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il castello assediato
di Domenico Massa

Per la Grecia il momento é veramente delicato. Il parlamento deve deliberare le misure che il premier ha concordato con i principali partiti, pena il blocco degli aiuti da parte dell'Europa e FMI. Si continua ad intervenire sugli effetti e non si è fatto nulla per rimuovere le cause di questa mostruosa crisi. Forse non è neanche appropriato il termine crisi per definire il fenomeno economico/finanziario/sociale attuale. Il termine crisi dovrebbe, se bene interpretato, dare una idea di discontinuità con il passato.

Il fenomeno che oggi ci troviamo ad affrontare è figlio della continuità. Ci si trova come in un castello assediato: le mura vengono attaccate con ogni sorta di marchingegno. Ogni volta che viene respinto un assalto, un nemico oscuro ed invisibile ne prepara e ne pone in essere uno nuovo. L'unica soluzione sarebbe una sortita con un attacco decisivo e risolutivo del quartiere del nemico, oscuro e mutante. Il quartiere del nemico oscuro é difficile da individuare. C'é anche il sospetto che i generali che comandano la guarnigione del castello non abbiano nessuna intenzione di cercare e sgominare il nemico: nella loro economia di scala é più vantaggioso sacrificare i soldati sugli spalti, piuttosto che mettere a repentaglio i notabili durante una sortita audace ma risolutiva.

Quando si ritiene che il termine crisi non sia esplicativo della situazione é perché si é convinti del fatto che l'attuale situazione sia il risultato di una serie di errori che per gravità, costanza e reiterazione non hanno eguali nella storia. Si é voluto ostinatamente creare un luogo dove tutto è permesso senza alcuna regola basandosi sull'assunto che in quel luogo gli attori sono mossi tutti da un unico sano principio "il proprio interesse personale", e poiché la somma degli interessi personali non è altro che l'interesse comune,in quel luogo si tende solo e soltanto all'interesse comune. Quel luogo è il "mercato".

Peccato che con le moderne tecniche e le opportunità messe a disposizione dalla "rete" si siano creati strumenti finanziari in grado di rappresentare ricchezze inesistenti e di determinare prezzi di merci mai prodotte, ipotizzando che siano immesse sul mercato. In altre parole in quel luogo dove non esistono regole si è creato artificialmente un mercato di merci che non sono ancora state prodotte o estratte. E in conseguenza dei contratti sulle merci sono prodotti una miriade di altri contratti legati alle assicurazioni sulle merci, e al merito di credito di coloro che assicurano i contratti e di conseguenza ancora sul merito di credito di coloro che dovrebbero garantire il funzionamento delle aree territoriali in cui i contratti di base dovrebbero essere realizzati: gli Stati.

Siamo tutti vittime di una grande allucinazione, perché il valore dei contratti ha superato di ben dieci volte il valore del PIL mondiale secondo ISDA (International Swaps end Derivates Association). Prima si troverà la lucidità, la determinazione e la forza per una sortita risolutiva nel campo nemico meglio sarà, perché i soldati sugli spalti.....

articolo pubblicato il: 10/02/2012 ultima modifica: 07/03/2012

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