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finanza
il tulipano virtuale
di Domenico Massa

Nell’antichità per far comprendere concetti complessi a cervelli semplici era necessario ricorrere alle “parabole”.

Oggi i cervelli si sono affinati, ma alcuni concetti sono talmente complessi che per raggiungere il grande pubblico e fare in modo che lo stesso comprenda è necessario ricorrere ad “esempi di scuola”.

Oggi il “bitcoin” è entrato prepotentemente nel nostro lessico ed in pochissimi si sono resi conto che da un punto di vista della dizione è impossibile distinguere se si sta parlando della piattaforma o se invece si fa riferimento alla criptovaluta.

E’ necessario procedere con ordine e partire dalle origini, altrimenti è facile scadere in chiacchiere da bar. Il Bitcoin, con la B maiuscola rappresenta la piattaforma che permette di scambiarsi i “bitcoin” con la b minuscola cioè la criptovaluta.

La peculiarità e la straordinaria innovazione della piattaforma permettono di attribuire la proprietà dei bitcoin rendendo impossibile modificare le transazioni appena avvenute.

Il bitcoin non è altro che una moneta di scambio il cui ammontare numerico è ben definito e tende asintoticamente al limite di 21 milioni. La disponibilità di nuove monete cresce come una serie geometrica ogni 4 anni : in questo modo in meno di 32 anni verranno generate tutte le monete.

Appare ovvio che la cripto moneta non è esposta al pericolo di inflazione in quanto il numero delle monete è predefinito e limitato. Appare geniale anche il sistema con cui vengono rilasciati i nuovi bitcoin. Se fossero stati rilasciati contemporaneamente ora ne circolerebbero 21 milioni ed il cambio con l’euro o il dollaro sarebbe sicuramente più basso rispetto alle quotazioni odierne. Quel furbacchione che lo ha inventato ha pensato bene di distribuire nel tempo il rilascio di nuova criptovaluta : così facendo i primi li ha immessi incassando un dollaro; mentre oggi l’immissione di nuovi bitcoin frutterebbe ben altra cifra visto che è scambiato a 5000/6000dollari (si rischia di scrivere cifre a caso vista la volatilità della valuta).

Mi ricorda la “bolla” sul prezzo dei bulbi di tulipano nel 1600; staremo a vedere.

Un fatto è certo: la piattaforma basata sul principio della “catena di blocchi” permette di individuare la sequenza temporale delle transazioni ed attribuisce la proprietà senza la possibilità che qualcuno possa compromettere la transazione e quindi lo scambio.

Probabilmente il “bitcoin” sarà ricordato come un fenomeno temporaneo, per alcuni molto doloroso, per altri meraviglioso; il Bitcoin è destinato a cambiare le nostre vite come è già successo con “internet”.

E’ irritante la superficialità con cui i “media” trattano l’argomento, soprattutto perché focalizzano l’iperbolica valutazione, espressa in dollari usa, attribuita dal mercato ai bitcoin disponibili, senza fare alcun cenno alle argomentazioni che sommessamente mi sono permesso di sottoporre all’attenzione del lettore.

articolo pubblicato il: 12/12/2017 ultima modifica: 30/12/2017

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