torna a "LaFolla.it" torna alla home page dell'archivio contattaci
cerca nell'archivio




ricerca avanzata


Google



contattaci

ingrandisci o rimpicciolisci il carattere del testo

teatro
"Scusate se non siamo morti in mare"

a Teatri di Vita di Bologna


Tre migranti chiusi in un container, in viaggio sul mare verso la speranza, in balia di un avido traghettatore. Non vengono dall’Africa verso l’Occidente, ma sono europei in viaggio verso altri lidi. E se a emigrare clandestinamente fossimo noi? Da questo ribaltamento prende il via lo spettacolo amaro e beffardo scritto da Emanuele Aldrovandi per la compagnia MaMiMò, dal titolo “Scusate se non siamo morti in mare”, in scena a Teatri di Vita (via Emilia Ponente 485, Bologna; tel. 051.566330; www.teatridivita.it), da venerdì 24 a domenica 26 marzo, (venerdì ore 21, sabato ore 20, domenica ore 17). In scena, Luz Beatriz Lattanzi, Marcello Mocchi, Matthieu Pastore, Daniele Pitari. Regia di Pablo Solari. Produzione MaMiMò, in collaborazione con Arte Combustibile e La Corte Ospitale - Residenza 2016.

Uno spettacolo che ha al suo attivo il fatto di essere stato finalista al Premio Riccione Tondelli e al Premio Scenario, e di aver vinto il bando Migrarti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

In un futuro non troppo lontano la crisi economica – che invece di finire si è aggravata – ha trasformato l’Europa in un continente di emigranti. I cittadini europei, alla ricerca di un lavoro e di un futuro migliore, cercano di raggiungere i paesi più “ricchi”, ma devono farlo clandestinamente perché questi paesi, nel frattempo, hanno chiuso le frontiere. Fra i tanti mezzi per espatriare illegalmente uno dei più diffusi è il container: i clandestini salgono a bordo, pagano mille dollari alla partenza e mille all’arrivo, senza sapere dove verranno scaricati. I personaggi di questa storia sono quattro e non hanno nome, sono identificati dalle loro caratteristiche fisiche: il Robusto, la Bella e l’Alto sono i tre migranti e il Morbido è il proprietario del container.

Davanti al catastrofico numero di morti che con cadenza quotidiana sono cronachisticamente raccontati dai telegiornali, il sentimento più diffuso è un comune senso di smarrimento e lontananza, un’impossibilità di comprendere sino in fondo l’entità del fenomeno migratorio, le sofferenze e le disgrazie da esso provocate. La società sistematica e telematizzata in cui viviamo ci ha abituato a questo senso di “indifferente consapevolezza”, ma cosa succederebbe se da un momento all’altro fossimo noi i migranti, i protagonisti di questa tragedia dalle connotazioni ancestrali?

Emanuele Aldrovandi ha scritto vari testi e adattamenti, ricevendo alcuni dei più importanti riconoscimenti per la nuova drammaturgia, fra cui il Premio Hystrio Scritture di Scena 2015 con Farfalle, il Premio Riccione “Tondelli” 2013 con Homicide House, il Premio Fersen 2013 con Il generale, il Premio Pirandello 2012 con Felicità, e ancora il Premio “Mario Giusti” del Teatro Stabile di Catania nel 2015 e il “Mario Fratti Award” nel 2016. Lavora da anni con il Centro Teatrale MaMiMò e collabora con altri artisti e compagnie. Con Scusate se non siamo morti in mare è stato finalista al Premio Scenario e al Premio Riccione. Pablo Solari, regista, ha diretto La puta vida (2014) di Reinaldo Povod; Fino in culo al mondo (2015) di Camilla Matiuzzo, spettacolo vincitore del Premio SIAE per la Creatività 2015. Attualmente è drammaturgo presso la Scuola di Alta formazione ERT “Santa Estasi” diretta da Antonio Latella. È ideatore insieme a Donato Demita del laboratorio di ricerca teatrale Iliade – nascita di un processo creativo, la cui prima tappa si è svolta a Lima, Perù, nel dicembre 2015. Al cinema è assistente alla regia di Giulio Manfredonia sui film Qualunquemente (2011) e Tutto tutto niente niente (2013) con Antonio Albanese

Il Centro Teatrale MaMiMò è un polo culturale nato nel 2005 che attualmente gestisce il Teatro Piccolo Orologio di Reggio Emilia e al cui interno sono attive una Compagnia, che produce spettacoli di prosa, teatro ragazzi ed eventi culturali, e una Scuola di Teatro. Dal 2012 è sostenuto dalla Regione Emilia Romagna e dal 2015 è riconosciuto dal MiBacT come impresa di produzione teatrale under 35.

articolo pubblicato il: 18/03/2017

Commenta Manda quest'articolo ad un amico Versione
stampabile
Torna a LaFolla.it