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finanza
armi non convenzionali
di Domenico Massa

I nuovi occupati negli USA nel mese di settembre 2017 sono stati 33.000: inferiori rispetto alle aspettative, che ne prevedevano 90.000. Sul dato hanno pesato gli effetti degli uragani. I salari medi tuttavia hanno registrato un incremento congiunturale dello 0,5%, su attese di un +0,3%, confermando le attese di rafforzamento dell'inflazione e dunque di rialzo dei tassi da parte della Fed.

Il dato odierno supporta dunque la previsione di una ripresa dell'inflazione Usa, la cui debolezza ad oggi aveva rappresentato il principale elemento di cautela riguardo l'estensione del ciclo restrittivo della Fed. La probabilità di un rialzo dei tassi nel meeting di dicembre proiettata dai futures sui Fed Fund è ora salita al 93%, dall'83% precedente la diffusione dei dati occupazionali.

Ho più volte ricordato che non è possibile fare confronti tra l’attività della FED e quella della BCE, in quanto pur utilizzando gli stessi strumenti hanno obbiettivi diversi. La FED ha per obiettivo la piena occupazione ed indirettamente effettua un controllo sull’inflazione. La BCE ha per obbiettivo la bassa inflazione: purtroppo gli Organismi Europei si sono preoccupati di dotare la Banca Centrale di strumenti di contenimento, ma non di quelli che potrebbero stimolare la crescita, costringendo il Governatore protempore ad utilizzare quelli che egli stesso chiama strumenti non convenzionali. Il rialzo dei tassi negli Usa aiuterebbe nel controllo della possibile spinta inflattiva e contemporaneamente darebbe un aiuto al vecchio continente. L’aiuto al vecchio continente si concretizzerebbe per effetto dell’apprezzamento del dollaro legato al rialzo dei tassi di interesse. Un euro più debole aiuterebbe i Paesi Europei esportatori.

La ripresa europea è trainata dai Paesi industrializzati del nord e fanno sorridere i trionfalismi di alcuni politici nostrani. C’è ben poco da sperare sotto il profilo della crescita quando non ripartono i consumi interni flagellati dagli effetti della crisi finanziaria. La situazione finanziaria è stata aggravata dalla crisi di alcune banche che hanno distolto risorse dagli investimenti. Un premio Nobel per l’economia una volta disse: «A volte gli economisti in posizioni ufficiali danno cattivi consigli; a volte danno consigli molto, molto cattivi; e talvolta lavorano presso l'Ocse».

Non posso che concordare pienamente: con questa indicazione ho potuto individuare il soggetto a cui Paul Krugman intendeva riferirsi. Oggi vedo questo individuo che interviene nel suo ruolo sempre leggendo comunicati, come se si trattasse di un cronista; dubito che ci possa essere qualcuno, anche tra gli addetti ai lavori che possa capire la sequenza logica, e francamente mi sorge il dubbio che lo stesso relatore non sappia bene di cosa stia parlando.

articolo pubblicato il: 07/10/2017 ultima modifica: 20/10/2017

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