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cronache
Planet Gufram

al Salone del Mobile di Milano


Planet Gufram

A design Odyssey Salone del Mobile 2017

Wallpaper* Handmade Mediateca Santa Teresa via della Moscova 28, Milano fino al 9 aprile 2017

Gufram, il brand che ha portato nel mondo il radical design, presenta in occasione della Salone del Mobile 2017 Planet Gufram. Una strana energia interplanetaria invade gli spazi della Mediateca Santa Teresa dando la possibilità a tutti di visitare un nuovo mondo, una dimensione creativa folle in cui forma e funzione, apparenza e sostanza sono sovvertite.

“Ricercando negli archivi abbiamo scoperto che già alla fine degli anni '60 i designer e gli artisti che collaboravano con Gufram erano riusciti a stabilire delle relazioni con un'altra dimensione” svela Charley Vezza, Global Creative Orchestrator del marchio. “Era il 1967 e il matematico Tullio Regge aveva appena creato Detecma, il primo oggetto di arredo progettato con un calcolatore elettronico. La sua forma toroidale riusciva a creare un tunnel spazio-temporale attraverso cui poter avere le prime visioni immersive e osservare un pianeta lontano dove sculture straordinarie nascevano dal suolo”.

Cactus morbidi crescevano dal terreno, capitelli ionici si adagiavano su deserti rocciosi, prati dagli steli giganti riempivano le vallate: tutto sul Planet Gufram sembrava strabiliante e pazzesco. I creativi di Gufram colsero subito l'occasione per presentare ai terrestri queste incredibili forme in veste di sculture domestiche, rivoluzionando gli ambienti borghesi conosciuti fino ad allora. Questo segreto è stato gelosamente conservato per anni, insieme a tutti i disegni e le raffigurazioni di Planet Gufram che erano in una stanza blindata in azienda. “Avevamo già pensato di raccogliere i disegni in un video da presentare durante il Salone del Mobile 2017”, continua Charley Vezza, “e poi la NASA ha rivelato la scoperta sistema planetario Trappist 1 e, attraverso lo studio dell'esatta posizione astrale, abbiamo scoperto che Planet Gufram si trovava proprio lì”.

Questo strano pianeta è basato sulla complessa chimica dei polimeri plastici, per questo la maggior parte degli elementi che lo compongono sono in poliuretano morbido ma resistente, grazie ad un particolare mix di diversi agenti atmosferici che formano il Guflac – la speciale patina che pellifica il poliuretano mantenendone la morbidezza e che Gufram è riuscita a studiare e brevettare sulla Terra. Una volta scoperta l'esatta posizione del pianeta il brand ha chiesto a Snarkitecture, lo studio di design newyorkese conosciuto per le sue architetture avveniristiche e all'avanguardia, a di creare un vero e proprio “stargate” mascherato da specchio: Broken Mirror. Installato all'interno della Mediateca Santa Teresa il portale si sarebbe attivato permettendo a tutti di accedere a questo mondo fantastico. Ma l'esperimento, essendo al primo tentativo, ha avuto qualche effetto collaterale. E il mondo di Planet Gufram ha iniziato ad invadere la Mediateca! Una cascata di sabbia plastica nera si è riversata nella stanza in cui era stato installato Broken Mirror, formando strutture cristalline esagonali che si sono poi evolute in sculture totemiche dalle forme più strane.

Una volta iniziato questo processo di invasione lo stargate è stato chiuso. Chissà che effetto avrebbe potuto avere lo scambio continuo tra Terra e Planet Gufram? Ma nel frattempo anche il cortile della Mediateca Santa Teresa era stato occupato da nuove forme di vita. Per questo è stata creata una biosfera che le potesse conservare. Un gigantesco bozzolo preserva un giardino fatto di Cactus e di ganteschi fiori Bloom di Marcel Wanders, mentre Ron Ron, uno strano animale peloso battezzato così dall'artista Marion Baruch, scorrazza liberamente.

Prodotti: BLOOM di Marcel Wanders – 2017 BROKEN MIRROR di Snarkitecture – 2017 METACACTUS di Drocco&Mello – 2012 DETECMA di Tullio Regge – 1967 BLACK GLOBE di Studio Job – 2017 GOD di TOILETPAPER – 2013 JOLLY ROGER di Fabio Novembre - 2013 MAgriTTA di Sebastian Matta - 1970 RON RON di Marion Baruch – 1972 TORNERAJ di Ceretti/Derossi/Rosso – 1968

articolo pubblicato il: 05/04/2017

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