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la fucina dei cantanti

la stagione del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto

di Carla Santini

All’inizio dell’estate, alla presentazione di un libro, provocò notevoli quanto giustificati malumori l’intervento di un giornalista. Costui affermò che prima del 1958, vale a dire prima della nascita del Festival dei Due Mondi, nei teatri di Spoleto razzolavano le galline. Niente di più falso. Dal 1947 Spoleto ospitava il Teatro Lirico Sperimentale, che fin dalla nascita aveva suscitato vasta eco, anche negli USA, per l’idea, allora rivoluzionaria, di preparare i cantanti a muoversi teatralmente sul palcoscenico. Ancora in quegli anni spesso gli interpreti si concentravano solo sul canto, senza preoccuparsi della resa scenica.

Adriano Belli, il fondatore del TLS, già da molti anni organizzava stagioni liriche, portando ripetutamente a Spoleto tenori del calibro di Beniamino Gigli. Ma ”l’Avvocato delle Voci”, come era soprannominato perché curava gli interessi legali di tanti cantanti lirici, aveva a sua volta trovato a Spoleto, città di origine della madre, un ambiente favorevole, popolato da melomani e loggionisti appassionati.

Attuale direttore artistico del TLS è il Maestro Michelangelo Zurletti, già docente di Storia della Musica in diversi Conservatori e per molti anni critico musicale de “La Repubblica”. Il Maestro, nella programmazione di ogni stagione, segue la linea ben precisa di offrire, oltre all’anteprima di agosto “Eine Kleine Domplatz Musik”, una stagione a settembre incentrata su tre spettacoli: un melodramma del grande repertorio, un intermezzo settecentesco ed un’opera nuova, commissionata ad un grande autore contemporaneo o ad un giovane compositore emergente.

L’idea di base di questa scelta, ormai da molti anni, è quella di far esercitare le voci dei contanti anche in modi di cantare diversi da quelli che hanno costituito la loro preparazione nei Paesi di origine, di solito incentrata sui grandi compositori ottocenteschi. L’intermezzo del Settecento, ma ancor di più un’opera del Duemila, obbliga ad esercitarsi in tecniche diverse.

L’opera di grande repertorio quest’anno è la Carmen, che ha portato il Maestro Zurletti alla decisione di affiancare allo staff didattico un esperto di lingua francese. Si dice che i capolavori siano fatti di dettagli; una dizione perfetta è un dettaglio di non poco conto. L’interprete della parte di Escamillo è stato scelto in seguito ad un’audizione esterna al concorso. Escamillo è un baritono particolare che si esprime su registri che vanno dal basso all’acuto, quasi tenore, molto difficile da trovare tra i normali baritoni.

L’intermezzo settecentesco di questa stagione è “L’Impresario delle Canarie”, libretto di Pietro Metastasio e musica di Domenico Sarri, un’operina di squisita fattura, come è nella tradizione del teatro Lirico Sperimentale. Ogni anno non è semplice, per il Maestro Zurletti, trovare un intermezzo in grado di affascinare il pubblico, perché, proprio per la loro funzione, erano spesso scritti in velocità, su testi teatralmente molto deboli. Per “L’Impresario delle Canarie” si è avvalso della nuova edizione critica di Claudio Toscani.

La novità di quest’anno, come sempre in prima assoluta, è “Fammi udire la tua voce”, del compositore Adriano Guarnieri. Il cartellone parla di “Azioni liriche per voci ed ensemble”. Il testo è liberamente tratto dallo stesso Guarnieri dal Cantico dei Cantici. Adriano Guarnieri è un autore riconosciuto a livello mondiale, padrone di una grammatica che unisce tutti i suoni possibili, in un unicum definito da alcuni critici “cantabilità metrica”. Le opere di Guarnieri prevedono l’utilizzo di strumenti tradizionali uniti al live electronics.

Il TLS porterà alcuni spettacoli nelle principali città umbre e dedicherà alcune anteprime agli studenti, essendo anche Teatro Lirico Regionale.

articolo pubblicato il: 24/08/2017 ultima modifica: 01/09/2017

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