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teatro
"Sulle spine"

a Palazzo Santa Chiara di Roma


PALAZZO SANTA CHIARA
dal 27 gennaio al 26 febbraio 2012
Piazza di Santa Chiara, 14 - tel. 06 6875579
orari spettacoli: dal Venerdì al Sabato ore 21, Domenica ore 18
costo del biglietto da € 22 a € 15

SULLE SPINE
Noir psicologico a tinte comiche

URBANO BARBERINI
e con SERGIO VALASTRO
testo e regia di DANIELE FALLERI

Franca Valeri ha scritto: “SULLE SPINE è uno spettacolo molto comico e molto crudele, molto quotidiano e abbastanza surreale per privilegiare nello spettatore il divertimento come sarebbe la formula della vera comicità teatrale.”

‘Noir psicologico a tinte comiche’ è la definizione che meglio descrive il genere di questa pièce teatrale. Si parte da spunti di realtà oggettivamente drammatici raccontati attraverso il filtro di un’ironia schietta e travolgente.

La trama si dipana attraverso situazioni probabili, ma imprevedibili tanto da spiazzare continuamente lo spettatore con una serie di colpi di scena che fanno assumere alla storia una parvenza di thriller.

Silio, aspirante attore sessualmente incerto, dopo aver trascorso l’intera vita alla ricerca continua di un affetto negato decide di prendere in pugno la situazione e di forzare gli eventi a suo favore. Guidato da una lucida follia modifica i destini della propria famiglia passando indenne attraverso situazioni ai limiti dell’attacco cardiaco.

Il copione teatrale SULLE SPINE - Noir psicologico a tinte comiche è pubblicato dalla Casa Editrice TITIVILLUS con una brillante prefazione di Franca Valeri

Introduzione di Franca Valeri
L’autore chiama “noir psicologico a tinte comiche” il dramma SULLE SPINE e mantiene la promessa sino in fondo, partendo dalla forma grafica: il coltello usato in copertina è già pronto per essere immerso in un corpo immobilizzato. Da chi? Evidentemente da tutti quelli di cui il protagonista, unica voce, ha avuto il bisogno di liberarsi per non essere trafitto. Esaminiamo questa liberazione o atto liberatorio che tiene sulle spine noi spettatori-lettori più che il protagonista. I “chi” sono certamente quelli da cui vorremmo tutti affrancarci, perlomeno nella vita, dato che liberarsene prevede una violenza non per tutti necessaria o possibile. Ma lo è per questo trentacinquenne elegante, come è scritto nelle didascalie iniziali, che unisce alle insofferenze universali le insicurezze particolari che portano sia all’analisi che al delitto, o al delirio delittuoso. Sarebbe ufficialmente una tragedia a molti personaggi con molte belle parti da contrapporre al protagonista che potrebbe avere il suo nome nel titolo. Ma è un monologo, adorabile forma teatrale, e si sa che nella solitudine siamo spesso fondamentalmente comici e facciamo delle cose che sono vere per noi e misteriose per gli altri. E qui l’autore ha messo abilmente i tempi del “giallo”. Ma non perde mai di vista il percorso psicologico che porta il suo personaggio a rompere con la vita che “gli diedero”. E’ un sogno? Potrebbe esserlo. Un sogno da non sottoporre al suo psicanalista di cui è anche sognata grottescamente la fine (un momento di comicità irresistibile) nel generale lento disfacimento anche del proprio aspetto. Questa pregevole intuizione, riconoscibile da tutti nella sua sotterranea verità, si fregia in questo “pezzo di teatro” di quel linguaggio quotidiano e immediato che è la vera veste teatrale dell’ironia e del grottesco così da far arrivare agli ignari spettatori-lettori e al loro divertimento il malessere che voleva rappresentare. SULLE SPINE è anche nato da un accordo profondo tra l’autore e l’attore, un sodalizio che ha reso vive tante classiche e fortunate esperienze del nostro affascinante lavoro. E non posso tralasciare di ricordare che nella riuscitissima realizzazione del testo di SULLE SPINE ho trovato un magnifico partner in Urbano Barberini per ormai numerose stagioni di successo sui palcoscenici, senza contare che noi attori, gli autori dobbiamo tenerceli cari e non perderli di vista.
Franca Valeri

articolo pubblicato il: 23/01/2012 ultima modifica: 10/02/2012

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