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teatro
"Byron's Ruins"

al Teatro Studio Moriconi di Jesi


Classicista e romantico; generosamente rivoluzionario e sprezzantemente individualista; aristocratico e progressista; angelico e demoniaco; bellissimo e storpio; seduttore e sedotto; trionfante di fisicità e inibito dall’handicap; maschile e femminile; poeta e soldato; romantico e post-moderno; credente e ateo; pragmatico e speculativo.

Così il regista Marco Filiberti rappresenta a Jesi il personaggio di Lord Byron - George Gordon Byron (1788-1824), uno dei più importanti poeti romantici inglesi, morto in Grecia dopo aver aderito come volontario alla guerra d'indipendenza ellenica. Nel 1812, alla Camera dei Lords, scandalizzò Londra per il famoso intervento a difesa degli operai accusati di aver manomesso i telai dell’industria tessile presso la quale lavoravano, un discorso modernissimo che ricorda le lotte sindacali di questi giorni.

“Byron’s Ruins”, nuovo spettacolo teatrale scritto e diretto da Marco Filiberti, debutta in prima nazionale mercoledì 25 gennaio alle ore 21 al Teatro Studio “Valeria Moriconi” di Jesi, con replica giovedì 26 gennaio e venerdì 27 gennaio alle ore 21. Al centro dell’accadimento teatrale in un prologo e due atti è l’opera poetica e l’esperienza biografica di Lord Byron, una delle più sconcertanti avventure conoscitive nelle quali oggi si possa incorrere, emblema del disagio della contemporaneità.

Lo spettacolo è una nuova produzione della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi e del Centro Studi e Attività Teatrali V. Moriconi, in collaborazione con Amat Associazione Marchigiana Attività Teatrali e Teatro Stabile delle Marche nell’ambito del Progetto REFRESH! Lo Spettacolo delle Marche per le Nuove Generazioni a cura di CMS Consorzio Marche Spettacolo.

“Byron’s Ruins” è un Work in Progress che si declina in diverse esperienze e che prevede il suo punto di approdo più completo nella realizzazione del film Lord Byron - The pilgrim of eternity, attualmente in sviluppo a Los Angeles, e la cui sceneggiatura è firmata da Filiberti assieme a Davide De Bona.

Protagonisti dello spettacolo sono Giovanni Scifoni (Byron), David Gallarello (George), Enrico Roccaforte (The Showman), Niccolò Tiberi (Caino), Gabriele Gallinari (Shelley) e Gianluca D'Ercole (Fletcher). Le scene sono di Benito Leonori, i costumi di Patricia Toffolutti, le luci di Alessandro Carletti, il suono di Marco Benevento.

Regista, attore, scrittore e cantante con un’ampia esperienza in campo teatrale e cinematografico, noto al pubblico per film quali “Il Compleanno” (2009) e “Poco Più di un Anno Fa – Diario di un Pornodivo” (2003), Marco Filiberti torna al teatro con “Byron’s ruins” – che il regista e autore definisce un accadimento scenico – dopo la sua personale rivisitazione dei poemi cavallereschi nel 2006 (“Le donne, i cavalier, l’armi pietose canto”).

Nello spettacolo, spiega Marco Filiberti “il pellegrino dell’eternità, da solitario e sdegnato eroe, si propone nel deserto post ideologico contemporaneo con un forza profetica inaudita. Quel disagio, un tempo vissuto come epitome di ogni tensione romantica, si materializza nel malessere spaesato dell’uomo occidentale, costretto a pellegrinare in una no man's land di stordente autismo pervasa da segnali apocalittici. Nel suo viaggio, Byron anticipa ed affronta alcuni tra i grandi temi contemporanei: lo stupro dell'uomo sulla Natura e sulla Storia, il rapporto tra individuo e massa, la relazione tra religioni professate e autentiche istanze spirituali, i confini del lecito e del moralmente accettato, la sessualità come forma cognitiva, il concetto stesso di Democrazia e la sua stessa messa in discussione”.

Il testo e l’impianto drammaturgico, strettamente imparentati con la sceneggiatura cinematografica, si declinano in una polimorfia linguistica e morfologica tesa a costruire un setting collettivo dal quale nessuno si potrà considerare escluso: attraverso Byron ci chiederemo chi siamo davvero e da che parte ci vogliamo porre nel lacerante dualismo antropologico che bussa alle porte delle coscienze nelle società post capitaliste.

Nell’accadimento teatrale, a mettere sotto processo Byron, come uomo e come poeta, nelle sue ultime ore di agonia è la Storia (in pratica il Diavolo in persona, con tutti gli strumenti con i quali domina il Tempo Umano) che con la sua distruttiva e opportunistica funzione si insinua subdolamente per schiacciare definitivamente l’utopico volo del pellegrino dell’eternità provocandone l’ultima spietata resa dei conti.

Nella spietata lotta faustiana contro i propri fantasmi e con addosso lo sguardo di un’umanità stupita e giudicante, la prometeica figura di Lord Byron si erge sopra ogni dissidio attraverso ciò che di più autentico e struggente lo consegna finalmente a se stesso e alla storia: la sua poesia.

BIGLIETTI
posto unico: intero € 12 / ridotto € 8 / scuole € 5

INFORMAZIONI
Biglietteria Teatro G.B. Pergolesi Piazza della Repubblica, 9 - 60035 Jesi (AN)
dal mercoledì al sabato 9.30-12.30 e 17-19.30 e da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo presso il Teatro V. Moriconi
tel. 0731 206888 - fax 0731 224105 - biglietteria@fpsjesi.com
www.fondazionepergolesispontini.com

articolo pubblicato il: 24/01/2012

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