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teatro
"Un deux trois... pam ham!"

al Teatro Belli di Roma


dal 1° al 12 febbraio 2012
Ore 21 - domenica ore 17

Teatro Belli
P.zza Sant'Apollonia 11/a - 00153 Roma tel. 06.5894875 www.teatrobelli.it

UN DEUX TROIS… PAM HAM!

di Danilo Pennone, Alfredo Angelici, Marcello Cotugno regia Marcello Cotugno

con Alfredo Angelici Guglielmo Guidi Bianca Nappi Veronica Baleani e Dimitri D'Urbano Alessandro Lui Alexandra Mogos Sara Pantaleo Giuseppe Santochirico

Scene Veronica Rosafio Costumi Adelia Apostolico Coreografie Annarita Pasculli Regia Marcello Cotugno Produzione Alfredo Angelici ufficio stampa Benedetta Boggio

Ci fu un tempo dorato in cui i grandi tendoni del circo registravano ovunque il tutto esaurito. Star incontrastate e potentissime erano i Clown, eccentrici e solitari artisti che si contendevano le ovazioni di re ed imperatori a suon di battimani. Un deux trois… Pam Ham! nasce dal desiderio di entrare in questo mondo ed evocarne le suggestioni, l’immaginario e la memoria, mettendo sotto una lente di ingrandimento la storia e i fatti che portarono alla nascita del duo comico più insigne e conosciuto della storia: il Bianco e l’Augusto. Come spesso accade nei sodalizi artistici di coppia tra il dominante e l'idiota, la complicità, l'intesa e il successo giungono nonostante il conflitto e la competizione; convivono affiatamento e antagonismo, empatia e dissenso, gelosia e rancore. Un deux trois... Pam, Ham! Vuole mettere al centro l’arte come forma sublime di corruzione. L’artista procede in modo disinteressato, ma l’uomo che lo incarna si lascia corrompere dal desiderio di successo, dall’invidia, dalla vanità. Sentimenti che si saldano all’interno d’una vicenda maledetta di amore, morte e inganni; dagli allori al declino, sempre in bilico tra la violenza del loro rapporto e l’universalità della loro cifra espressiva. Un deux trois… Pam Ham! parte da un’attenta ricerca iconografica e delle fonti: dalle biografie dei clown più famosi di tutti i tempi, Footit, Chocolat, Grok, sino ad interviste ad artisti circensi contemporanei. Da Chaplin a Fellini, le vecchie imprese maldestre di questi guitti sono state raccontate con pietà e poesia. In questa storia, il tono lirico si contamina con lo straniamento brechtiano che cerca una distanza emotiva dal cinismo dei personaggi. L'idea dello spettacolo è di Alfredo Angelici, attore e produttore, che ne ha elaborato il plot insieme a Marcello Cotugno e Danilo Pennone, scrivendo un testo che ha preso forma anche grazie all'interazione con gli attori. La regia è a cura di Marcello Cotugno così come la colonna sonora. Tra gli interpreti, oltre Alfredo Angelici, Guglielmo Guidi, attore di vasta esperienza, Bianca Nappi (a breve sugli schermi nell'ultimo film di Ferzan Ozpetek) e la giovane Veronica Baleani. Completano il cast cinque giovani allievi della Link Academy che faranno il loro debutto sulle tavole del palcoscenico del Belli.

LA COMPAGNIA
Il sodalizio artistico tra Alfredo Angelici, Danilo Pennone e Marcello Cotugno inaugurato con lo spettacolo “Confessioni di una mente criminale” 2009, prosegue con Un deux trois… Pam Ham! Alfredo Angelici ha lavorato con registi come Giuseppe Patroni Griffi, Gabriele Lavia, Armando Pugliese, Roberto Guicciardini, Antonio Calenda. Nella sua carriera ha recitato al fianco di Giancarlo Giannini, Giorgio Albertazzi, Luca Barbareschi, Tullio Solenghi, Enrico Montesano. Appassionato della figura del clown, continua a studiarlo seguendo seminari in tutta Europa. Nel 2009, con Confessioni di una mente criminale, ha iniziato a produrre i suoi spettacoli. Marcello Cotugno è regista, filmmaker, drammaturgo, pedagogo. A teatro ha firmato più di 50 regie, approfondendo la sua ricerca nella drammaturgia contemporanea. Tra i suoi lavori: Closer di Patrick Marber, Pioggia Infernale di Keith Huff, La forma delle cose e Bash di Neil LaBute. Nel 2000 il suo testo Anatomia della morte di... ha ricevuto il premio Sette Spettacoli per un Nuovo Teatro per il 2000, indetto dal Teatro Argentina di Roma. Il suo saggio A New Form of Beauty è stato appena pubblicato nella raccolta Corpo Riflessione Immagine (Alpes 2011). Danilo Pennone è nato a Roma, dove vive e insegna. Ha esordito nel 2008 con il romanzo Confessioni di una mente criminale, pubblicato dalla Newton Compton, da cui è stato tratto l’omonimo spettacolo teatrale, rappresentato tra l’altro nelle carceri romane di Regina Coeli e Rebibbia, con il patrocinio del Garante per i Detenuti. Ha lavorato come assistente alla cattedra di Storia del Cinema presso l’Università “La Sapienza” di Roma. È autore musicale e teatrale. Guglielmo Guidi, attore, drammaturgo e regista. Dal 1966, ha lavorato, tra gli altri, con attori e registi come Rosalia Maggio, Giacomo Rizzo, Marina Confalone, Luca Barbareschi, Tullio Solenghi, Remo Girone. Nel 1997 è stato Direttore Artistico del Teatro Politeama di Napoli collaborando con artisti come Peter Greenaway, Vanessa Redgrave, Robert Wilson. Bianca Nappi, dopo gli studi al Teatro Blu diretto da Beatrice Bracco, inizia a lavorare in diverse produzioni teatrali (Sacco e Vanzetti, L’inserzione, Alice delle meraviglie), e appare in numerose produzioni televisive (In love and war, Distretto di polizia). Nel 2008 e nel 2010 viene diretta da Ferzan Ozpetek in Un giorno perfetto e in Mine vaganti. Nel 2012 sarà nuovamente sugli schermi diretta da Ozpetek in Magnifica Presenza. Veronica Baleani, diplomata alla Link Academy di Roma nel 2010, è al suo secondo spettacolo con la Compagnia di Alfredo Angelici. Sarà presente, nel foyer del teatro una mostra di Gabriele Tamburini, artista figurativo che esplora la dimensione della contemporaneità attraverso l’utilizzo di diverse tecniche artistiche. Tra le componenti del suo linguaggio pittorico, la fotografia, lo studio del nudo, la rielaborazione del fumetto e dei quotidiani. Il suo stile si concretizza in opere che riflettono e rielaborano il clima artistico della street culture. Le foto di scena sono di Michela Palermo, che per l'occasione presta il suo sguardo di fotografa di reportage al mondo del teatro.

BIGLIETTI intero 18 euro ridotti 13 euro Promozione: presentandosi in coppia il costo di 2 biglietti è di 20 euro - 10 euro c.u. Info e prenotazioni tel. 06.5894875 www.teatrobelli.it.

Note di regia
Qual è il ruolo dell'artista? A quali compromessi bisogna scendere per salire fino alla cima? E qual è la vetta? Essere illuminati dalle luci della ribalta o conquistarsi il palcoscenico sul quale si è liberi di esprimersi per quello che si è? Siamo alla fine dell'800 in Francia, quando Napoleone III promulga un editto che, finalmente, restituisce ai clown la parola della quale erano stati privati dalla censura. Un, deux, trois...Pam, Ham! analizza il rapporto tra due clown: Pam, il clown bianco, autoritario, famoso come un divo televisivo dei nostri tempi, e Ham, venditore di lupini e pagliaccio per caso, devoto e servile fino ai limiti della stupidità. Sotto il tendone, però, gli equilibri si riveleranno mutevoli, e il grande Pam, costretto da un'ispirazione ormai inaridita a rubare i numeri ai propri colleghi, vedrà spegnersi la propria stella: il piccolo Ham, infatti, prima si affiancherà al maestro in pista e poi lo supererà relegandolo al ruolo di spalla. Indagine sulla lotta per la fama tra due artisti circensi della Belle Époque, Un, deux, trois...Pam, Ham! è il secondo capitolo di una trilogia iniziata, in collaborazione con la Compagnia Angelici, nel 2009 con Confessioni di una mente criminale - e destinata a concludersi nel 2013 con Sex Toys, esplorazione dei delicati equilibri di una relazione amorosa - che si propone di analizzare i meccanismi, i costi, le ombre e le vittime del potere e del suo esercizio in contesti ed epoche diverse. La messinscena è frutto di una contaminazione tra melodramma ottocentesco alla Pixerecourt - filtrato attraverso le innovazioni del dramma romantico di Victor Hugo, che tra i primi si spinge in cerca della verosimiglianza, rifiutando ogni idealizzazione stereotipata - e epica brechtiana, in cui lo straniamento dei personaggi si avvicina però più alla meta-teatralità del literary drama che al teatro politico-didattico di Brecht. La scelta di contaminare i generi teatrali trae ispirazione da un'analogia con un mondo musicale, quello della musica indie, che proprio di crossover - attraversamenti o remix di generi che danno vita a qualcosa di nuovo - si nutre. Come i Public Enemy campionavano brani di altri artisti per reinserirli nel loro hip hop da parental advisory, così è possibile sviluppare un ipertesto spettacolare in cui far convivere vari stili drammatici. La sfida è quella di di-mostrare che il teatro possa essere pop, veicolando sensi che, nella mediazione con la forma classica, ne sviluppino un'altra, sperimentale in quanto accessibile, emozionante in quanto empatica, nuova in quanto remixata. La scenografia e tutta l'ambientazione disegnano tratti simbolici, mediati dai riferimenti alla tradizione del teatro e dell'arte “povera” di Kantor e Kounellis, per ricordare che non si sta assistendo ad una filologica rappresentazione di un passato storico, ma che attraverso gli eventi narrati si aprono delle questioni che restano attuali nel loro essere irrisolte. Elementi d'epoca, quindi, si inframmezzano ad oggetti moderni, in chiave steampunk. Anche la musica segue questa ispirazione, alternando brani specificamente da circo ad elaborazioni meta-circensi contemporanee di artisti come The Residents, Devotchka, My Brightest Diamond. Alla fine, il circo vero e proprio appare negato, lo vediamo in lontananza dietro un siparietto aldilà del quale scorgiamo le ombre della cavallerizza, della trapezista e dei clown. In primo piano sono invece le vicende umane che si dipanano dietro le quinte: la preparazione ai numeri, i colpi bassi, le gioie e le invidie dei quattro personaggi che si dannano per trovare il proprio posto in un'arena che riproduce le dinamiche del mondo dell'assurdo in cui anche noi ci muoviamo.
Marcello Cotugno

articolo pubblicato il: 25/01/2012

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