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speciale voti e bacchettate
parole come pietre
di Vittorio Sordini

Tutti gli spazi dei giornali e nei programmi televisivi di approfondimento politico/economico sono occupati dalla notizia del giorno venerdì 13 gennaio: la Standard & Poor’s ha reso noti gli aggiornamenti sui Rating assegnati ad alcuni stati europei. La situazione che appare è estremamente complessa e si presta a diverse interpretazioni; tuttavia la materia è estremamente semplice se affrontata con la necessaria competenza e con la mente sgombra da qualsiasi condizionamento ideologico.

Le agenzie di rating sono delle entità indipendenti che offrono consulenza in ambito finanziario; più precisamente esaminano, utilizzando pedissequamente i medesimi criteri, le stesse regole e gli stessi strumenti di misurazione, il merito del credito dei soggetti che si sottopongono a valutazione. La valutazione viene espressa con una scala decrescente rappresentativa del merito del credito del soggetto valutato, che parte dalla AAA e finisce con D dove tre A significano assoluta certezza di onorare gli impegni e D conclamata insolvenza.

Con una esemplificazione estrema si potrebbe affermare che le società di rating scattano una fotografia della situazione economico-finanziaria del soggetto valutato. Il voto che viene assegnato sintetizza una valutazione di dati storici che garantiscono un risultato scientifico ed incontrovertibile (naturalmente prendendo per assunto che siano corretti sia il metodo sia i dati raccolti). Le società di rating aggiungono al voto espresso con lettere dell'alfabeto un ulteriore dato che indica la tendenza. Con questo ulteriore dato si intenderebbe indicare se la situazione futura è improntata al miglioramento, alla stabilità o al peggioramento. Questo ulteriore dato trova la spiegazione nel commento che accompagna il voto.

Il criterio attraverso il quale viene determinata l'indicazione della tendenza è estremamente importante, perché dal criterio si desume quale importanza assegnare all'indicazione della tendenza. Se per indicare la tendenza circa l'evoluzione dello stato di solvibilità del soggetto valutato vengono usati soltanto i dati storici, allora dobbiamo notevolmente ridimensionare il valore reale dell'indicazione sul futuro.

Qualora le agenzie di rating cercassero di interpretare la possibilità di cambiamento immaginando e valutando le scelte di coloro che sono preposti alla guida del soggetto valutato, allora si aprirebbe uno scenario alquanto complesso.

Talvolta le parole pesano come le pietre e colui che le pronuncia potrebbe non rendersi conto del danno che procura.

Non rendersi conto è una scusante che non è tollerabile per coloro che hanno responsabilità di vertice, sia nel caso della politica, sia per coloro che hanno responsabilità di governo o si propongono per ottenere questa responsabilità.

Quando l'obbiettivo di discreditare l'avversario non trova nessun freno e si arriva ad accusare l'avversario di aver condotto il Paese alla bancarotta, chi accusa deve anche tenere conto del danno che arreca alla collettività. Per molto tempo si è gridato ai quattro venti che l'Italia era in una situazione insostenibile con le famiglie che facevano fatica ad arrivare alla fine del mese.

Oggi ci troviamo di fronte ad un fatto non discutibile: lo Stato italiano deve pagare un tasso di interesse molto alto rispetto a quello che pagava qualche mese fa per finanziare il debito pubblico. Ai livelli attuali viene valutato che la situazione non sarà sostenibile e la fiducia nell'Italia degli investitori si è notevolmente ridimensionata. Si è generata una crisi di fiducia.

Le ragioni di questa crisi sono numerose e sicuramente non dipendono tutte da responsabilità del governo italiano, ma il pessimo vizio di taluni che non hanno alcuna esitazione a denigrare il proprio Paese anche con il solo scopo di sostituirsi alla guida del governo, sicuramente ha avuto un notevole peso sulla determinazione della situazione attuale. Parole che pesano come pietre.

articolo pubblicato il: 21/01/2012

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