torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

finanza
Méditerranée torride
di Domenico Massa

In questa estate rovente si è accesa una disputa tra Francia ed Italia che riguarda il controllo delle aziende che incorporano i così detti “asset strategici” e si analizzano gli errori commessi nel praticare le così dette privatizzazioni.

A tal proposito vale la pena di riportare uno stralcio di un articolo del 1992 pubblicato da La Repubblica a firma Rinaldo Gianola: ”FORSE dovremmo imparare dall'Argentina. Proprio così: nel momento in cui tanto si parla delle privatizzazioni, ma non si capisce come e quando possano essere realizzate, vale la pena prendere in considerazione l’Argentina, un paese per cultura e tradizione molto vicino a noi che in poco più di un anno è riuscito a dare una brusca svolta alla sua traballante economia. Da quando il pragmatico Domingo Felipe Cavallo ha assunto la guida del ministero dell'Economia, affiancato da una pattuglia di giovani collaboratori formatisi ad Harvard, le cose sono cambiate con una velocità incredibile.”

Che fine ha fatto l’Argentina con l’aiuto della “pattuglia di giovani collaboratori formatisi ad Harvard” oggi è sotto gli occhi di tutti. I “media” si prodigano per orientare l’opinione del popolo con lo scopo di avallare indirizzi politici. Purtroppo moltissime volte i risultati dell’azione dei “media” restituisce risultati opposti a quelli che il popolo auspicava. Oggi con il web è possibile, per tutti coloro che sono in grado e vogliono informarsi, avere accesso ad una infinità di informazioni. Una accurata analisi e un buon lavoro di ricerca restituisce un quadro completo ed esaustivo riguardo a qualsiasi argomento si voglia affrontare, con la diretta conseguenza che è possibile il formarsi di una opinione autonoma e consapevole. Tornando all’argomento da cui siamo partiti cioè la disputa tra Francia ed Italia, è palese che trattandosi di asset strategici il controllo non può che essere in capo allo Stato. Lo Stato consiste in un popolo ed un territorio ed una moneta. Qualora si fosse proceduto alla realizzazione dell’integrazione politica tra gli Stati europei, gli asset strategici contesi risiederebbero all’interno dello stesso territorio e farebbero parte della ricchezza dello stesso popolo. Così non è, perché l’integrazione europea non è andata oltre l’adozione di una moneta unica.

A causa delle privatizzazioni fortemente volute da alcuni centri di potere, oggi il controllo delle Società che detengono gli asset strategici rappresenta un problema. Nella disputa tra Francia ed Italia a rischiare di più è l’Italia, poiché il controllo Francese di Telecom consente ai transalpini di detenere il controllo di tutte le infrastrutture connesse al traffico dati e voce oltre agli snodi in fibra ottica che vengono utilizzati.

Carola Fradiani dalle pagine di L’Espresso ci faceva sapere in un’altra estate forse meno calda di questa:” ll Mediterraneo è diventato lo snodo globale dei cavi che trasportano i dati in tutto il mondo: ed è una grande occasione per l'Italia.” Per l’Italia? Non appare credibile, l’Italia è già stata by-passata con il percorso sottomarino fino a Marsiglia dei cavi, che avrebbero potuto seguire il percorso via terra e servire l’intero territorio italiano. Non a caso per la fibra ottica esiste un colpevole ritardo che pesa sullo sviluppo dell’Italia.

articolo pubblicato il: 12/08/2017 ultima modifica: 27/08/2017

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it