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"L'impresario delle Canarie"

grande successo a Spoleto

di Carla Santini

Ha riscosso un grande successo “L’impresario delle Canarie” andato in scena al Caio Melisso nel quadro del cartellone 2017 dello Sperimentale di Spoleto.

È stato meritato perché quella sinergia auspicata è stata raggiunta ed ha dato vita ad un unicum armonico e godibilissimo anche da un pubblico non necessariamente melomane.

La tipicità e la peculiarità dell’intermezzo, come alleggerimento della tensione, della solennità, del pathos dell’opera seria, sono state rispettate. Questa sorta di boccata d’aria era già presente nel teatro greco, quando era prevista l’alternanza della tragedia con una commedia nell’incalzare frenetico delle rappresentazioni nei periodi prefissati.

Nel rispetto della tradizione del settecento napoletano, che prevedeva cantanti attori negli intermezzi, gli interpreti hanno saputo dismettere gli abiti paludati della tradizione e calarsi in quelli dei guitti alle prese con situazioni comiche se non ridicole. Bene utilizzati anche i due mimi in scena, la cameriera della primadonna e il tuttofare, autentici personaggi con una loro importanza drammaturgica nell’evolversi della situazione. Esilarante la trovata del tuttofare che poggia la lampadina fulminata nella mano protesa in alto dell’impresario intento a dare sfoggio delle sue capacità canore. Simpatica la gag dell'impresario che si siede sul ferro da stiro rovente e spassosa la sua irruzione nell'orchestra per lasciare i suoi "preziosi" biglietti da visita ai vari componenti.

L’interpretazione è stata curata nei minimi particolari, sia dal punto di vista del canto, con le parole perfettamente comprensibili, senza bisogno di sottotitoli o di seguire il libretto sul cellulare, sia da quello registico. Un esempio eclatante è stato il modo comicissimo eppure agilissimo con cui il protagonista saliva le scale o si lanciava in un palco di proscenio, cosa che ai tempi andati, con le stazze dei tenori, non era nemmeno immaginabile.

L’idea del teatro nel teatro non è stata l’ennesima imitazione dell’Amleto, bensì qualcosa di molto funzionale alla drammaturgia. La storia è stata ambientata nel camerino della primadonna, con alle spalle un secondo sipario che si è alzato due volte, mostrando l’interno di un teatro settecentesco in cui si rappresentavano tragedie in musica. La seconda volta è la protagonista che canta l’aria della Cleopatra già inserita da Metastasio nel libretto dell’intermezzo, mentre la prima un soprano in costume da centurione romano canta una romanza della Didone Abbandonata, l’opera della quale l’Impresario delle Canarie costituiva l’intermezzo. Sicuramente la scelta registica è stata ben meditata; ai tempi di Metastasio i costumisti non andavano per il sottile ed un guerriero dei tempi di Enea poteva benissimo vestire come un militare dell’Impero romano, mentre una voce femminile nei panni di un virile eroe dell’antichità era a quei tempi cosa del tutto normale. Ad una rappresentazione veneziana della Didone prese parte il celebre Cavalier Nicolino, cantante “incomodato”, come si diceva pudicamente, per non usare il troppo brutale termine “castrato”.

Un’idea veramente geniale è stata quella di ambientare la storia nel primissimo Novecento, quando l’Opera era ancora lo spettacolo popolare per eccellenza e si trovavano impresari di tutte le carature, per i teatri importanti come per quelli più periferici.

Un’altra trovata è stata quella di far salutare il pubblico da Dorina rimasta in sottoveste, uscendo da dietro un paravento solo in seguito alle insistenze dell’impresario.

Un plauso va a tutti coloro che hanno reso possibile questo spettacolo, dal maestro direttore Pierfrancesco Borrelli, al regista Giorgio Bongiovanni, agli interpreti Paolo Ciavarelli, Ztislava Boćková e Noemi Umani, ai musicisti Diego Moccia, Giacomo Coletti, Margherita Pelanda, Roberta Palmigiani, Matteo Maria Zurletti, Andrea Cesaretti e Irene Corgniale e a tutti gli altri collaboratori, tra i quali la bravissima costumista spoletina Clelia De Angelis.

articolo pubblicato il: 18/09/2017 ultima modifica: 21/09/2017

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