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editoriale
un personaggio fuori dal comune
di G. V. R. M.

Manuel Fraga Iribarne, l’unico ministro della Spagna franchista che ha seguitato a far politica per decenni, è stato sepolto accanto alla moglie nel cimitero di Perbes, la località della Galizia in cui passava le sue estati.

Con la morte di don Manuel, l’unico politico che veniva chiamato “don” dai giornalisti galiziani, scompare uno dei protagonisti della politica spagnola dell’ultimo mezzo secolo. Fraga, mancato ad ottantanove anni per complicanze respiratorie, sopravvisse alla fine della dittatura, fu tra i padri costituenti spagnoli, fondò Alianza Popular, poi divenuta l’attuale Partido Popular, ed è stato senatore fino alle ultime elezioni politiche, riuscendo anche a vedere il ritorno al potere del PP.

Era indubbiamente un uomo di grande personalità, che aveva promesso di far politica fino al suo ultimo respiro e la faceva cercando sempre di battere qualche record, come quello di macinare, in campagna elettorale, più chilometri degli altri, di tenere più discorsi, di stringere più mani; era anche capace, per non offendere i suoi sostenitori, di fare due lauti pranzi a mezz’ora di distanza uno dall’altro, come gli accadde una volta o, in un’altra occasione, fare il giro di diverse cantine senza accusare il minimo disturbo.

Quando il regime franchista, in seguito ad una lotta interna, lo mandò nell’esilio dorato di ambasciatore a Londra, si vantò di aver fatto nella realtà quello che è un dovere di un ambasciatore soltanto sulla carta: fu l’unico che compì il teorico obbligo diplomatico di visitare tutti i suoi colleghi accreditati, più di cento, compreso, ricordava compiaciuto, l’ambasciatore dell’isola di Tonga.

Fraga era balzato alle cronache internazionali nel 1961, quando era il giovane ministro delle comunicazioni (fu lui ad abolire la censura preventiva, esercitando però tranquillamente l’attività di confisca delle copie di giornale con articoli sgraditi). Quando si temeva l’inquinamento nucleare per un’atomica americana caduta al largo di Palomares (vedi "caddero bombe e il ministro fece il bagno") non esitò a fare il bagno per dimostrare la sicurezza della costa.

Avrebbe voluto essere lui il leader del PP, ma non gli riuscì e nemmeno riuscì ad imporre Isabel Tocino al posto di Aznar. Strana questa sua battaglia in favore di una donna da parte di un uomo che aveva detto ad un’avversaria che l’unica parte interessante del suo discorso era la scollatura. Ritiratosi dalla politica nazionale, almeno in veste di protagonista, fu per molti anni il governatore, quasi un padre padrone, della sua Galizia.

Fu uomo dalle molte ombre; dietro il contestatore dall’interno del regime franchista sembra ci fosse colui che aveva ordinato la strage di Montejurra, quando giovani carlisti che manifestavano per una monarchia di Carlos Hugo furono assaltati da una grossa squadraccia, sembra di fascisti italiani in trasferta. Franco voleva una monarchia “liberal-isabelina” con Juan Carlos, non si sa in base a quali motivazioni ideologiche, e non voleva carlisti tra i piedi.

Luci ed ombre di una personalità fuori del comune, da qualsiasi parte politica la si osservi.

articolo pubblicato il: 17/01/2012

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