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musica
"6 in jazz"

a Cava de' Tirreni


6 in Jazz – Tributo a Lucio Battisti
Anteprima live venerdì 20 gennaio
Moro – Cava de Tirreni

Un curioso e divertito omaggio a Lucio Battisti, riletto in chiave jazz. Venerdì 20 gennaio alle 22.30, al Moro di Cava de Tirreni, si presenta in anteprima “6 in Jazz – Tributo a Lucio Battisti”. Sandro Deidda (sax tenore e soprano), Guglielmo Guglelmi (pianoforte, Fender rhodes), Aldo Vigorito (contrabbasso), Alessandro Castiglione (chitarra), Pierpaolo Bisogno (vibrafono, percussioni e vibrandoneon) e Giuseppe La Pusata (batteria) danno vita al progetto prodotto da Itinera (etichetta discografica nata dall’esperienza del Pomigliano Jazz) e distribuito da Egea, che presenta una riuscita rilettura di 8 brani della coppia Battisti/Mogol, ormai entrati nell’immaginario collettivo. Da “Prendila così” a “Emozioni”, da “Amarsi un po’” a “I giardini di marzo”, fino a “Si viaggiare”. Canzoni che hanno fatto epoca e che in questa nuova veste trovano una luce diversa. Spogliato dei testi – che chi più chi meno tutti hanno canticchiato – il disco, registrato e missato da Piero De Asmundis e masterizzato da Bob Fix, va oltre il semplice tributo-amarcord, alternando brani con forme armoniche articolate a composizioni basate su riff di derivazione afroamericana. Otto tracce che pescano nel repertorio infinito del cantante di Poggio Bustone, rilette con eleganza e gusto dell’improvvisazione, ma al tempo stesso semplici e immediate.

"L’idea è nata un po’ per gioco, come una sorta di jam session realizzata con le melodie di casa nostra". Sandro Deidda "Reinterpretare Battisti è stato naturale e divertente: in sala di registrazione abbiamo lavorato come in un live set, senza editing di nessun tipo".
Guglielmo Guglielmi

"Se è vero che il jazz è un contenitore nel quale si possono miscelare ingredienti di varia natura, ecco che Battisti diventa un pretesto per l'improvvisazione. Come Jobim, Van Hausen o un qualunque autore classico o contemporaneo".
Aldo Vigorito

Che differenza c’è tra All Blues e Amarsi Un Po’? Francamente nessuna, se si riesce a considerare entrambe come due standards. E gli “Standards” sono necessari ad un musicista che ha voglia di confrontarsi con dei grandi maestri e nel mentre ..dire la sua, aggiungere o togliere. In questo caso ci troviamo di fronte ad una operazione di sottrazione. Togliere le parole. Quelle parole che hanno raccontato tutto quello che c’era da sapere sull’amore. Toglierle sì, ma riuscirle a cantare nella testa. Così il sestetto “6 in jazz” celebra la canzone. Lo fa assecondando la sua cantabilità, quella per intenderci, che appartiene ad ognuno di noi, almeno a tutti quelli che sono cresciuti con la voce di Lucio Battisti e con la scrittura di Mogol. E’ un disco di jazz, è un disco di standards italiani, che dai falò sulla spiaggia, rito collettivo di una intera generazione, approda ad una maturità altra. Otto tracce che pescano nel repertorio infinito del cantante di Poggio Bustone. Otto tracce rivisitate con eleganza e gusto dell’improvvisazione che non tradiscono il motivo emotivo che la coppia Battisti-Mogol, aveva immaginato tra il ’72 e il 1980. Un omaggio alla Nostra musica e ad uno dei suoi massimi protagonisti, un modo per il jazz di riscoprire anche la bellezza di quegli arrangiamenti – sì è vero, fatti di pochi semplici accordi – ma capaci di mischiare piani emozionali diversi. E le parole?............. Se proprio vi mancano le parole, provate ad improvvisare come noi: “ «Una frase sciocca, un volgare doppio senso, mi hanno allarmato non è come io la penso. No che non vorrei, io sto bene in questo posto, no che non vorrei questa sera è ancora presto. E di notte passare con lo sguardo la collina per scoprire dove il sole va a dormire, senza per questo cadere nelle tue paure gentilmente senza fumo con amore. Abbandonarsi senza più timori senza fede nei falliti amori, l'universo trova spazio dentro me senza nascondersi manifestandosi si può eludere la solitudine e rincorrerti sapendo quel che vuoi da me».”
Carlo Pecoraro

6 In Jazz
Tributo a Lucio Battisti (ITN 020)
Sandro Deidda sax tenore e soprano Alessandro Castiglione chitarra Pierpaolo Bisogno vibrafono, percussioni e vibrandoneon Guglielmo Guglelmi pianoforte, Fender rhodes Aldo Vigorito contrabbasso Giuseppe La Pusata batteria

1 Con il nastro rosa 7,14 2 Prendila così 6,28 3 Emozioni 5,53 4 Si viaggiare 5,52 5 Aver paura di innamorarsi troppo 6,45 6 I giardini di marzo 6,00 7 Amarsi un po’ 8,02 8 Perché no 5,39 Totale 51,59

Tutti i brani sono di Battisti/Mogol Registrato e Missato da Piero De Asmundis, il 5, 6 e 7 settembre 2010, a “Hypnocampo studio” Napoli Masterizzato da Bob Fix Prodotto da Onofrio Piccolo per Itinera Note di Carlo Pecoraro Grafica di Michele D’Uva Foto di Isabella Guglielmi

articolo pubblicato il: 19/01/2012

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