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il poverello
di Teddy Martinazzi

I politici, o cittadini, come amano farsi chiamare, del M5s non cessano di stupire. In occasione dei gravi fatti di Torino, a sirene ancora spiegate, quando si parlava di quasi mille feriti, il senatore del M5s Alberto Airola ha postato letteralmente su Facebook “I dati riportati dai media sui presunti feriti a Torino in piazza San Carlo sono farlocchi. Tutto questo per infangare il buon lavoro dell'amministrazione, prefettura e questura". I feriti, nella realtà, erano molti di più, esattamente 1527, di cui alcuni gravi. Il senatore Airola ha poi rimosso il post, sostituendolo con un altro di scuse.

Si è scusato anche il sindaco (o sindaca, se preferite) M5s di Torino, Chiara Appendino, per non aver vietato la vendita e l’uso di bottiglie di vetro in piazza San Carlo. La maggior parte dei ricoverati presentava ferite da taglio provocate dall’aver cozzato con le mani o altre parti del corpo contro schegge di vetro. L’Appendino sembra si sia scusata dicendo che nemmeno il suo predecessore Fassino, in occasione di una Juve-Barça, avesse vietato la vendita delle bibite in vetro.

Antica usanza italica quella di non ammettere le proprie responsabilità, ma dire che così fan tutti o che la colpa è di qualcun altro. Peccato che i vecchi politici della prima repubblica siano ormai altrove, nella condizione di infischiarsene di tutto e di tutti, sennò potrebbero essere citati come colpevoli della nostra disastrata situazione economica, del nostro asfittico mercato del lavoro e del fatto che la gente, come a Torino, si terrorizzi e tenti di scappare, perché si comincia a vivere nel terrore e basta una bravata o non si sa cosa altro per provocare tutti quei feriti.

Ma tra i cinquestelle la cultura del sospetto sembra sia una costante: prima del senatore Airola, la sua collega Taverna, al tempo delle elezioni amministrative, aveva parlato di una congiura per far vincere il movimento a Roma, poi il sindaco (o sindaca, se preferite) Virginia Raggi si lamentò che fossero depositati presso i cassonetti centinaia di frigoriferi, lasciando adombrare l’ipotesi che qualcuno provvedesse a creare caos nella raccolta capitolina dei rifiuti. Il caos a Roma c’è, eccome, nonostante le rassicuranti parole di esponenti di primo piano del M5s, ma non è dovuto ad oscure forze munite di frigorifero, bensì al fatto che la situazione dell’immondizia nella Capitale è tragica, ma ovviamente non si deve dire...

Dulcis in fundo (o in cauda venenum, se preferite). Alla marcia Perugia-Assisi per il reddito di cittadinanza, Beppe Grillo ha perentoriamente affermato che “Noi siamo i francescani di oggi”. Sicuramente il Poverello, quando si recò a Damietta per parlare con il sultano d’Egitto, lo fece navigando su una scomoda e pericolosa imbarcazione. Beppe, invece, è stato immortalato in un non ben identificato paradiso naturale a bordo di un lussuoso yacht.

articolo pubblicato il: 05/06/2017 ultima modifica: 11/06/2017

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