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teatro
"Aiace"

al Teatro Lo Spazio di Roma


Teatro Lo Spazio Via Locri 42 44 Roma dal 2 al 6 maggio 2017 h 20,30 7 maggio 2017 h 17 Sycamore T Company presenta

Aiace

di Ghiannis Ritsos Traduzione Nicola Crocetti con Viola Graziosi voce Graziano Piazza regia Graziano Piazza scenografia musicale Arturo Annecchino costumi Valentina Territo registrazioni e mix David Benella assistente alla regia Ester Tatangelo

Dal 2 al 7 maggio 2017, Sycamore T Company presenta al TEATRO LO SPAZIO di Roma AIACE di Ghiannis Ritsos, tradotto da Nicola Crocetti, interpretato da Viola Graziosi, con la regia di Graziano Piazza e la scenografia musicale di Arturo Annecchino. Aiace di Ritsos è un eroe per forza, umiliato dall'impotenza della ‘normalità’, di ciò che gli altri gli impongono di essere, qui celebrato e interpretato al femminile. Una donna, forse una proiezione, un miraggio, e un uomo, Aiace, evocato attraverso la voce di lei. Ripercorrono insieme la storia dell'eroe greco, il più valoroso dopo Achille. Pieno di dolore per non essersi aggiudicato le armi di Achille dopo la sua morte, accecato da Atena, Aiace fa strage di greggi, credendo di vendicarsi sugli Achei, ma, tornato in sé, non sa sopravvivere alla vergogna. Dai fasti delle vittorie fino al grottesco tragico epilogo. Pian piano la donna riveste i panni dell'eroe attraverso le sue parole e le sue folli azioni, fino ad assumerne quasi le sembianze. Non più moglie e madre e amante muta e impotente, ma eroina dei nostri giorni. L'Aiace di Ritsos, scritto tra il 1967 e il 1969, è una rilettura della tragedia di Sofocle attraverso la quale il poeta, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità umana e politica.

“Nel mettere in scena oggi questo testo - spiega il regista Graziano Piazza - ho voluto capovolgerne le parti per interrogare il lato femminile, sensibile dell'eroe, quella voce muta che finalmente arriva al centro della scena e prende parte alla battaglia del vivere. L'Aiace di Ritsos è un eroe per forza, umiliato dall'impotenza della ‘normalità’, di ciò che gli altri gli impongono di essere. Un Uomo che combatte le sue vicende quotidiane, teso verso un percorso mitico, ma a cui il destino fa compiere azioni ridicole e che, infine, scopre la liberazione di perdere ogni cosa. Dramma interiore - continua il regista - di quanto al di là del genere il mito ci abita, ci muove, ci sorprende nelle piccole pieghe quotidiane della nostra esistenza contemporanea, ci permea di grandezza e di impotenza nello stesso tempo”.

TEATRO LO SPAZIO via Locri 42-44 San Giovanni, Roma biglietti intero 12 euro ridotto 9 euro + 3 euro di tessera 5 euro + 3 di tessera per gruppi info e prenotazioni 0677076486 0677201449 info@teatrolospazio.it

Ghiannis Ritsos nacque a Monemvasià nel 1909. Nel 1933 entrò nelle file della sinistra, avviando un impegno politico che segnerà, spesso dolorosamente, la sua esistenza. Durante la guerra civile, il successivo governo di destra e la dittatura dei Colonnelli (1967-1974) fu ripetutamente incarcerato e deportato nei “campi di rieducazione nazionale”, ma restò sempre fedele ai suoi ideali di libertà e di giustizia sociale. L’impegno politico ebbe un’importanza centrale anche nella sua poesia, ma in Ritsos risuonano tutte le note, dolenti e gioiose, della grecità. Ottenne numerosi riconoscimenti internazionali di grande prestigio, e fu candidato per anni al Premio Nobel per la Letteratura. Le sue poesie e molti suoi lavori teatrali sono stati tradotti in tutte le lingue europee. Dotato di un’incredibile facilità di versificazione, Ritsos è autore di oltre cento raccolte. Ha inoltre tradotto Tolstoj, Hikmet, Ehrenburg, Jozef, Majakovskij, un’antologia di poeti rumeni e una di poeti cecoslovacchi. È morto nel 1990. È stato tradotto nelle principali lingue del mondo. Numerose le traduzioni in italiano, la maggior parte delle quali dovute a N. Crocetti: La Signora delle Vigne, Parma 1986; Erotica (1981); Il Funambolo e la Luna (1984); Quarta dimensione (1993), e a F.M. Pontani: Poesie (Scheiwiller 1969); Prima dell’uomo (Mondadori 1972);Diciotto canzonette per la patria amara (Verona 1974); La distruzione di Melos (Bologna 1975);Elena (Verona 1985); Pietre Ripetizioni Sbarre (2004).

articolo pubblicato il: 22/04/2017

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