Regione Marche – Assessorato alle Politiche Giovanili
Associazione Compagnia Sineglossa
in collaborazione con Teatro Rebis
con il sostegno di
Confindustria Giovani – Ancona | GGF Group
partners
Comune di Ancona, Comune di Fermo, Comune di Macerata
Università degli Studi di Macerata
AMAT
S c u o l a d i
Visioni del contemporaneo
Anno I: AGGUATI
gennaio | giugno 2012
ANCONA | FERMO | MACERATA
È un’inedita Scuola di Visioni del contemporaneo quella che si svolge da gennaio a giugno 2012 ad Ancona, Fermo e Macerata grazie al finanziamento dell’Assessorato alle Politiche Giovanili della Regione Marche su un progetto dell’Associazione Compagnia Sineglossa in collaborazione con Teatro Rebis, con il sostegno di Confindustria Giovani – Ancona e di GGF Group e la partnership di Comune di Ancona, Comune di Fermo, Comune di Macerata, Università degli Studi di Macerata e AMAT.
“Un progetto finanziato direttamente dalla Regione che crede fortemente nei giovani e nel loro ruolo propulsivo nella società”: lo ha detto l’assessore alle Politiche Giovanili, Serenella Moroder, intervenuta alla presentazione alla stampa di Scuola di Visioni del Contemporaneo che si è tenuta oggi nella sede regionale. “Un’idea illuminata che abbiamo accolto e sostenuto perché dà vita, attraverso l’arte, alla partecipazione attiva delle nuove generazioni alla res publica. È la stessa finalità della nuova legge regionale in materia di politiche giovanili (recentemente approvata) e del progetto ‘I giovani C’entrano’: intendiamo favorire il percorso dei giovani per renderli protagonisti e sostenerli nel loro compito di ricerca di autonomia. La legge è trasversale: attraverso politiche di settore prioritariamente rivolte ai giovani intende contribuire alla costruzione di una comunità partecipata”.
La Scuola di Visioni vuole essere un percorso formativo sui linguaggi del contemporaneo, un laboratorio per ragazzi dai 18 ai 29 anni ideato e condotto da 6 artisti – Federico Bomba, Andrea Fazzini, Luca Luzi, Sabrina Maggiori, Stefano Sasso e Alessia Tripaldi - che incrociano le proprie competenze - teatro, paesaggio sonoro, scrittura, fotografia, arte pubblica, performance - per stimolare i partecipanti verso una nuova pratica creativa. Non si pone l’obiettivo di formare figure specializzate in un determinato settore dei mestieri dello spettacolo, ma intende sviluppare nei partecipanti uno sguardo critico sui rapidi processi di trasformazione del contemporaneo, attraverso lo studio e la messa in pratica di grammatiche artistiche innovative.
Le più grandi strutture imprenditoriali, infatti, riconoscono il profondo contributo che l’arte contemporanea, in quanto strumento di critica del noto, apporta allo sviluppo della ricerca e dell’innovazione negli ambiti più disparati: dall’ingegneria elettronica alla biomedica, dai nuovi strumenti di marketing alla progettazione di nuovi sistemi per la produzione di energia rinnovabile. Sviluppare lo sguardo critico significa aumentare l’occupabilità dei giovani. È proprio per questa ragione che Confindustria Giovani – Ancona, presieduta da Beatrice Garofoli, e la GGF Group, anch’essa guidata da un Amministratore Delegato sotto i 35 anni, Guido Guidi, hanno deciso di sostenere economicamente il progetto, ritenendolo un’azione pilota che esplora nuove modalità di fare formazione e aumenta le possibilità di sviluppo nel settore privato.
Negli ultimi vent’anni si è assistito, in molti ambiti sociali, ad un forte indebolimento dell’immaginario e dell’immaginazione, spesso depauperati della loro carica da nuovi mezzi di comunicazione e media che non prevedono una riflessione attiva sulle informazioni veicolate. Questo fenomeno ha avuto come risultato un impoverimento del vocabolario comune. I linguaggi del contemporaneo non accettano questa disfatta, ma, anzi, si pongono l’obiettivo di partire dal noto per esplorare l’ignoto ed inventare ipotesi per un futuro migliore, attraverso la sperimentazione di nuove forme di comunicazione. Partendo dalla consapevolezza di tale necessità, il corso si presenta, dunque, sia come un tassello per la formazione del pubblico sia come incubatore di ‘cittadinanza attiva’ in senso lato. L’obiettivo, infatti, è quello di sviluppare le competenze creative dei giovani partecipanti per metterle a servizio di un rilancio della loro partecipazione alla res publica, della fruizione da parte loro di eventi culturali e, non da ultimo, della loro presente o futura occupazione. Più in generale, la scuola ha come priorità quella di fornire occasioni per ricreare un tessuto di relazioni umane attraverso la sperimentazione artistica, soddisfacendo bisogni sociali, di autorealizzazione e di partecipazione.
Il corso è a numero chiuso, per un massimo di 15 partecipanti in ciascuna città. È richiesto l'invio di una lettera o di un video motivazionale entro il 20 gennaio all’indirizzo info@visionidelcontemporaneo.com. Il corso è gratuito, a meno di una quota di 70 euro annuali a copertura di spese assicurative e associative. Le lezioni, bisettimanali, si svolgeranno in orario 18-21.
Info: 327 8223436, www.visionidelcontemporaneo.com
DESCRIZIONE DEL CORSO
Agguati è il tema del primo anno della Scuola di Visoni del Contemporaneo. Una scuola di pensiero e di azioni, che nasce con l’obiettivo di mettersi in ascolto del proprio tempo creando occasioni di trasformazione nel rapporto con l’ambiente e con gli altri. È un percorso teorico e pratico che coinvolge attivamente anche gli ‘insegnanti’, che sono prima di tutto artisti che operano nella sperimentazione dei linguaggi del contemporaneo.
Un Agguato è un attacco sferrato all’improvviso, che disorienta l’avversario.
Agguati è quello che ognuno degli artisti coinvolti nel progetto ha intenzione di fare con i partecipanti: indagare territori stilistici personali e rischiosi, cercando di attacare la propria disciplina con modalità inaspettate e senza adottare modelli stilistici preconfezionati.
Ed è quello che vorremmo fare con i partecipanti: sorprenderli per stimolare nuove prospettive e modalità di comprensione del mondo che ci circonda. Non vogliamo formare fotografi, attori o scrittori, ma rendervi parte attiva di un percorso in cui le singole discipline si fondono al di là dei generi.
Agguati nasce dal desiderio di 6 artisti di estendere la loro personale ricerca alla didattica, di condividere con i partecipanti la propria esperienza professionale, rischi e meraviglie compresi e, per questo, prevede tra insegnanti e allievi una modalità di relazione rizomatica. Il rizoma - che in natura è un tubero che si sviluppa non verticalmente ma orizzontalmente per sopravvivere in climi particolarmente svantaggiosi - rappresenta la metafora di un modo di insegnare e di relazionarsi non gerarchico, né frontale, ma nutrito invece dallo sviluppo creativo dei partecipanti.
Le singole grammatiche di ricerca proposte sono :
teatro – paesaggio sonoro – scrittura – fotografia – arte pubblica – performance
Prendendo queste discipline come punto di partenza, si lavorerà per costruire un percorso interdisciplinare che superari le obsolete distinzioni di genere.
Agguati, inoltre, sono le azioni pubbliche che chiuderanno i percorsi in ognuna delle città in cui si svolge il corso: entrare di soppiatto negli spazi urbani, con i sensi acuiti, per trasformarli e condividere con la cittadinanza un esperimento di pratica artistica inedita.
Alcune informazioni in più sul corso
La struttura si compone di moduli interdisciplinari tenuti da un team di 6 insegnanti. Attraverso metodologie che fanno della rispondenza analogica, della riflessione interdisciplinare, della contaminazione dei generi le cifre di un pensare l’attualità con gli strumenti propri dell’arte contemporanea, Agguati non vuole essere un corso di specializzazione, quanto un percorso di approfondimento di conoscenza dei propri linguaggi espressivi: dunque un percorso declinato non al singolare ma al plurale. Un tipo di ricerca che trae le sue radici da una riflessione filosofica sul significato dell’arte, e che basa la sua pratica a partire da una metodologia comunicativa che procede per multipli, senza punti di entrata o uscita ben definiti e senza gerarchie interne. Un modo di insegnare eterodosso, senza schemi precostituiti, che non sarà basato su programmi schematici a compartimenti stagni, ma vivrà di salti associativi, di relazioni multiple, di assonanze paradossali. Ma allo stesso tempo sarà fondamentale, nell’approccio didattico, l’interazione tra i vari insegnanti, il monitoraggio e scambio reciproco, regolato con incontri propedeutici ai corsi, con materiali di lavoro condivisi e con ulteriori momenti di confronto durante lo svolgimento degli stessi. Ogni insegnante, che terrà attività di docenza in ciascuna delle città coinvolte, incontrerà i partecipanti a ciascun corso per 12 ore. Oltre alle 36 ore di docenza programmata (12 ore x 3 città), inoltre, ciascun insegnante sarà impegnato nell’attività di tutoraggio per la produzione di un elaborato finale.
INSEGNANTI
Federico Bomba (Ancona, 1980) si laurea a pieni voti nel 2004 in Filosofia presso l’Università degli Studi di Bologna e frequenta in seguito il corso di Alta Formazione in Scrittura Cinematografica dalle Performing Arts ‘LUS’, diretto da Marco Muller. Collabora con alcune delle realtà della ricerca teatrale italiana (tra cui Motus) e nel 2006 fonda Sineglossa, gruppo i cui componenti hanno interessi che vanno dalla musica elettronica all’arte pre-rinascimentale, con cui partecipa a Festival di teatro e arte contemporanea in Italia e all’estero. È autore di Camera Verde (2006) – Menzione speciale Premio Iceberg 2007 (Bologna) , Pleura (2007), Pneuma (2007) – Menzione speciale Silent Art Movies (Aosta), UNdo (2008) – vincitore di Nuove Creatività (ETI, ente teatrale italiano), Remember me(2009) -vincitore di Germinazioni e Menzione Speciale della giuria internazionale Premio Vertigine 2010 ed Eresia(2011) con la co-produzione di RomeEuropa Festival, Chantiers temps D’images. Nel 2010 conduce ad Arcevia (An) e Ladispoli (Rm) laboratori per non attori sui linguaggi del contemporaneo. Al momento, con Sineglossa, è in residenza creativa permanente per il quinquennio 2011-2016 presso il Grotowski Institue di Wroclaw (PL).
Andrea Fazzini (Macerata, 1974), si laurea in Storia del Teatro e dello Spettacolo con una tesi su Jean Genet, approfondendo gli studi prima alla Sorbonne di Parigi, poi nelle periferie di Roma. Per alcuni anni scrive narrativa e poesia in riviste nazionali, poi ne dirige una, indipendente, all’interno dell’Università di Macerata. Nel 2000 fonda a Macerata il Teatro Ecate, con il quale realizza come autore e regista diversi spettacoli (Mnemosyne, ispirato a Giordano Bruno, Il Supermaschio da Alfred Jarry, La nave dei folli da Sebastian Brandt). Dal 2002 è regista e direttore artistico del Teatro Rebis, compagnia con la quale dà vita ad un processo di ricerca linguistica nutrito dalla produzione di spettacoli teatrali, l’elaborazione e la conduzione di laboratori dedicati soprattutto alle marginalità sociali, l’organizzazione di festival, rassegne e workshops con maestri internazionali: tutte forme espressive che non rappresentano altro che la tensione verso una lettura personale delle tangenze tra i segni e i simboli del contemporaneo. In questi anni ha continuato a formarsi non smettendo di prestare attenzione ai richiami di Beckett, Artaud, Deleuze, Cèzanne – tra i più “eletti” – e incontrando artisti, più o meno noti, che gli hanno dedicato forme speciali del loro tempo, come Claudio Morganti, Mario Barzaghi, Danio Manfredini, Vincenzo Consalvi – per citare i più “vicini”.
Luca Luzi (Ancona, 1966). Nel 1988 si avvicina alla fotografia e nel 1994 apre il suo primo studio di fotografia pubblicitaria. Dai primi anni novanta si occupa parallelamente di fotografia commerciale e di ricerca. Negli anni ha approfondito lo studio del mezzo e le sue contaminazioni in ambiti paralleli come il cinema e la videoarte. Dal 2000 si occupa anche di produzioni video e di documentari. Nel biennio 2008/09 ha esplorato le tecniche di recitazione a supporto dell'attività registica. Negli anni ha frequentato numerosi seminari e workshops sia in ambito fotografico che cinematografico e tenuto corsi di storia della fotografia e di fotografia espressiva. Dal 2002 si occupa anche di marketing e comunicazione pubblicitaria, in collaborazione con diverse agenzie del territorio. Ha al suo attivo diverse produzioni fotografiche e video sia in ambito artistico che commerciale.
Sabrina Maggiori (Jesi - AN, 1972) intreccia un percorso di studi da storico dell’arte (DAMS. Università degli studi di Bologna) con una formazione da perfomer che mette il corpo e la fisicità al centro della possibilità comunicativa. Nel 2005, con la compagnia Orthographe (Ravenna) e lo spettacolo per camera ottica Orthographe de la physionomie en muovement di cui è coautrice e attrice, è chiamata dal direttore Romeo Castellucci a prendere parte alla 37° edizione della Biennale di Venezia Teatro cui segue una tournée europea e l’invito presso importanti festival di teatro italiani (VIE di Modena, ES. Terni, Dro). Parallelamente intraprende l’attività di progettazione, organizzazione e cura di eventi culturali lavorando a fianco di giovani artisti visivi e compagnie teatrali che danno forma e sostanza alla scena nazionale contemporanea. È del 2007 il concept di Nottenera. Comunità_Linguaggi_Territorio, progetto culturale dal carattere innovativo che porta i linguaggi contemporanei fuori dai soliti circuiti festivalieri per farli incontrare con un territorio specifico e con pubblici eterogenei per formazione, sensibilità, età. Nottenera per ben due anni consecutivi, 2009 e 2010, vince il bando Cohabitat della Provincia di Ancona come miglior progetto culturale. Nel 2009 è chiamata dall’AMAT a coordinare il progetto MATILDE, neonata piattaforma regionale a sostegno dei giovani talenti della scena marchigiana. Dal 2009 è chiamata anche alla direzione artistica del Festival VIVA di Macerata, riconosciuto dal Ministero della gioventù nell’ambito del finanziamento Giovani ricercatori di senso, votato alla promozione della cultura nonviolenta. Nel 2010 per conto dell’AMAT è anche responsabile del Workshop internazionale di arti visive tenutosi a Rosora (AN), tappa italiana del progetto europeo RIVER promosso dalla Provincia di Ancona.
Stefano Sasso (Fasano - BR, 1979) è laureato in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Macerata. Attualmente è docente di Acustica Multimediale e cultore della materia-assistente docente per il corso di Musica per i Media presso la Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Macerata, nonché assistente docente-collaboratore tecnico per il corso di Sound Design presso l’Accademia di Belle Arti di Macerata.Ha lavorato in qualità di autore della colonna sonora o autore dei suoni elettronici per vari autori e videoartisti italiani ed internazionali (Carloni-Franceschetti, Simone Massi, Michal Kosakowski, Julia Gromskaya, Mara Cerri, Chiara Sambuchi tra gli altri). Le opere da lui sonorizzate hanno ottenuto diversi riconoscimenti e nomination per la miglior colonna sonora in Italia ed all’estero (selezione ufficiale La Biennale di Venezia - Venezia, premio Renzo Kinoshita – Hiroshima International Film Festival, nomination per miglior colonna sonora Les Lutins du Court Metrage - Paris, 1° premio Trickfilm - Stuttgard, Menzione speciale al Zagreb Animafest - Zagabria, 1° premio al Anim'est – Bucarest, 1° premio Siena International Film Festival, 1° premio Corto Dorico – Ancona, 1° premio Fano Internazional Film Festival - Fano tra gli altri). Ha lavorato per diverse case di produzione in Italia (Jolefilm produzioni, La Biennale di Venezia, UBIK film Production) e all’estero (ARTE’ France, CNC France, Sacrebleu Production, LAVAfilm Berlin production, Kosakowski Prod.) Ha inoltre collaborato con enti internazionali e nazionali (come la China Central Radio Station e la Fondazione Cineteca Italiana, Milano) ed ha lavorato con diversi artisti nazionali ed internazionali (tra i quali Marco Paolini, John De Leo, Goran Mimica e Joseph Denise). Interessato all’interazione della musica dal vivo con altri mezzi espressivi nella dimensione della live performance ha partecipato a festival teatrali come Santarcangelo dei Teatri – Santarcangelo di Romagna, La Biennale di Venezia e Napoli Fringe Festival.
Attualmente collabora anche con il Teatro Rebis seguendo come musicista dal vivo gli spettacoli Di Una Specie Cattiva e Io Non So Cominciare.
Alessia Tripaldi (Manduria – TA, 1980) si laurea col massimo dei voti in Scienze Politiche con una tesi sperimentale in Teorie e Tecniche del Linguaggio Cinematografico presso l’Università Cesare Alfieri (Firenze, 2004). Frequenta il Corso di Alta Formazione in Scrittura Cinematografica dalle Performing Arts ‘LUS’, diretto da Marco Muller (Bologna, 2005), e il Laboratorio di drammaturgia teatrale condotto da Chiara Lagani, drammaturga e regista della compagnia “Fanny&Alexander” (VolterraTeatro, ed. 2005); è corsista presso l’XI Corso di Formazione e Perfezionamento per Sceneggiatori SCRIPT, presso RAIFiction (Roma, 2007). L’esperienza come autrice spazia dalla letteratura (finalista al Premio Letterario Inedito, edito dalla casa editrice Baldini&Castoldi, 1999), al teatro (co-autrice dello spettacolo Camera Verde, realizzato dalla compagnia Sineglossa, Menzione speciale Premio Iceberg 2007, Bologna), alla sceneggiatura televisiva e cinematografica (dopo aver lavorato come dialoghista/storyliner per Mediavivere, firma diverse sceneggiature, tra le quali Terrore sui quartieri, attualmente in fase di produzione presso la Orisa Film, Roma, 2007-2009).
articolo pubblicato il: 16/12/2011