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arte e mostre
I voli astrali di Montuschi

alla Galleria "Il Vicolo" di Cesena

di Michele De Luca

A Cesena, Venerdì 24 febbraio, presso Il Vicolo Galleria Arte Contemporanea, verrà inaugurata la mostra “Voli Astrali” dedicata all’artista romagnolo, aretino d’adozione, Giancarlo Montuschi (Faenza, 9 agosto 1952) ; oltre cinquanta opere, fra dipinti e ceramiche, allestite nella Galleria e nelle sale de Il Vicolo Interior Design, per la cura degli architetti Augusto Pompili e Marisa Zattini.

L’arte è un luogo privilegiato del simbolo e Giancarlo Montuschi (Faenza, 1952) ne rende testimonianza. A partire dalla via iniziatica del sentiero dei “22 Arcani Maggiori (o Lame o Trionfi”) dei Tarocchi, l’artista ci traduce la sua “visione danzante” attraverso spazi utopici e irreali, oppure in coloratissime e gioiose tavole iconografiche mediante l’interpretazione di simboli che ridisegnano un universo fantastico dove l’uomo/manichino (sempre senza volto), il mondo vegetale e quello animale si fondono e si con-fondono. Un simbolismo onirico straripante e alluvionale che si iscrive nell’armonia celeste dove i Tarocchi sono uno dei giochi di carte più antico, “formato da 56 carte numerali dette “a semi italiani”,ma di origine araba (coppe, danari, spade, bastoni) e da 22 immagini chiamate Trionfi ideate agli inizi del Quattrocento, in Italia” (A. Vitali). Martin Heidegger scriveva: “Alla cosa fabbricata l’opera d’arte riunisce anche qualcos’altro. Riunire si dice in greco syn-bàllein. L’opera d’arte è sim-bolo”.

Una narrazione per immagini dal forte accento poetico e musicale, quella di Giancarlo Montuschi, che traccia percorsi fantastici anche nell’interpretazione dei segni zodiacali per nuovi paesaggi interiori. Così, scene ludiche e magicamente profetiche ci riportano alla mente l’ironia funambolica di un futurista quale Fortunato Depero e dei suoi proseliti quali Ugo Nespolo e Mark Kostabi. Qui, ogni elemento sembra ritagliato, definito esattamente nei suoi precisi contorni – sia che si tratti di pittura o di preziose tavole in ceramica raku -, “con-giungendo” colore a colore, come fossero perfette tarsie di panno, a incastro con gli altri elementi della composizione immaginale. E un intero mondo fiabesco e incantato sembra animarsi a emblema per il nostro sguardo. Schelling sosteneva che l’arte fosse “rivelazione, filosofia, religione, mito”. A introdurre l’artista e le sue opere, l’architetto Marisa Zattini mentre Andrea Vitali, Presidente dell’Associazione “Le Tarot” (Faenza) ed esperto di simbolismi rinascimentali, relazionerà sugli Arcani Maggiori dei Tarocchi e sulle loro relazioni con l’Astrologia e le Scienze iniziatiche.

Artista faentino, da tempo trapiantato nella bassa Toscana è l'antipersonaggio per eccellenza. Pittore, ceramista-scultore di vaglia, si esprime con un linguaggio ingenuo, fiabesco, e sostanzialmente fantastico, con venature alchemico-esoteriche. Il fatto di essere nato (nel 1952) a Faenza, terra d'eccellenza per la ceramica, e di aver “respirato” negli anni di formazione, i fermenti rivitalizzanti generati dall'influenza della Pop Art sui giovani artisti di quell'epoca, ha evidenziato, in Montuschi, due linee espressive complementari e formalmente diverse.

Partecipa a numerose mostre nell'arco degli anni Ottanta; nel decennio successivo, inizia la collaborazione con la Kens'Art di Firenze, poi vengono le rassegne "The Art of living" a New York e "Scarperentola" itinerante a Milano, Londra e New York; e la personale al museo della ceramica di Saint Emillion (Bordeaux). Partecipa anche a diverse edizioni dell'expo arte di Bari, Montichiari e Padova, all'ArteFiera di Bologna, all'EuropArt di Ginevra, al festival di Spoleto. Numerose le personali a Roma nei primi anni del 2000, poi a Perugia, Firenze (galleria Immaginaria), Prato, Milano, mentre si intensificano le presenze in fiera: Vicenza Arte, Expo di Bari, e Genova, Fiera internazionale dell'arte a Innsbruck, West Lake Expo in Cina. Viene invitato alla 51° biennale di Venezia, Padiglione Istituto Latino Americano.

Di lui, tra gli altri, hanno scritto Marcello Venturoli, Claudio Spadoni, Giuliano Serafini, Angelo Dragone, Massimo Duranti, Francesco Gallo, Emidio de Albentiis, Robertomaria Siena, Pier Paolo Castellucci, Nicola Nuti, Susanna Ragionieri, Michele Loffredo, Giorgio Bertozzi, Rino Cardone, Nicoletta Zanella, Alan Querre, Jeanne Rossi Lecerf, C.Grante, , Ivan Teobaldelli , Elisabetta Mastrocola, Rita Olivieri, Cristina Vignoli, Giorgio Borio, Gianni Milani, , Eugenio Giannì, Marco salvi, Mario Rotta, Roberta Fiorini, Francesca Ancona, Alessandra Angelucci, Francesco Giulio Farachi, MariaPia Cappello, Marco Botti, Cristina Palmieri

Approfondendo un attimo la poetica di Montuschi, occorre partire dalla traccia che lo stesso artista ha più volte indicato: il riferimento a un testo di Jorge Luis Borges, epilogo dall’ Artefice: “ Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo. Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di navi, d’isole, di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto”. Ha scritto Massimo Duranti: “Montuschi disegna da anni il suo mondo che è collocato oltre il visibile, con una presenza (e quella dei suoi simili) senza volto che si aggira in costruiti paesaggi che popola appunto di brani di natura collocati alla rinfusa, aggrappati, affioranti dal nulla, decoranti, non decorativi, deformati”.

articolo pubblicato il: 22/02/2017

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