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finanza
paga Pantalone
di Domenico Massa

Oggi domenica 25 giugno 2017 è una giornata cruciale per la vicenda delle crisi bancarie in Italia. L’epilogo della vicenda legata alla crisi delle due banche venete permetterà agli italiani di capire le reali conseguenze del recepimento della normativa europea per le crisi bancarie. Recentemente il quadro si è complicato con le problematiche connesse alla situazione di crisi accertata anche in MPS. Attualmente, per quanto riguarda le banche venete, è stata accertato lo status di insolvenza; secondo la normativa europea si dovrebbe dare corso al “bail-in”: la procedura è stringente e non possono esserne eluse le regole. L’occhio vigile della commissaria europea per la concorrenza impedirà qualsia aggiustamento “de casa nostra”. In attesa del decreto del Governo sui giornali si legge: (fonte sole 24 ore) “obiettivo del Tesoro è adottare misure necessarie ad assicurare la piena operatività bancaria con tutela di tutti i correntisti, depositanti, obbligazionisti senior e junior retail.”

Se così fosse significherebbe che non sarà applicata la direttiva europea, perché dopo la dichiarazione di insolvenza sarebbe ineludibile il Bail-in. Non sarebbe applicata neanche la risoluzione delle quattro banche la cui liquidazione è avvenuta secondo le regole indicate dal decreto del Governo nel 2015 e quindi prima del recepimento della direttiva europea del primo gennaio 2016. Il terreno è viscido e scosceso. Staremo a vedere nelle prossime ore e nei prossimi giorni che cosa partorirà il Governo. Francamente non si riesce a capire la posizione del Ministro delle finanze che anche in dichiarazioni rese alla TV, impassibile e sicuro di sé, rassicura che saranno tutti tutelati e nessuno perderà un euro.

L’operazione vista dagli occhi del contribuente medio appare una “eresia”. Secondo quanto si legge sulla stampa specializzata il piano sarebbe attuato con varie operazioni: le due banche venete saranno ripulite dei NPL e quindi vendute a Banca Intesa per la cifra simbolica di “un Euro” e lo Stato si farà carico degli impegni della “bad bank”.

Messa in questi termini: “tana libera tutti” e paga Pantalone. L’unica volta che l’Europa avrebbe potuto aiutare gli italiani a costringere il Governo a seguire regole serie e ad inchiodare alle proprie responsabilità chi ha gestito, l’Europa si gira dall’altra parte. Non ci credo. Significherebbe che hanno più diritti le galline per le quali sono scrupolosamente verificati lo spazio a disposizione e la consistenza delle gabbie (millimetri di spessore delle sbarre) forse per evitare possibilità di schiacciamento. Staremo a vedere che cosa uscirà dal decreto in gestazione in queste ore. E’ necessario precisare che nel caso MPS la situazione attualmente è completamente diversa, perché non esiste la dichiarazione di “stato di insolvenza” e secondo quanto previsto dalla normativa europea la soluzione è il “burden sharing” che chiamerebbe a farsi carico dei costi molti soggetti investitori della banca, dagli azionisti agli obbligazionisti subordinati ed altre categorie, prima di un possibile intervento dello Stato (che altrimenti configurerebbe come “aiuto di Stato” vietato dalla normativa europea). Ora potrebbe essere possibile che gli azionisti e gli obbligazionisti delle banche venete possano essere graziati, dopo quanto patito da coloro che furono coinvolti nella liquidazione delle quattro banche nel 2015.

Staremo a vedere e poi potremo giudicare e potremo compilare la pagella al Ministro dell’Economia che per il momento, vista la situazione e le sue dichiarazioni, mi ricorda la barzelletta del pugile che veniva rassicurato alla fine di ogni ripresa dal proprio allenatore con queste parole: ”dai tranquillo non ti ha neanche sfiorato” ; dopo qualche ripresa il pugile si rivolse all’allenatore pregandolo di controllare l’arbitro, perché a lui di cazzotti ne arrivavano tanti.

articolo pubblicato il: 25/06/2017 ultima modifica: 06/07/2017

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