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c'era una volta la Posta
di D. B. V.

Nella sagra miope degli egoismi, credete importi a molti cittadini di Roma o di Napoli o, diciamolo senza ipocrisie, di Perugia o di Terni, se Poste Italiane, l'Ente "privato" che millanta "virtuosi" bilanci, chiude ad uno ad uno gli uffici postali dei centri minori, interni e periferici? A noi, sistematici cultori del "modello di insediamento antropico" diffuso sul territorio, interessa enormemente ed oggi siamo felici, insieme agli abitanti di Monteleone di Spoleto, per la sentenza del TAR del Lazio che - reiterando le motivazioni già rese in analoghe pronunce - ha accolto il ricorso del Comune dichiarando illegittima la chiusura a giorni alterni dell'ufficio postale. Naturalmente la sentenza è appellabile e sull'esito non ci sentiamo di giurare, però la motivazione è di robusto impianto di principio, politico e giuridico: "La chiusura di un ufficio postale non può essere disposta solo per ragioni di carattere economico, senza considerare il criterio della distribuzione degli uffici postali o il pregiudizio delle esigenze degli utenti individuando valide soluzioni alternative, a tutela della coesione sociale e territoriale".

Nel 2015 Poste Italiane aveva praticamente cancellato, come in altri comprensori dell'Umbria e d'ogni parte d'Italia, il reticolo degli uffici "minori" più prossimali alle comunità più disagiate. Mentre aumentano vergognosamente i costi dei servizi e.......disservizi postali (ecco le riforme di accentramento per "economie di scala"!), mentre si taglia ogni realtà accessibile con la scusa che "tanto ci sono le procedure telematiche" (tra poco ci chiederanno di fare on line anche i bisogni corporali!), resta da capire a quali servizi di sopravvivenza abbiano diritto le comunità diffuse, laddove frattanto vengono soppressi sportelli bancari, scuole, ambulatori, linee d'autotrasporto, per non parlare della chiusura delle botteghe superstiti (eccetto, manco a dirlo, un punto di vendita di sigarette, marche da bollo, lotterie e "gratta e vinci").

Allora, a costo di ripeterci, partendo dagli uffici postali - per i quali è chiara la possibile alternativa di convogliarvi altre prestazioni d'interesse pubblico facilmente conciliabili - ma allargando l'orizzonte a tutti i rami essenziali, vogliono dire Destre, Sinistre e magari i populisti grillini, a quale radicale inversione di rotta si impegnano a favore delle comunità meno popolose in tutti i servizi pubblici comunque gestiti, dettagliandone misure, coperture e scadenze? Potrebbe essere un tema "vero" su cui confrontare le identità sociali e forse riportare al voto intere comunità sfiduciate. Diciamo subito che le "leggine speciali" con un po' di soldi a pioggia per......microfaraonici progetti locali da far emergere tra le secche finanziarie e burocratiche, non sono la risposta attesa.

articolo pubblicato il: 17/02/2018 ultima modifica: 24/02/2018

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