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cronache
è scomparso Valentino Vago

maestro della pittura astratta italiana


La mattina del 17 gennaio, nella sua casa milanese, si è spento Valentino Vago, da oltre sessant’anni uno dei maestri della pittura astratta italiana. L'artista, ottantasei anni compiuti in dicembre, ci lascia a seguito di una lunga malattia che non gli aveva tuttavia impedito di lavorare. Solo negli ultimi due mesi aveva smesso di frequentare il suo studio e la sua più recente uscita pubblica risale allo scorso ottobre, in occasione dell'inaugurazione della mostra Oltre l'orizzonte, nelle due storiche gallerie milanesi Il Milione e L'Annunciata.

I funerali si svolgeranno venerdì mattina alle ore 11 in San Giovanni in Laterano, la chiesa milanese di Piazza Bernini dove Vago aveva realizzato la sua ultima opera ambientale, Il suo Paradiso, come amava chiamarla, terminata nell'estate del 2017.

Nato a Barlassina nel 1931, Valentino Vago frequenta l’Accademia di Brera nei primi anni Cinquanta: suoi compagni di studi sono stati tra gli altri Valerio Adami, Bepi Romagnoni, Kengiro Azuma, Floriano Bodini. Nel 1960 inaugura la sua prima rilevante personale al Salone Annunciata di Milano con una presentazione di Guido Ballo. Tra anni Sessanta e Settanta si succedono personali all’Annunciata e nella galleria Morone 6 di Milano, ma anche da Martano a Torino e Contini a Roma. Nel 1972 vince il XXVI Premio Michetti. In questo stesso anno il suo lavoro è accostato a quello degli esponenti della Pittura Analitica o Nuova Pittura, con i quali peraltro espone nelle mostre “fondative” di questa tendenza, ma senza mai sentirsi totalmente in sintonia con essa. Nel 1980 il Palazzo Reale di Milano ospita un suo intervento ambientale intitolato Tre stanze in scala tonale. L’anno precedente a trasformarsi in una grande opera pittorica tridimensionale erano stati gli spazi della Cassa Rurale e Artigiana della sua città natale, Barlassina, che nel 1982 vedrà anche la chiesa parrocchiale di San Giulio trasformarsi grazie alle campiture blu di Vago. Con gli anni Ottanta giungono anche la prima antologica al PAC di Milano, un ampio consenso internazionale, un’attività espositiva che spazia dall’Europa all'America Latina. Si susseguono inoltre le collaborazioni con architetti e gli interventi in chiese italiane e straniere. Nel 2007 l’artista dipinge i 12.000 mq di superficie della chiesa di Nostra Signora del Rosario a Doha, in Qatar. Nel 2011 Skira da alle stampe i tre volumi di cui è composto il suo Catalogo Generale. Nel 2017 termina l'opera ambientale nella Chiesa di San Giovanni in Laterano a Milano, che intitola Il mio Paradiso. Muore a Milano il 17 gennaio 2018

articolo pubblicato il: 17/01/2018

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