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teatro
"Al solito posto"

Teatro Tordinona


Nel bar di periferia della Signora Checca, un gruppo di clienti abituali di varia estrazione sociale, si vedono per il solito giro di carte ed il solito goccetto, commentano tutto e tutti, deridendo gli altri avventori del bar, sognano tramando, finchè una sera …. ritengono di aver trovato l’espediente che consentirebbe loro di “svoltare” e di tornare a “stravivere”. Per la regia di Gennaro Di Domenico, “Al solito posto” è una commedia dove ogni singolo personaggio insegue più di un obiettivo, pronto a mutare il proprio comportamento rispetto alle diverse situazioni.

Gli autori Franco Ignazio Palumbo, Gabriella Rossini e Giulio De Nicolais si pongono come reazione vera e propria agli schemi classici del fare teatro tradizionale e questa loro trasgressione è la caratteristica più originale: non amano isolare un personaggio tanto da renderlo protagonista, o tanto da subordinargli l’intera vicenda.

Gli autori intendono riproporre sul palco quella realtà disordinata e molteplice, che caratterizza la vita quotidiana vissuta, quella del bar rionale della Signora Checca, (Donatella Cotesta) appunto, dove i nostri personaggi, si vedono ogni giorno. Tra loro c’è chi la vita la conosce bene, come Arturo (Gennaro Momo) ex cuoco di un nobile signore e Vanna Cesarini (Gabriella Rossini), la “stilista”, ora caduta in disgrazia, sognando un lavoro onesto ma ben remunerato, sopravvive intanto sulle spalle di giovani illuse “modelle” dell’Est. C’è chi la vita onesta se l’è dimenticata da un pezzo come Lucrezia Del Grande (Ornella Guattari), che cerca “la svolta” della sua vita, ma sopravvive con i facili proventi del piccolo spaccio di sostanze stupefacenti. Ma la partitella di tanto in tanto “Al solito posto” se la va a fare anche chi lavora onestamente come Romolo Monti (Manuel Ricco), giovane attore drammatico, attratto dalla simpatia della signora Checca, la padrona del bar “Al solito posto”, romana verace, persona concreta e grande lavoratrice.

Sono il rinvenire un documento importante appartenente a Giorgio Lopresto, milanese, esperto commercialista fiscale che entra per errore nel bar, ed una fortuita omonimia, gli elementi che fanno nascere nei tre l’idea di ordire una truffa ai danni della Comunità Europea: è questo l’espediente nuovo che ritengono, consentirebbe loro di “svoltare” e di tornare a “stravivere”. La fortuna non sarà, giustamente, dalla loro parte e per qualche giorno, “Al solito posto”, chi lavora e vive onestamente come Checca, Romolo e la bella giovane attrice Lory (Sara Pompili), respirerà aria un po’ più pulita, ma….

La commedia divertente ha anche dei risvolti drammatici, per chi sappia ben osservare alcuni personaggi, soprattutto quelli femminili come Vanna Cesarini e Lucrezia Del Grande. Sono due donne di una certa età che raccontano in scena di aver vissuto agiatamente un tempo, e poi di essere cadute in disgrazia. Vanna e Lucrezia non sono manovalanza della malavita organizzata, sono state invece condotte da eventi disgraziati, come la separazione per l’una e un fallimento familiare per l’altra, ad abbracciare attività poco lecite, essendo tra l’altro fallito un loro ulteriore tentativo di dar vita a iniziative commerciali, come l’Atelier di moda di Vanna. A loro che non erano state in grado di accettarsi durante la crisi personale, a loro che si sono trovate sole ad affrontare gravi disguidi economici, vittime dell’ usura, la nostra società non è stata in grado di offrire alcuna occupazione degna, in quanto Vanna e Lucrezia erano troppo anziane per poter sperare di essere assunte ed inserite agevolmente nel mondo del lavoro. Entrambe vedono, erroneamente, in una truffa finanziaria pianificata da Arturo, la possibilità di chiudere con questa “vitaccia” tornando al “bel mondo” ed in questo, intravedono anche la possibilità di riabilitare se stesse.

“Al solito posto” è fare teatro trasgressivo?

La disobbedienza alle forme, la non disciplina alle regole del linguaggio spesso volutamente sboccato e dialettale, riflettono l’agonia di questa nostra epoca attuale contraddittoria e socialmente tragica, soprattutto per la latitanza dei valori fondamentali, che fa vedere nel male come può essere una “truffa” l’occasione per redimersi: sono consuetudini queste che pur non essendo il patrimonio morale e culturale degli autori, rendono tuttavia più vera, comica e drammatica la rappresentazione.

Viste le sue caratteristiche polemiche e legate all’attualità, la rappresentazione romana “Al solito posto” di Franco Ignazio Palumbo, Gabriella Rossini e Giulio De Nicolais abbatte ogni distanza fra lo spettacolo ed il pubblico, tra scena e attualità, e di conseguenza la commedia si immerge completamente nel mondo della Roma reale.

Gli Autori della commedia

Gabriella Rossini è nata e vive a Roma dove svolge la sua attività di logopedista. Dal 2000 ha intensificato la sua seconda attività di scrittrice di narrativa e poesia, vincendo vari concorsi a livello nazionale (Premi Accademio G: Belli 2000, 2004, 2006, Premio maio Dell’Arco 2006), e pubblicando poesie per le Edizioni Aletti e per la rivista La Voce Romana. L’autrice ha anche affrontato la scrittura teatrale e la recitazione, mettendo in scena, come autrice ed attrice “ La Vacanza” a Roma, nel Maggio 2008.

Giulio de Nicolais è nato e vive a Roma dove svolge la sua attività di giornalista. Dal 2002 collabora con testate giornalistiche italiane, americane ed ucraine, tra cui L'Opinione, La Discussione, Il Meridiano, Agenzia Radicale, Forum Ucraina, Romareporter.it , Radio Liberty, Golos. È considerato un esperto in problematiche sociali e politiche dei Paesi dell'Est ed in particolare dell'Ucraina. Ha terminato gli studi universitari in Filosofia, Teologia nel 1987. Per il servizio svolto a favore del processo di liberazione dell'Ucraina, nel 2001 ha ricevuto dall'Accademia Internazionale "Golden Fortuna" che ha sede in Kiev, presso il Ministero della Cultura della Repubblica di Ucraina, la medaglia d'Argento di San Giorgio, III°. È stato premiato nel 2007 dal Comune di Roma come "Giornalista della Multietnicità". Un suo servizio è esposto al Museo di Roma in Trastevere in seno alla mostra - libro “Quando l’immigrazione produce”.

Franco Ignazio Palumbo in arte Franco P. da Ceri. Attualmente vive e svolge la propria attività artistica a Roma, ove si è stabilito fin dal 1953. Dopo varie vicissitudini, in seguito ad una rigorosa selezione, si iscrive al Centro Sperimentale di Cinematografia. Viene chiamato ad operare nel campo dello spettacolo e successivamente dopo varie esperienze è stato il Regista di alcuni film western e polizieschi. Il suo talento di pittore emerge in lui prepotente negli anni Novanta, pur essendo la pittura un punto fermo nella sua vita.

Al solito posto
testi di Franco Ignazio Palumbo, Gabriella Rossini e Giulio De Nicolais
regia di Gennaro Di Domenico,
con Gennaro Momo, Ornella Guattari, Gabriella Rossini, Sara Pompili, Enzo Bonanno, Manuel Ricco, Donatella Cotesta, Eugenio Cardinale
Teatro Tordinona dall’11 al 22 febbraio 2009
Via degli Acquasparta, 16 tel. 06/68805890
Roma

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