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arte e mostre
"Bologna Experience"

mostra multimediale


Un capannello di umarells ci si para davanti. Scuotono la testa, borbottano in dialetto bolognese. Sono qui per accoglierci? Sembrerebbe di no. Danno le spalle all’ingresso, tutto il loro interesse è calamitato verso qualcosa oltre il nostro sguardo, e che possiamo solo immaginare. Stiamo entrando a Palazzo Belloni, e all’altezza del guardaroba ci spogliamo dei nostri abiti per trasformarci a nostra volta in umarells, i canuti “guardiani dei cantieri”, bolognesissimi ma universali personaggi delle storie dell’antropologo urbano Danilo “Maso” Masotti, una delle anime della mostra. Gli umarells sono una figura paradigmatica del nostro approccio a Bologna Experience: anche noi diventiamo esploratori attivi, commentatori pungenti, occhi talvolta indiscreti pronti a immergersi nelle pieghe della città. Ci troviamo davanti a una mostra che è un cantiere aperto, in continua mutazione. Questo capovolgimento ironico della prospettiva è una delle cifre interpretative di Bologna Experience: i visitatori si muovono all’interno degli spazi in libertà, non esiste un senso di visita, un percorso obbligato, e di conseguenza una chiave di lettura univoca. Nessun filo di Arianna per indicare la via a chi si perde. Al contrario, “perdersi è l’obiettivo”.

È questo il concept elaborato dagli ideatori, Claudio Mazzanti e Patrizio Ansaloni di Loop (già noti per Piccionaia, Torre Aumentata, Recondite Formelle, ecc.) e prodotto da con-fine Art, azienda specializzata nella produzione e realizzazione di mostre, nata dalla collaborazione di tre soggetti: con-fine Edizioni, Loop srl e Poligrafici Editoriale Spa. Dopo il grande successo di Dalí Experience, tornano a proporre il loro modo, provocatorio e spiazzante, raffinato e seducente, di creare percorsi espositivi diversi dalla Mostra tradizionale.

Bologna Experience propone al pubblico di abbandonare i panni dello spettatore e diventare attore della propria esperienza di scoperta della città. Palazzo Belloni diventa la sede di un nuovo modello esplorativo, che invita a immergersi alla ricerca dell’anima di Bologna. Qualcosa che non si “spiega”, ma si vive in prima persona, qui e ora. Palazzo Belloni, uno spazio di circa 800 metri quadrati, nel cuore di Bologna, è stato messo al servizio di una sfida: ripensare i luoghi espositivi come luoghi di passaggio, aperti verso l’esterno, in piena osmosi con il territorio. La nuova società che gestisce Palazzo Belloni, con-fine Art, ha immaginato la mostra come un evento che coinvolge tutta la città. Bologna Experience non è un museo, né una mostra didattica, né un parco giochi, ovvero una messa in scena virtuale a uso e consumo delle aspettative del pubblico. È essa stessa un’esperienza, multimediale e interattiva. Videoproiezioni immersive, visori di realtà virtuale con riprese a 360°, biciclette interattive per scoprire il territorio, ologrammi, pareti touch interattive permettono di esplorare il passato, il presente e il futuro della città. Bologna Experience utilizza con creatività le nuove tecnologie, mettendole al servizio di un’idea forte quanto ambiziosa: raccontare ai turisti, ma anche ai bolognesi, lo spirito di questo luogo.

Un momento siamo dentro una mostra, e quello dopo stiamo pedalando verso le colline, levandoci in piedi per pigiare con più energia sui pedali. Eppure non abbiamo lasciato Palazzo Belloni. Siamo su una Gooble bike, fornita da Wayel ElectricBikes, inserita in un home trainer e dotata di un display, secondo un progetto sviluppato da professori e studenti dell’Istituto tecnico Oddone Belluzzi di Bologna, vincitore del primo premio alla Marker Fair di Roma nel 2013. Pedalando si osserva cambiare la strada davanti a sé, in un’ottica street view – integrata con Google - una prospettiva che riproduce con precisione fotografica il percorso: un’esplorazione attiva ed emozionante del centro ma anche dei dintorni della città. A seconda della pendenza reale dell’itinerario, si attivano dei freni e aumenta o diminuisce lo sforzo, restituendo le sensazioni di una vera pedalata.

Sono diverse le installazioni che invitano a uscire dai classici percorsi turistici. A partire dalle proiezioni 3D: L’immagine non è circoscritta a una cornice, ma dilaga in ogni direzione, si proietta ma soprattutto ci proietta all’esterno, a contatto con gli scorci di Bologna e dei suoi dintorni. Specialmente in luoghi di difficile accesso, raramente inseriti nei percorsi di visita e spesso ignoti ai bolognesi stessi. Tanti i tesori raccontati, anche attraverso strumenti immersivi come i visori: abbinati a video e immagini ripresi a 360° permettono di esplorare location poco conosciute se non addirittura private, normalmente chiuse ai visitatori.

Un viaggio tra palazzi, dimore storiche e ville, corti, scaloni e sale affrescate, come quelle del Collegio di Spagna, in pieno centro, abitualmente chiuso alle visite: una vera enclave sotto giurisdizione spagnola, che ha ospitato personaggi come Cervantes e Carlo V. Racchiude un meraviglioso cortile interno circondato da un porticato, e – si dice – la più antica aula universitaria bolognese. Lontano dalla cerchia, nella pianura bolognese troviamo le ville senatorie delle più illustri famiglie cittadine dei secoli scorsi, visitabili soltanto in occasione di eventi particolari. Altre chicche attendono i visitatori: dal Castello di San Martino di Soverzano, una fortezza medievale dalle atmosfere fiabesche, con torri, fossati e ponte levatoio, ai bastioni naturali del Contrafforte Pliocenico, un maestoso allineamento di pareti arenarie dal grande interesse geologico, un “libro” in cui li può leggere una storia antica milioni di anni. Luoghi segreti e ricchi di fascino sono gli stabilimenti industriali che da decenni simboleggiano il Made in Italy e rappresentano il volto operoso e ricco di idee dell’Emilia: Lamborghini, Ducati, Carpigiani, Marposs e Il Resto del Carlino aprono le loro porte e si concedono allo sguardo del visitatore. Due boccioni di vetro destano meraviglia: all’interno si materializzano magicamente degli oggetti, per poi dissolversi. È la “holowunderkammer” dei musei, che applica la tecnologia degli ologrammi. Una “camera delle meraviglie”, ricca di memorabilia, tra cui alcune delle più interessanti testimonianze storiche, artistiche e culturali della città. Così si riuniscono in un solo contenitore ciò che abitualmente trova posto in tante diverse realtà museali, fondazioni, archivi, palazzi storici, sedi di enti pubblici e privati, ville.

INFORMAZIONI Luogo Palazzo Belloni, via Barberia 19 Orario Martedì, mercoledì, giovedì e domenica ore 10.00 - 20.00 Venerdì e sabato ore 10.00 - 23.00 Lunedì CHIUSO La biglietteria chiude un'ora prima ELENCO APERTURE STRAORDINARIE MOSTRA 2 giugno ore 10.00 – 23.00 15 agosto ore 10.00 – 20.00 4 ottobre ore 10.00 – 20.00 Per ulteriori informazioni www.bolognaexperience.it

articolo pubblicato il: 31/05/2017

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