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ma c'è ben altro
di Domenico Massa

Sfogliando i più accurati vocabolari di italiano non se ne trova traccia, tuttavia “ e quant’altro” è presente con prepotenza nel lessico di moltissimi personaggi che si occupano di comunicazione o che sono interessati a comunicare a un proprio punto di vista o una qualsiasi tesi. Il modo di dire dovrebbe corrispondere a quello che nello scritto viene rappresentato con una serie di puntini. Appare ovvio che il ricorso ai puntini è estremamente raro o almeno lo dovrebbe essere. Altra frase nocciolo, mutuando il concetto dall’anglosassone, è : “ ma, c’è ben altro”. Questa frase ricorre con insistenza durante i dibattiti con sottostante tema di carattere politico o politico/economico. “La Guardia di Finanza ha fatto bene ad andare a Cortina, ma c’è ben altro”. “Bisogna diminuire la spesa per lo svolgimento dell’attività connessa al corretto funzionamento dell’attività legislativa e di governo della repubblica italiana! Si ma c’è ben altro”. La frase in questo delicatissimo momento della vita dell’Italia viene ripetuta ben oltre il livello in cui procura la nausea. Ogni qualvolta un soggetto indica il proprio punto di vista circa i programmi per la soluzione di un problema, si alza l’indice di qualcuno che afferma:”si, si sono d’accordo, ma c’è ben altro”. Il vero problema che dietro il “c’è ben altro” alla fine si nasconde l’immobilismo e la conservazione dello status quo antea.

Una cosa è certissima: questa volta o si agisce subito e senza commettere errori o le conseguenze si presenteranno a stretto giro sotto gli occhi di tutti. Il problema è mettere d’accordo tutti sul punto da cui iniziare. E’ veramente strano che non si riesca a trovare la quadra. E’ veramente molto strano, perché oltre cinquanta anni fa in una ridente e storica cittadina del centro Italia, un maestro elementare che amava dispensare consigli quando richiesti e anche quando egli stesso riteneva fossero necessari aveva trovato un rimedio certo a questo problema. Egli, quando un alunno esternava la propria difficoltà nel trovare una soluzione ad una serie di problemi complessi, ad esempio: “Il lunedì mattina devo arrivare in classe con i compiti fatti, ma il sabato sera non posso, la domenica mattina devo andare con il mio papà, il pomeriggio vorrei andare al cinema”, spiegava loro che era necessario porre attenzione ed usare una tecnica che indirettamente avrebbe dettato la soluzione. “si prende un foglio di carta, si traccia una croce al centro del foglio in modo da dividerlo perfettamente in quattro parti e si dà un titolo ad ognuna delle quattro parti. La prima, quella in alto a sinistra del foglio, si chiamerà cose importanti e urgenti; procedendo in senso orario la seconda si chiamerà cose non importanti e urgenti; la terza cose importanti non urgenti; la quarta ed ultima cose non importanti e non urgenti.

Se anche coloro che hanno la responsabilità di governo nel rispetto del mandato di rappresentanza ottenuto da questo Paese avessero riempito il foglio senza troppe chiacchiere, oggi non si sarebbe a questo punto e soprattutto ci sarebbe chiarezza sui programmi e si conoscerebbero con chiarezza le idee di coloro che ci rappresentano. Un’ altra cosa è certa: ai mercati non è piaciuto come sono stati svolti fin ora i compiti a casa dall’esecutivo italiano, perché oggi il differenziale con i titoli tedeschi è ancora sopra i 500 punti. Il segreto sta tutto nel foglio diviso in quattro dell’esecutivo. Cosa sarebbe necessario mettere al primo posto tra le cose da fare? Sicuramente ognuno ha, giustamente, la propria opinione in merito. Per questo esecutivo la cosa più importante da fare è stata una nuova riforma del sistema pensionistico ed un incremento del carico fiscale, un parziale blocco della rivalutazione delle pensioni e l’estensione a tutti del sistema contributivo a decorrere dal momento dell’entrata in vigore della norma. Vedremo cosa metteranno nella seconda casella.

Sarebbe utile che ciascuno di noi si impegnasse nell’esercizio che raccomandava il maestro e potrei scommettere che per la quasi totalità degli italiani al primo posto ci sarebbe il drastico taglio ai costi della politica, la lotta alla corruzione, lotta all’ evasione e ancora il riconoscimento da parte dell’Europa della qualità del nostro punto di vista per la soluzione dei problemi comunitari. A questo punto sarebbe estremamente facile orientarsi nella scelta di coloro che intenderemmo scegliere come rappresentanti. Ognuno dovrebbe avere il proprio foglio diviso in quattro parti e renderlo pubblico senza se e senza ma. Utopia? Forse si, ma ci salveremmo.

articolo pubblicato il: 10/01/2012 ultima modifica: 03/02/2012

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