artist in residence presso il conservatorio di San Pietroburgo e la University of Colorado-Boulder. Nel 2002 ha ricevuto il premio SESAC Composer's Award, e precedentemente ha ottenuto sovvenzioni per il proprio lavoro come compositore da Chamber Music America, National Endowment for the Arts e Meet the Composer.

Bill Stewart
Bill Stewart, batterista e pianista, si è imposto sulla scena internazionale nei 5 anni trascorsi con la band di John Scofield tra il ‘90’ e il ’95. Autodidatta alla batteria, ha frequentato la University of Northern Iowa e il Wayne College, dove ha studiato con Dave Samuels, Rufus Reid e Harold Mabern, e ha incontrato per la prima volta Joe Lovano. Nel periodo trascorso al college effettua le sue prime registrazioni, dapprima con il sassofonista Scott Kreitzer e in seguito incidendo due album col pianista Armen Donelian. Trasferitosi nel 1988 a Brooklyn, ha iniziato ad affermarsi sulla scena di New York, suonando in numerose jam sessions e iniziando ben presto a suonare con il Larry Goldings trio, completato da Peter Bernstein. A una jam session cui prende parte al club Augie’s viene notato da Maceo Parker, che lo invita a partecipare all’incisione del suo album “Roots Revisited”. In seguito entra a far parte del gruppo di John Scofield, dove incontra nuovamente Joe Lovano, il quale successivamente suonerà anche in entrambi i due dischi di Stewart da leader: “Think Before You Think”, per la giapponese Jazz City, in cui oltre a Lovano suonano Dave Holland al basso e Marc Copland al piano, e “Snide Remarks”, con Bill Carrothers al piano, Eddie Henderson alla tromba e Larry Grenadier al basso, col quale ha lungamente collaborato nel trio di Pat Metheny. I brani di Stewart mettono in luce una sofisticata tecnica compositiva, definita da Lovano come quella di un “suonatore di melodie all’interno del concetto di ritmo”.

articolo pubblicato il: 10/02/2012

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