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teatro
"Cous Cous Klan"

al Teatro Sperimentale di Ancona


Prosegue la Stagione Teatrale 2017 18 di Ancona. Dal 14 al 18 febbraio al Teatro Sperimentale va in scena una delle Compagnia più acclamate degli ultimi anni, Carrozzeria Orfeo, con la loro ultima creazione, Cous Cous Klan.

Carrozzeria Orfeo è considerata dalla critica una delle compagnie più interessanti della nuova scena nazionale, pluripremiata per l'originalità dei testi e degli spettacoli che descrivono, con cinismo, una società distopica e disperata. La compagnia ha costruito il suo successo sul gusto del grottesco, del paradosso e dell'eccesso facendo riferimento, tra gli altri, alla filmografia di Tarantino e dei Fratelli Cohen. Al cinema è in uscita il film tratto da uno dei loro primi successi teatrali: "Thanks for Vaselina". Lo spettacolo "COUS COUS KLAN" è una novità: è stato presentato in prima assoluta lo scorso dicembre al Teatro dell'Elfo di Milano e successivamente al Teatro Eliseo di Roma. I temi trattati sono esistenziali, ideologici e sociali e il linguaggio utilizzato è crudo e senza filtri. Ancora una volta Carrozzeria Orfeo sarà impegnata a fotografare senza fronzoli un'umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta.

Per "L'aperitivo con gli artisti" la compagnia Carrozzeria Orfeo incontra il pubblico sabato 17 febbraio alle ore 18.00 nel foyer del Teatro Sperimentale, conduce l'incontro la giornalista Lucilla Niccolini.

I biglietti per lo spettacolo sono esauriti, si è aperta una lista di attesa. www.marcheteatro.it

dal 14 al 18 febbraio - Teatro Sperimentale uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo drammaturgia di Gabriele Di Luca regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi con Angela Ciaburri (Nina), Alessandro Federico (Aldo), Pier Luigi Pasino (Mezzaluna), Beatrice Schiros (Olga), Massimiliano Setti (Caio), Alessandro Tedeschi (Achille) voce fuori campo Andrea Di Casa musiche originali Massimiliano Setti scene Maria Spazzi, assistente alle scene Aurelio Colombo costumi Erika Carretta luci e direzione tecnica Giovanni Berti, allestimento Nicolò Ghio illustrazione Federico Bassi foto di scena Laila Pozzo coproduzione Teatro dell'Elfo, Teatro Eliseo, MARCHE TEATRO in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana, La Corte Ospitale di Rubiera

In tutto il mondo l'acqua è stata privatizzata. Ormai da dieci anni, fiumi, laghi e sorgenti sono sorvegliati dalle guardie armate del governo, che non permettono a nessuno di avvicinarsi alle fonti idriche. Il divario tra ricchi e poveri è allarmante e mentre i primi vivono all'interno delle così dette recinzioni, ovvero città recintate da filo spinato e sorvegliate da telecamere di sicurezza, i secondi tentano di sopravvivere al di fuori di esse lottando ogni giorno contro la mancanza di cibo e di acqua. In un parcheggio abbandonato e degradato dietro ad un cimitero periferico, sorge una micro comunità di senzatetto, all'interno della quale sono parcheggiate due roulotte fatiscenti. Nella prima ci vivono tre fratelli orfani: Caio, ex prete nichilista e depresso, Achille, sordomuto e irrequieto, e Olga, la sorella maggiore, obesa e con un occhio solo. Nell'altra roulotte ci vive Mezzaluna, precario compagno di lei, un musulmano, immigrato in Italia ormai da dieci anni, che per sopravvivere seppellisce rifiuti tossici per un'associazione criminale di giorno e lavora come ambulante di notte. Presto alla comunità, già logorata da continui conflitti razziali ed interpersonali per la sopravvivenza, si aggiungerà Aldo, un medio borghese, elegante e maturo, che dopo un grave problema famigliare si è ritrovato a dormire per strada. Ma a sconvolgere il già precario equilibrio di questa comunità sarà Nina, una ragazza ribelle e indomabile, un'anima sospesa ed imprevedibile, che si rivelerà al tempo stesso, il più grande dei loro problemi e la chiave per il loro riscatto sociale.

Note di regia Ancora una volta Carrozzeria Orfeo sarà impegnata a fotografare senza fronzoli un'umanità socialmente instabile, carica di nevrosi e debolezze, attraverso un occhio sempre lucido, divertito e, soprattutto, innamorato dei personaggi che racconta. La comune mancanza d'amore dei protagonisti delle nostre storie porta i dialoghi all'eccesso e all'isteria evidenziando gli aspetti tragicomici di esistenze che commuovono e fanno ridere nello stesso istante. I loro tormenti emotivi amplificano il loro aspetto umano, raccontando una realtà spinta all'assurdo che, però, attiene al nostro quotidiano. Uno stile "eccessivo" che, trasformandosi in provocatorio realismo, cerca un divertimento mai gratuito e fine a se stesso. Un punto di vista sul mondo e sul presente nel tentativo di non farsi mai imprigionare dalla retorica o da inutili moralismi. Come compagnia, infatti, portiamo avanti da anni un lavoro di costante ricerca sulla mescolanza dei generi, con l'obiettivo di fondere l'ironia alla tragicità, il divertimento al dramma, in una continua escursione fra realtà e assurdo, fra sublime e banale. Ci interessa muoverci sul fragile confine dove, all'improvviso, tutto può inevitabilmente risolversi o precipitare.

articolo pubblicato il: 14/02/2018

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