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musica
serata doppia

allo Zingarò Jazz Club di Faenza


Mercoledì primo marzo 2017, doppio appuntamento allo Zingarò Jazz Club di Faenza. La serata si apre con la presentazione del libro “Conversazioni con Steve Lacy”, curata da Francesco Martinelli, e prosegue con il concerto del Tino Tracanna Double Cut, formazione composta da Tino Tracanna al sax soprano, al sax tenore e al sax baritono, Massimiliano Milesi al sax tenore e al sax soprano, Giulio Corini al contrabbasso e Filippo Sala alle percussioni. L'appuntamento è, come di consueto, per le 22 con ingresso libero.

Double Cut è un insolito quartetto formato da due sassofoni, un contrabbasso e una batteria più una serie di strumenti inusuali. Il gruppo nasce nel 2014 dall'incontro tra Tino Tracanna e Massimiliano Milesi all'interno del Dipartimento jazz del Conservatorio di Milano: i due musicisti puntano ad esplorare le potenzialità espressive dello strumento sia rielaborando classici del Jazz sia brani originali che fanno da sfondo ad improvvisazioni del tutto libere da appartenenze di genere. Dopo qualche tempo, la sperimentazione si sviluppa in un quartetto pianoless con l'aggiunta di Giulio Corini al contrabbasso e Filippo Sala alla batteria, anche quest'ultimo incontrato all'interno del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Milano.

Il confronto generazionale tra Tracanna e Milesi fa da catalizzatore alle differenti visioni, idee ed esperienze musicali dei componenti del gruppo dando luogo ad un progetto che incontra elementi appartenenti a mondi musicali diversi. Double Cut è il luogo musicale generato dall'incrocio di esperienze diverse: uno spazio nuovo definito da due segni tracciati su un piano.

Francesco Martinelli, curatore della edizione italiana, presenta il volume "Conversazioni con Steve Lacy" (ed. ETS, Pisa 2016) in un dialogo con il sassofonista Tino Tracanna. Se oggi il sax soprano è onnipresente sui palchi del jazz lo si deve alla curiosità musicale di Steve Lacy, il cui esempio spinse Coltrane a imbracciare il sax dritto. Ispirato da Sidney Bechet, Lacy ha suonato giovanissimo a New York con i grandi del jazz tradizionale come Rex Stewart e Henry “Red” Allen. Dopo l'incontro con Cecil Taylor e Thelonious Monk, si dedica a sviluppare la propria musica continuando a collaborare con una vasta gamma di musicisti, dal trombonista Roswell Rudd all'arrangiatore Gil Evans da Mal Waldron e George Lewis a Misha Mengelberg, Evan Parker, Joelle Léandre e Alexander von Schlippenbach.

Le trentaquattro interviste raccolte nel volume coprono l'intero arco della carriera di Steve Lacy, dal 1959 al 2004, apparse in riviste di jazz americane ed europee ma anche inedite, per illustrare la straordinaria evoluzione della carriera e del suo pensiero musicale. Completano il volume una sezione di scritti autobiografici e artistici con vari inediti - riprodotti nella nitida calligrafia dello stesso sassofonista - le partiture autografe di tre canzoni su testi poetici, una discografia consigliata e molte foto storiche. L'edizione italiana è arricchita da due interviste tratte da Musica Jazz e non inserite nel volume originale, da una discografia consigliata da Roberto Ottaviano e da uno scritto su Lacy di Arnold Davidson.

La stagione dello Zingarò Jazz Club è accompagnata dalla nuova installazione fotografica di Lorenzo Gaudenzi dedicata al jazz: gli scatti hanno anche una valenza ecologica, in quanto Gaudenzi ha utilizzato un particolare cartoncino riciclato sia per la stampa che per la confezione della mostra. Mercoledì 8 marzo, la stagione dello Zingarò Jazz Club prosegue con il concerto Minavagante, una rilettura in chiave jazzistica del repertorio di Mina da parte del quartetto formato da Michela Pedrini alla voce, Antonio Amabile al pianoforte, Giorgio Santisi al basso e Christian Rovatti alla batteria. Lo Zingarò Jazz Club è a Faenza in Via Campidori, 11.

articolo pubblicato il: 26/02/2017

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