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finanza
patti chiari...
di Domenico Massa

È evidente che non è possibile tornare ad “Adamo ed Eva” ogni volta che si prova ad avviare un dibattito su un qualsiasi argomento. Si corre però il rischio di consegnare all’oblio fatti avvenuti ed oggettivamente considerati importanti che hanno segnato sicuramente la vita di molti.

Il 22 marzo scade l’offerta pubblica di acquisto delle azioni delle banche venete che navigano in pessime acque. La proposta pubblica di riacquisto è subordinata al raggiungimento dell’80% del capitale interessato all’operazione ed i termini della proposta potrebbero rappresentare un oltraggio al senso comune di giustizia. Gli azionisti e le associazioni dei consumatori sono insorti ed hanno diramato comunicati stampa dai titoli che hanno il sapore della sfida e della voglia di vendetta.

Mi va la memoria al passato quando gli argomenti erano i default della Parmalat, della Cirio fino alla questione spinosa dei tango-bond. Allora il sistema bancario corse ai ripari per salvaguardare l’elemento fondante del sistema stesso: la fiducia. Con un’operazione messa in campo sapientemente il “sistema” riuscì a ribaltare “l’onere della prova” auto assolvendosi completamente dalle proprie responsabilità. Almeno questa è la conclusione alla quale si può giungere leggendo quanto si è scritto circa le varie iniziative poste in essere per rinsaldare il rapporto di fiducia tra cliente ed istituti di credito. L’iniziativa denominata nel complesso “Patti Chiari” era articolata in argomenti specifici tra i quali “obbligazioni a basso rischio e basso rendimento” che faceva parte del pacchetto e rappresenta ancora oggi la chiave di lettura di quanto appena affermato.

Le banche hanno sostenuto con forza che i clienti stessi si dovevano rendere conto che ad un alto rendimento corrispondeva un rischio alto e per aiutarli nella disamina dei rischi collegati ai rendimenti, le banche aderenti all’iniziativa si impegnavano a fornire un elenco di titoli con bassissimo rischio e di conseguenza con bassissimo rendimento, con l’impegno di aggiornare continuamente l’elenco eliminando quei titoli il cui rating non permetteva la permanenza nell’elenco. Il dramma o la comicità, forse è più appropriato, risiede nel fatto che le obbligazioni della Lehman Brothers Holdings Inc. il martedì successivo al suo fallimento ancora non erano state rimosse dall’elenco.

Il ricordo apre innumerevoli problematiche ancora oggi non solo irrisolte, ma colpevolmente dimenticate da tutti coloro che avrebbero sia il titolo sia la responsabilità di fare luce, approfondire e risolvere. Oggi che i clienti delle banche devono fare i conti con il burden sharing e con il bail in ci sarebbe da domandarsi dove andranno a parare i vertici delle istituzioni finanziarie per salvare la faccia. Per fortuna esistono le Istituzioni Europee ed i trattati ai quali l’Italia forse per distrazione, forse per incompetenza o forse per folle ottimismo ha aderito. In forza dei trattati non sarà più possibile buttarla a tarallucci e vino ed a questo punto la reazione sarà commisurata all’offesa. Il giorno ventuno marzo a Bruxelles in occasione della riunione dell’Eurogruppo è in programma l’Ecofin nel quale si discuterà delle sofferenze bancarie. Come ricordato il ventidue scadrà il termine per l’adesione alla proposta pubblica di riacquisto delle azioni delle Banche Venete.

La questione investe i due elementi cardine che rappresentano un ostacolo alla soluzione delle problematiche. Da un lato la possibilità di una valanga di cause da parte dei clienti lamentanti la vendita fraudolenta di titoli azionari, dall’altro la dismissione dei crediti deteriorati il cui prezzo di vendita va ad impattare sui bilanci delle banche, dando il via alla necessità di ricapitalizzazione che non può essere effettuata con soldi pubblici, perché per nostra fortuna i trattati Europei ed Internazionali dicono che non è possibile consentire agli Stati di ripianare perdite non solo già realizzate, ma anche quelle il cui realizzo è palesemente prevedibile.

articolo pubblicato il: 20/03/2017 ultima modifica: 30/03/2017

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