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arte e mostre
gioielli dall'Iran
di Manuela Mattei

Presso il Museo Nazionale d’Arte Orientale Giuseppe Tucci, una mostra che mette a disposizione di studiosi ed appassionati le ricche collezioni di archeologia e di arte possedute o custodite nella splendida sede romana di Palazzo Brancaccio, ‘Splendori dall’Iran, gioielli e costumi per 5000 anni di storia’: si tratta di uno dei nuclei più importanti di una donazione ricevuta nel gennaio 2005 che pone in risalto l’oreficeria iraniana dal III millennio a.C. fino al XIX secolo.

Si tratta di reperti di eccezionale bellezza che, per la loro rarità ed originalità, necessiteranno di approfondite ricerche per una precisa datazione e provenienza geografica: in esposizione diademi per la fronte in oro sbalzato o a punzone, con motivi floreali, rosette o piccoli globi o a cerchi concentrici, orecchini a forma di foglie d’oro, dischi per decorare gli abiti, in oro, decorazioni a punzone e alveoli per le pietre dure, anelli fermatreccia a spirale rigonfia ed a triplice spirale, pendenti circolari o a forma di fiaschetta, spilloni, e quant’altro.

Reperti che testimoniano molte delle tecniche della gioielleria più arcaica, dalla granulzione allo sbalzo, la filigrana, la decorazione ad incisione e a punzone, con livelli di specializzazione oggi spesso impensabili da raggiungere.

Accanto all’oreficeria vi è anche una sezione dedicata alla cosmesi: l’uso di essenze profumate e sostanze aromatiche è ampiamente documentato, con bruciaprofumi, contenitori per essenze, fusiformi, a campana, a corpo globulare e alto collo, aspersori per acqua di rose, fra cui ricordiamo quello decorato a grosse gocce a mandorla a rilievo, realizzati in ceramica, ceramica invetriata, vetro, metallo; un contenitore per il kohl ed un eccezionale secchiello con decorazione incisa, ascrivibile al XII secolo.

Accompagna la rassegna, conclusasi da pochi giorni dopo un lungo periodo di proroga, un volume edito da De Luca Editori d’Arte con la quale ha inizio la pubblicazione di una ‘Collana di Documenti’, per non disperdere un patrimonio eccezionale ed in molti casi inedito - presente appunto nella sede romana di Palazzo Brancaccio - che si consiglia di non perdere e proseguire nel tempo con le successive pubblicazioni che certamente, come questa dedicata ai gioielli dall’Iran, saranno di incredibile preziosità ed interesse divulgativo e scientifico.

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