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teatro
"Italia Belpaese"

a La Riunione di Condominio di Roma


22 e 23 gennaio ore 21.00 - ROMA
ITALIA BELPAESE
di e con Laura Graziosi

Se ti mettono nome Italia e il tuo cognome è Belpaese potresti avere dei momenti di confusione identitaria e, soprattutto se sei una bambina, credere che ultimamente molti ce l’ abbiano con te. E allora hai paura, che ti abbandonino per andare a vivere da un’ altra parte, che ti dividano e facciano a pezzettini come fossi un bambolotto. Cosi’ ti arrabbi, piangi ma ridi pure, come vuole l’ istinto, Italia non puo’ capire i discorsi degli adulti ma soltanto ascoltarli e trasportarli in maniera grottesca e senza filtri nella propria Italia in miniatura.

Dove: La Riunione di Condominio Via dei Luceri 13 zona San Lorenzo ROMA

Laura Graziosi, artista diplomatasi presso la Scuola del Teatro Stabile delle Marche, cofondatrice della Compagnia Vicolo Corto, autrice e attrice di spettacoli apprezzati. Questo nuovo lavoro, concepito in occasione del 150 anniversario dell’Unità d’Italia, è un monologo divertente, spiritoso e sottilmente amaro, che, con arguzia scintillante e insieme con umanissima attenzione, si addentra nel travaglio interiore di una bambina il cui nome è Italia Belpaese. Una condizione, questa, che la pone in un angoscioso stato di confusione identitaria e nell’inquietante presentimento di venire abbandonata o fatta a pezzettini come fosse un bambolotto. Nel fitto buio del teatro è il suo viso a parlare, i suoi grandi occhi, spalancati, come se da essi stessi scaturisse la voce del disagio di chi cerca di orientarsi nella selva sconclusionata dei discorsi degli adulti. Parole di cui si nutre voracemente senza riuscire a digerirne il senso e che, pertanto, le generano uno stato di pesante imbarazzo. La passione per il progetto, l’impegno profuso e la generosità di Laura Graziosi riescono a tradire emozioni che giungono dirette al pubblico, la cui attenzione viene traghettata, con coinvolgente vigore comunicativo, in un microcosmo di sensazioni e interrogativi. A conquistare sono in fondo proprio i passaggi più amari, quelli che non arretrano dinanzi alla nuda realtà del nostro Belpaese, ma la evocano con una sincerità stupita che va al di là del semplice sarcasmo e della falsa ironia, per toccare qualcosa di vivo senza cadere nella retorica. In una giocosa e suggestiva metafora che inchioda lo spettatore dinanzi alle proprie convinzioni a chiedersi il vero significato della parola cittadino italiano.
Gian Paolo Grattarola

articolo pubblicato il: 18/01/2012

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