torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

spettacolo
"Cuore d'Argentina"

a Teatri di Vita di Bologna


Non solo Maradona o Papa Francesco: ecco l’Argentina che non si è mai vista, in un festival che raccoglie spettacoli di danza contemporanea in prima nazionale, film in anteprima, e ancora musica, fotografia, incontri, cibo... ma senza escludere il tango, anche se in versione “queer”.

E’ “Cuore d’Argentina”, in programma dall’1 all’8 luglio a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 051.566330; www.teatridivita.it/cuoredargentina), nell’ambito di “Best – Bologna estate 2017”, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna, con il sostegno della Regione Emilia Romagna. Il festival si avvale del patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Argentina, e quest’anno ha ottenuto il prestigioso riconoscimento EFFE Label concesso dalla European Festivals Association ai “remarkable festival”.

Cuore d’Argentina è una manifestazione dedicata allo spettacolo, alla musica, al cinema, alla cultura contemporanea in Argentina, che si inserisce in una serie di festival ideati da Teatri di Vita, che focalizzano l’attenzione su una nazione (gli ultimi sono stati Grecia, 2012; Palestina, 2013; Brasile, 2014; Scandinavia, 2015; Iran, 2016).

Il programma farà conoscere alcuni tra i maggiori coreografi della scena latinoamericana, a cominciare da Pablo Rotemberg, che in “La Wagner” (in prima nazionale) dirige un quartetto di danzatrici di estremo impatto fisico, che attraverso la nudità esibita del corpo raccontano l’erotismo femminile e la violenza, e Mayra Bonard (una delle protagoniste della storica compagnia degli anni ’90 De La Guarda, che proiettò l’Argentina tra i protagonisti della scena internazionale), di cui saranno presentati due spettacolo: “Cariño” e “Selección natural” (entrambi in prima nazionale). In programma anche Rhea Volij e la sua ricerca tra danza contemporanea e butoh con “Habla Cassandra” (in prima nazionale).

Ogni sera è in programma un film prodotto negli ultimi anni. In particolare, c’è grande attesa per il recentissimo documentario “La parte por el todo”, presentato in anteprima nazionale, che racconta la storia forse più agghiacciante della dittatura militare, il rapimento dei neonati alle madri in carcere, e la consegna alle famiglie dei carnefici: una tragedia che viene raccontata da quei bambini oggi cresciuti, che cercano di ricostruire un passato familiare interrotto. Ma il programma cinematografico mescolerà diversi generi, dalla commedia (“Storie pazzesche”) al drammatico (“Il cittadino illustre” e “Infanzia clandestina”), dallo sperimentale (“Noche”, in prima regionale) all’animazione, con una personale completa, per la prima volta in Italia, di Santiago Bou Grasso. Fino al capolavoro “La antena”, storia fiabesca e pressoché muta, sulla dittatura della televisione. E’ previsto anche un omaggio a Corso Salani, prematuramente scomparso 7 anni fa, e al suo cinema dei confini, con la proiezione di “Mirna”, dedicato al sud dell’Argentina.

Il festival non può trascurare la musica, con il concerto di Del Barrio. Né può trascurare il tango, che aprirà il festival il primo luglio – in occasione del Pride – con una serata tutta dedicata al “tango queer”. Un film (“Tango queerido”, in anteprima nazionale), uno spettacolo (“Dos extraños son” di Maximiliano Ávila) e una dimostrazione condotta da Walter Venturini e Cristiano Bramani ci porteranno dentro le ultime metamorfosi del ballo più famoso di Buenos Aires, dove la divisione dei ruoli maschile e femminile salta, fino a una milonga che coinvolgerà tutti. E sempre al tango è dedicata la sezione didattica, con un corso quotidiano per tutta la durata del festival, che culminerà in una Milonga Corazón con Tobias Bert e Annalisa di Luzio.

Per il teatro, tornerà anche quest’anno “L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi”, lo spettacolo del 2012 diretto da Andrea Adriatico e prodotto da Teatri di Vita, basato sul testo del drammaturgo argentino Copi, al secolo Raúl Damonte. In scena, Anna Amadori, Olga Durano e Eva Robin’s.

Spazio anche agli incontri e alla parola. Le “Schegge d’Argentina” apriranno delle finestre su argomenti in relazione con questo paese: da tre “interviste immaginarie” a Jorge Luis Borges, condotte da Paolo Panaro, al cinema argentino con Marco Cipolloni e Giacomo Manzoli; dall’incontro con l’associazione 24 Marzo sui desaparecidos a quello con il giornalista Guido Gazzoli che vive a Buenos Aires, fino all’incontro ravvicinato con il dogo argentino. Mentre le “Lettere dal fronte interno” metteranno in relazione personalità argentine e italiane. Per esempio, la coordinatrice dell’Area della Diversità del governo argentino e attivista transessuale Mara Perez Reynoso dialogherà a distanza con Nicole De Leo, presidente nazionale del Mit; ed Eleonora del Vecchio, in rappresentanza del movimento “Non una di meno” dialogherà con una delle fondatrici di “Ni una menos”, la scrittrice Florencia Abbate.

DANZA + “Dos extraños son”, di Maximiliano M. Ávila, con Adriana Pérez Frossasco, Maximiliano M. Ávila. 1 luglio, CON CORTESE PREGHIERA DI PUBBLICAZIONE ore 21.15. Due tangueros si incontrano, si cercano e si desiderano. Sguardi e giochi di seduzione per dare vita a uno spettacolo che coniuga teatro e danza, dando libero sfogo all’immaginazione. Adriana Pérez Frossasco e Maximiliano Martino Ávila dipingono piccole scene dove il genere e gli attraversamenti di genere vengono rappresentati con humor e ironia e dove trova spazio la libera espressione della sensualità. Maximiliano Martino Ávila è rinomato coreografo e ballerino di tango. Tra i suoi lavori: Tango 2000, Soliloquios e Picaresque (Primo premio al Festival Nazionale di tango di Bogotá 2004). È Professore di Tango all’Universidad Nacional de las Artes di Buonos Aires. Adriana Pérez Frossasco è attrice di teatro, cinema e televisione. Nel suo libro En el Silencio Tango racconta alcune storie reali, vissute nel sensuale e poetico mondo del tango. + “La Wagner”, di Pablo Rotemberg; con Ayelén Clavin, Carla Di Grazia, Josefina Gorostiza, Carla Rímola. Prima nazionale. 2-3 luglio, ore 21.15. Quattro figure femminili, come quattro Valchirie, danzano sulle musiche di Wagner. Pablo Rotemberg racconta l’erotismo femminile attraverso la nudità del corpo esibita nel suo estremo impatto fisico. Violenza e sessualità prendono forma nell’azione e nella reazione, tra stereotipi e pregiudizi difficili da decostruire, cercando di rivelare un immaginario complesso. Pablo Rotemberg coreografo, musicista e scrittore, ha una formazione molteplice che va dalla danza al teatro. Tra gli ultimi spettacoli che ha diretto: La Noche más negra, Joan Crawford e La Idea Fija (premio Trinidad Guevara, premio World Theater). La Wagner ha ricevuto il premio World Theater come miglior coreografia nel 2014. + “Habla Cassandra”, di e con Rhea Volij. Prima nazionale. 4 luglio, ore 21.15. La fragile Cassandra, simbolo della profezia inascoltata, ritorna nel volto e nel corpo vibranti di Rhea Volij, che cala la mitica eroina del dolore e della sventura in un universo gestuale che fa riferimento diretto alla danza butoh. Un piccolo assolo fatto di gesti rarefatti, silenzio e concentrazione, alla ricerca della verità. Rhea Volij è danzatrice, coreografa e docente di danza di Buones Aires, formatasi in danza butoh in Francia con Sumako Koseki. Attualmente dirige la compagnia Hymenóptera con cui ha presentato Breve deslizamiento, Memorias del suelo, La Resonancia, Residua. + “Cariño”, di Mayra Bonard, con Rocío Mercado, Damián Malvacio, Federico Fontán. Prima nazionale. 6 luglio, ore 21.15. Tre danzatori portano in scena l’amore e le sue contraddizioni. Il movimento diventa un gioco di passione e sensualità che attraversa diversi linguaggi per approdare al corpo come luogo privilegiato del sentimento. La coreografia di Mayra Bonard, ludica, effimera e distruttiva al tempo stesso, conduce lo spettatore in un viaggio che stravolge gli stereotipi, aprendosi a infinite interpretazioni. Mayra Bonard, danzatrice, performer e coreografa nata a Buenos Aires, ha una formazione molteplice che va dalla danza classica e contemporanea al teatro e alla fotografia. Fondatrice di El Descueve, una compagnia di teatro danza, ama integrare elementi di danza contemporanea, musica, teatro e performance art. + “Selección natural”, di Mayra Bonard, con Rocío Mercado, Damián Malvacio, Federico Fontán. Prima nazionale. 7 luglio, ore 21.15. Un gioco di sensualità dove il movimento interroga la natura, per comprendere i processi adattativi della specie. La femmina sceglie un compagno che possa aiutarla nel corso della vita, ma vi sono casi in cui sono proprio i tratti meno utili alla sopravvivenza ad essere scelti per la riproduzione. Come interpretare gli enigmi della selezione naturale? Mayra Bonard, danzatrice, performer e coreografa nata a Buenos Aires, ha una formazione molteplice che va dalla danza classica e contemporanea al teatro e alla fotografia. Fondatrice di El Descueve, una compagnia di teatro danza, ama integrare elementi di danza contemporanea, musica, teatro e performance art.

TEATRO + “L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi”, di Copi, uno spettacolo di Andrea Adriatico, con Anna Amadori, Olga Durano, Eva Robin’s, e con Saverio Peschechera, Alberto Sarti; produzione Teatri di Vita. 1-8 luglio, ore 20. Torna uno degli spettacoli estivi più applauditi a Teatri di Vita: un inesauribile accavallarsi di colpi di scena, ideato dal drammaturgo argentino Copi (Raúl Damonte). Un delirio transgender e psichedelico, che esplode in una graffiante comicità. Si ride di cose atroci, mentre il mondo alla deriva, rappresentato in quella capanna nella steppa, assomiglia sempre più al nostro mondo scardinato. La strampalata storia di Irina e della Madre nella steppa, sempre in procinto di partire per un altrove che non esiste, mentre ricevono la visita di personaggi come loro senza un'identità e un sesso definitivi, è una vera cavalcata nella più sfrenata fantasia, che moltiplica la comicità di Copi per descrivere con il sorriso l’umanità lacerata dei nostri tempi. Un’umanità dove "la difficoltà di esprimersi" ha l'immagine atroce delle mutilazioni: fisiche, umane, sociali.

CINEMA + “Tango queerido”, un documentario di Liliana Furio (Argentina 2016). Anteprima nazionale. 1 luglio, ore 22.30. Da Buenos Aires a Berlino, da Mosca a Istanbul, da New York a Roma: il tango queer impazza tra corsi, milonghe e festival. Tra pura gioia del ballo e volontà di affermazione lgbt, l’iniziale stranezza diventa ben presto normalità, grazie alle numerose interviste in giro per il mondo e alle altrettanto numerose sequenze di tango che ci mostrano una grande varietà di possibilità di declinare il ballo in modo diverso. Un documentario che stuzzica e appaga la curiosità, in modo entusiasta e gioioso. + “Storie pazzesche” (Relatos salvajes), un film di Damián Szifron, con Ricardo Darin, Leonardo Sbaraglia, Dario Grandinetti (Argentina, Spagna 2014). 2 luglio, ore 22.30. Una commedia nera in 6 episodi, che con umorismo gioca con i paradossi e le contraddizioni della società contemporanea. Una carrellata di “mostri” che reagiscono a soprusi più o meno insopportabili, in un crescendo grottesco di bestialità, volgarità, cinismo, violenza e perfidia, col minimo comune denominatore della vendetta. Storie pazzesche di Damián Szifron, co-prodotto dai fratelli Augustín e Pedro Almodóvar. Lunghissimo il palmarès di questo film: partecipazione a Cannes, nomination agli Oscar e ai David di Donatello, premiato ai Bafta, a San Sebastian e in decine di altri festival internazionali. + “Infanzia clandestina” (Infancia clandestina), un film di Benjamin Ávila, con Natalia Oreiro, Ernesto Alterio, César Troncoso (Spagna, Argentina, Brasile 2012). 3 luglio, ore 22.30. Il microcosmo dell’infanzia diventa una lente potente con cui guardare la storia e le sue verità. La resistenza è vissuta attraverso gli occhi di un dodicenne, figlio di guerriglieri peronisti dell'organizzazione dei Montoneros, oppositori della dittatura militare di Videla. Tornato in Argentina con una nuova identità, lo sguardo di Juan-Ernesto e la sua infanzia mancata mettono a nudo la resistenza nelle sua complessità, rivelandone contraddizioni e assurdità. Film presentato a Cannes e super-premiato in numerosi festival internazionali, da L’Avana a Philadelphia a San Sebastian. + “La parte por el todo”, un documentario di Andrés Martinez Cantó, Santiago Nacif Cabrera e Roberto Persano (Argentina 2015). Anteprima nazionale. 4 luglio, ore 22.30. La storia forse più agghiacciante della dittatura militare argentina: il sistematico rapimento di neonati di prigioniere poi desaparecide e il loro affidamento a famiglie di militari. Parlano tre di loro, ritrovati dalle nonne e ora diventati genitori. Un flusso di memorie e vuoti da riempire, di racconti da rabbrividire, con la grazia del disegno animato che irrompe come contrappunto con le interviste e le rievocazioni. Un documentario assolutamente da vedere e conoscere. + “Noche”, un film di Leonardo Brzezicki, con Florencia Braier, Javier Braieri (Argentina, Italia 2013). Anteprima regionale. 5 luglio, ore 22.30. Un rarefatto paesaggio subtropicale, una cassa di risonanza di vecchi ricordi. Nel suo primo lungometraggio visionario, Leonardo Brzezicki ricostruisce un viaggio nell’oscurità. Sei ventenni ritornano lì dove il loro amico Miguel ha trascorso gli ultimi giorni prima di togliersi la vita. Difficile raccogliere ciò che Miguel si è lasciato indietro, quando tutto sembra rimasto intatto: piatti audio attaccati alle casse, cavi che giacciono sui pavimenti… le registrazioni di Miguel riecheggiano attraverso gli altoparlanti, il passato riemerge e rimette in discussione le certezze solo apparenti del presente. + “Mirna”, un film di Corso Salani, con Magalì Lopez, Anita Kravos (Italia, Svizzera 2009). 6 luglio, ore 22.30. Un omaggio al regista Corso Salani, una delle voci più originali del cinema italiano e compagno di avventura di Teatri di Vita, prematuramente scomparso 7 anni fa. Nel suo cinema delle terre lontane, sospeso tra documentario e fiction, ci racconta la storia di Mirna, giovane ragazza che decide di fuggire da Buenos Aires, sua città natale, alla ricerca di un nuovo luogo in cui vivere. Un monologo interiore che percorre la dimensione del viaggio, tra il desiderio e la speranza di una nuova vita e la nostalgia per il passato e gli affetti lasciati indietro. Il regista dà voce a una ricerca impossibile che va oltre il tempo e lo spazio, l’amore tra due giovani donne che si rinnova solo con il ricordo e l’immaginazione.

+ “Il cittadino illustre” (El ciudadano ilustre), un film di Gastón Duprat e Mariano Cohn, con Oscar Martínez, Dady Brieva, Andrea Frigerio (Argentina, Spagna 2016). 7 luglio, ore 22.30. Un viaggio identitario attraversato da un rapporto conflittuale e tormentato con le proprie radici native. Protagonista del film è Daniel, scrittore premio Nobel per la letteratura nato a Salas, un piccolo paese dell’Argentina, ma trapiantato da oltre quarant’anni in Europa. Dopo aver vissuto così a lungo lontano dalla sua terra d’origine, ecco che il ritorno nel paese natale per la consegna di un premio riporta in luce i chiaroscuri del proprio passato e le contraddizioni di una terra in cui Daniel non si riconosce. Il film ha vinto due premi all’ultima Mostra del Cinema di Venezia (tra cui la Coppa Volpi per l’interpretazione di Oscar Martínez) e numerosi altri premi in diversi festival internazionali. + “La antena”, un film di Esteban Sapir, con Valeria Bertuccelli, Alejandro Urdapilleta, Julieta Cardinali (Argentina 2007). 8 luglio, ore 21.15. Un film (quasi) muto, in bianco e nero, che cita il grande cinema degli esordi, da Méliès a Fritz Lang, ma con straordinaria modernità. Una storia teneramente fiabesca e fumettosa, che sembra richiamare anche “L’Eternauta” (uno dei più celebri fumetti argentini), in cui nella città con gli abitanti senza voce il cattivo Signor TV vuole annientare tutti. Una continua inventiva geniale, sempre pertinente, dal bimbo senza occhi all’uomo topo. Con la folgorante idea di inserire le battute mute di ciascuno dentro l’immagine in maniera graficamente dinamica. Vincitore di numerosi premi internazionali, tra cui il Neuchâtel International Fantastic Fil Festival. + Omaggio a Santiago Bou Grasso: El pàyaro y el hombre (Argentina 2005), Hola? (Argentina 2008), El empleo (Argentina 2008), Padre (Francia - Argentina 2013). 8 luglio, ore 22.30. Quattro cortometraggi di animazione realizzati con la tecnica dello stop-motion, ci trasportano in dimensioni oniriche, legate al sapore amaro della realtà contemporanea. Quella dell’illustratore e regista argentino Santiago “Bou” Grasso è una poetica fatta di immagini dal raffinato tratto grafico, che porta in superfice l’ironia di situazioni impossibili e la profondità di racconti che mettono a nudo l’uomo, la storia e la società nella sua complessità. El empleo ha vinto ben 100 premi in festival di tutti i continenti. Anche Padre, che affronta in modo delicato e sottile il discorso sulla memoria dopo la dittatura, ha vinto numerosi premi internazionali, tra cui il gran premio della giuria all’Anima Mundi Festival nel 2014.

MUSICA + Del Barrio in concerto. 5 luglio, ore 21.15. Una fusione italo argentina, Del Barrio è il progetto nato dall’incontro tra il polistrumentista Hilario Baggini, il pianista Andreas Langer e il percussionista Marco Zanotti. Una world music senza frontiere, con richiami al tango e alla musica andina si mischia all’improvvisazione del jazz. I tre musicisti, alla ricerca di un di un linguaggio personale e creativo, portano sul palco tutto il folclore argentino, tra suoni, colori e ritmi ancora poco conosciuti nel nostro paese. Del Barrio è il progetto nato dall’incontro tra il polistrumentista Hilario Baggini, il pianista Andreas Langer e il percussionista Marco Zanotti. Al suo attivo ha già diversi album (Viaggio in Argentina, Argentino soy, Del Barrio in Compagnia e El Diablito), dove vengono inseriti brani della tradizione e composizioni originali. Il gruppo ha collaborato con grandi direttori corali come Josè Luis Ocejo, Larry Vote e Antonio Greco.

FOTOGRAFIA + “Miradas”, mostra fotografica di Pedro Lampertti. 1-8 luglio. Passanti che attraversano le vie di Buenos Aires, volti che si riflettono sulle vetrate dei palazzi, luci e ombre che incorniciano i lati nascosti di una metropoli che non si ferma mai. Mariel e Ada, un gioco di sguardi, ritratti che raccontano l’intimità di un amore, la complicità tra due donne, un sogno che sta prendendo forma. Le rughe dei gauchos si stagliano sulla campagna di Villars, il paesaggio naturale e l’uomo si fondono per raccontare la tradizione e le origini. La prima mostra di Pedro Lampertti, nato a Buenos Aires, ci coinvolge in un viaggio attraverso immagini che rivelano le espressioni e le atmosfere di una terra, in bilico tra la contemporaneità e un passato che ormai sembra invisibile.

TANGO + Corso di tango, condotto da Tobias Bert e Annalisa di Luzio. 2-7 luglio, ore 20. Prima lezione gratuita. Il fascino del tango è quello di Buenos Aires, dove il ballo più sensuale e avvincente del mondo è nato nei quartieri popolari, diventando in breve il simbolo di un’intera nazione fino a diffondersi capillarmente in tutto il mondo. Ecco allora un’occasione da cogliere al volo: 6 lezioni di tango argentino, dal ritmo alle figure connessi nell’abbraccio... Un corso intensivo per principianti, con particolare attenzione alle basi musicali del tango. Un nuovo approccio anche per chi sa già ballare desidera capire le basi ritmiche del ballo. A condurre il corso sono Tobias Bert e Annalisa di Luzio. Tobias Bert è ballerino, maestro e coreografo professionista dal 1989. Nel 1990 fonda a Bologna la prima scuola stabile di tango argentino, “La Milonga”, centro di formazione di numerosi ballerini professionisti. Tobias stesso si è esibito in diversi paesi, insieme a celebri protagonisti, e anche in numerosi spettacoli, con la direzione di coreografi come Claudia Codega e Esteban Moreno, insieme a Annalisa di Luzio, impegnata nel tango argentino dal 1991. Nel 2004 Tobias e Annalisa sono stati invitati al terzo World Tango Festival di Buenos Aires: unica coppia non argentina a ricevere questo importante riconoscimento. + Milonga queer. 1 luglio, ore 22.30. Parte la musica, le coppie si avvinghiano: che il tango abbia inizio! Ecco la milonga, regno del ballo e della seduzione. Anche in versione queer! Eh già, perché Cuore d’Argentina avrà un’inaugurazione davvero speciale: una milonga queer, dove coppie di tutti i tipi affronteranno il tango sia nel modo tradizionale che scambiando i ruoli. E’ il queer, bellezza! Chi invita? Chi conduce? Chi segue? Non ha importanza! Per una sera fatevi trasportare in una milonga bollente e trasgressiva. Con la conduzione dei professionisti Walter Venturini e Cristiano Bramani. Cristiano Bramani è ballerino e maestro di tango, fondatore e presidente di Tango queer Roma e della Malquerida, prima ed unica milonga queer stabile italiana. Walter Venturini è ballerino, maestro, dj di tango e vicepresidente di Tango queer Roma.

+ Milonga Corazón. 8 luglio, ore 22.30. Gran finale del festival, ovviamente, con il tango! Ecco la milonga “corazón”, aperta a tutti, per cimentarsi nel ballo più seducente e sensuale, insieme ad appassionati e professionisti. Un’occasione imperdibile. A condurre la milonga saranno Tobias Bert e Annalisa di Luzio. Tobias Bert è ballerino, maestro e coreografo professionista dal 1989. Nel 1990 fonda a Bologna la prima scuola stabile di tango argentino, “La Milonga”, centro di formazione di numerosi ballerini professionisti. Tobias stesso si è esibito in diversi paesi, insieme a celebri protagonisti, e anche in numerosi spettacoli, con la direzione di coreografi come Claudia Codega e Esteban Moreno, insieme a Annalisa di Luzio, impegnata nel tango argentino dal 1991. Nel 2004 Tobias e Annalisa sono stati invitati al terzo World Tango Festival di Buenos Aires: unica coppia non argentina a ricevere questo importante riconoscimento.

SCHEGGE D’ARGENTINA + Il lato queer del tango. Con Cristiano Bramani e Walter Venturini. 1 luglio, ore 19. Che cos’è il tango queer? Dimenticatevi tutto ciò che sapete sulla tradizionale danza argentina. Nato negli anni novanta tra le milonghe di Buenos Aires dal movimento LGBT, è rimasto a lungo sotterraneo, ma ormai si è diffuso in molte parti del mondo, compreso il nostro paese. A spiegarci com’è nato il tango che sfida gli stereotipi di genere saranno con noi due dei protagonisti: Cristiano Bramani e Walter Venturini. Cristiano Bramani è ballerino e maestro di tango, fondatore e presidente di Tango queer Roma e della Malquerida, prima ed unica milonga queer stabile italiana. Walter Venturini è ballerino, maestro, dj di tango e vicepresidente di Tango queer Roma. + Fiuto argentino? È il dogo! Con Luigi Mangia. 2 luglio, ore 19. Pelo bianco puro, corporatura agile e atletica… è il dogo argentino, che ovviamente non poteva mancare a Cuore d’Argentina. Inseguito da una cattiva fama (per esempio, proprio in questi giorni Iceberg, un cucciolo di dogo di un giovane italiano in Danimarca, rischia di essere soppresso perché nessun esemplare di questa razza può rimanere in quel paese), il dogo è in realtà un cane amichevole e compagno fidato. Dal fiuto strabiliante e dal carattere giocoso, nella sua terra d’origine è impiegato principalmente come cane da caccia e da guardia, ma siamo convinti ci sia ancora tanto da scoprire su questa affascinante razza canina. A parlarci del dogo argentino e a mostrarci qualche esemplare sarà l’esperto Luigi Mangia dell’allevamento Dogo del Manto Bianco [ http://www.dogodelbiancomanto.it/ ] di Gaggio Montano. + Argentina (s)conosciuta. Con Guido Gazzoli. 3 luglio, ore 19. Un viaggio nell’Argentina che in pochi conoscono, lontano dagli stereotipi abitualmente legati all’America Latina in compagnia di Guido Gazzoli, corrispondente da Buenos Aires per Il Fatto Quotidiano e Il Sussidiario con i quali collabora da anni. Guido Gazzoli ha iniziato come collaboratore di Musica Jazz targata Arrigo Polillo, poi negli anni ha scritto diversi articoli sull’America Latina per Avvenimenti. Nel 2009 è co-autore e co-produttore di una pellicola Tutti giù per aria e di un libro L’aereo di carta dedicati agli avvenimenti che hanno interessato l’ex compagnia di bandiera del 2009 ed editi da Editori Riuniti. A breve sarà edito un suo libro sull’Argentina, paese dove vive da diversi anni.

+ Desaparecidos, la ricerca continua. Con Patrizia Dughero e Simone Cuva. 4 luglio, ore 19. Una tragedia di cui l’Argentina ancora porta i segni. Un costo atroce di vite umane, tracce rimaste per troppo tempo nascoste nel silenzio. Una verità portata alla luce e la necessità di ricostruire la memoria di un passato che ha distrutto un’intera nazione. Quella dei decaparecidos (si parla di circa 30.000 vittime durante la dittatura a cavallo tra gli anni 70 e 80) è una storia che tutti noi conosciamo, l’orrore di un genocidio che sconvolge perché ancora oggi obbliga ad interrogarsi sul perché. Patrizia Dughero e Simone Cuva, attivisti dell’Associazione 24 marzo Onlus [ http://www.24marzo.it/ ] e fondatori della casa editrice Qudulibri [ https://qudulibri.wordpress.com/ ], ci aiutano a fare chiarezza su una vicenda che ha segnato profondamente il nostro recente passato. + Non solo Solanas. Il cinema argentino. Con Marco Cipolloni e Giacomo Manzoli. 5 luglio, ore 19. Le vie e i barrios di Buenos Aires, frammenti di realtà che diventano strumento di lotta politica e di denuncia. La costruzione di un'identità nazionale raccontata nel tempo dai registi argentini attraverso la macchina da presa. Un cinema ricco di autori, interpreti, storie e visioni, di cui arrivano in Italia solo alcune pellicole oppure alcuni outsider, come il regista più noto dell’Argentina, Fernando Solanas. Insieme a Marco Cipolloni, docente all’Univeristà di Modena e Reggio Emilia e autore di diversi studi sul cinema del paese latinoamericano, e Giacomo Manzoli, docente di cinema all’Università di Bologna, ripercorriamo, tra passato e presente, il cinema argentino e la sua storia.

+ Prima intervista immaginaria a Jorge Luis Borges. Di e con Paolo Panaro. 6 luglio, ore 19. Chi è Jorge Luis Borges? Ecco il primo dei tre appuntamenti a lui dedicati e condotti da Paolo Panaro. Come l’ immagine che egli traccia di Shakespeare, Borges è un uomo che è insieme tutti e nessuno. Frammenti di interviste, immaginati e ispirati all’opera del ‘grande vecchio’ della letteratura novecentesca, ripercorrono il labirintico e poetico pensiero di un universo fatto di memoria e di archetipi. Un simbolico viaggio in una mente che sconfina dalla Vecchia Europa al Nuovo Mondo, passando per un Oriente esotico e misterioso. Paolo Panaro, attore e regista, parallelamente all’attività teatrale, conduce un’accurata ricerca sulla narrazione scenica. Tra gli spettacoli ispirati ai classici della letteratura italiana ha realizzato: La favola de Zoza da Giambattista Basile e La Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. + Seconda intervista immaginaria a Jorge Luis Borges. Di e con Paolo Panaro. 7 luglio, ore 19. Una conversazione immaginaria con Borges, per indagarne il profilo umano, artistico e intellettuale: è il secondo appuntamento proposto da Panaro dedicato allo scrittore argentino. Lo spirito più paradossale e anticonformista del Nuovo Mondo che parla di Dante e di Platone, di Shakespeare e di Cervantes. Ci conduce nel mondo dei sogni e ci svela il suo terrore per gli specchi, i labirinti e le tigri. Tra gli scaffali di migliaia di libri ci rivela che l’universo stesso è un’immensa biblioteca abitata da uomini che, senza saperlo, sono governati dalla mistica e dalla poesia. Paolo Panaro, attore e regista, parallelamente all’attività teatrale, conduce un’accurata ricerca sulla narrazione scenica. Tra gli spettacoli ispirati ai classici della letteratura italiana ha realizzato: La favola de Zoza da Giambattista Basile e La Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso. + Terza intervista immaginaria a Jorge Luis Borges. Di e con Paolo Panaro. 8 luglio, ore 19. Il labirinto, il regno degli specchi e dei falsi piani. L’essenza del ‘realismo magico’ e l’esperienza degli scrittori argentini. L’infinto, il tempo, la realtà. In questa terza e ultima serata dedicata allo scrittore argentino, Borges ci accompagna attraverso i tortuosi sentieri di un giardino fatto di letteratura e ci fa scoprire che ogni uomo abita contemporaneamente più universi, mentre il tempo non esiste. Lui è il poeta del paradosso. Il mondo è un’allucinazione. “Noi abbiamo solo sognato il mondo. La realtà è misteriosa, ubiqua nello spazio e ferma nel tempo. Noi viviamo nei suoi eterni interstizi.” Paolo Panaro, attore e regista, parallelamente all’attività teatrale, conduce un’accurata ricerca sulla narrazione scenica. Tra gli spettacoli ispirati ai classici della letteratura italiana ha realizzato: La favola de Zoza da Giambattista Basile e La Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso.

LETTERE DAL FRONTE INTERNO Le “Lettere dal fronte interno” daranno voce direttamente a esponenti della società civile argentina. Saranno esponenti di varie categorie a raccontarsi e a raccontare la realtà quotidiana dell’Argentina in vere e proprie lettere indirizzate ai loro omologhi italiani, i quali le leggeranno al pubblico.

CIBO Cuore d’Argentina è anche… food and drinks! Come ogni anno al nostro cuore non poteva mancare la gola! Ogni sera, a partire dalle ore 19, sarà possibile degustare cibi e bevande tipiche dell’Argentina e non solo, serviti nello spazio con tavoli all’aperto nella splendida e fresca cornice del Parco dei Pini.

articolo pubblicato il: 27/06/2017

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it